Add this site to your RSS reader!


Results tagged “Veltroni” from giusec&frienz

E ora. I miei due centesimi.

|
Pippo, Luca, e un manipolo di audaci pubblicano questo. Con relativa email per le adesioni. Il fatto è, che poi succede quest'altro.

E allora, francamente, che senso ha prendersela tanto a cuore e dannarsi e ragionare di rinnovamento, se poi le decisioni vengono comunque e solo prese dai soliti noti? E spiegatemi che senso abbiano le dimissioni del signor WV se poi il suo posto è preso dal vice. E ancora spiegatemi come sia possibile che la Direzione Nazionale sia ancora lì, tranquillamente, saldamente al suo posto.

Sono in disaccordo con Carlo quando suggerisce il rientro di D'Alema. Questo è il momento buono per far fuori questi signori che ci hanno bellamente portato al punto in cui oggi ci troviamo. Questo è il momento buono per mandare tutto a puttane, svecchiare il partito, mandare a casa individui inutili e ripartire da zero. Tanto, peggio di così.

E ora?

|
Ci volevano le dimissioni del signor WV per sentire finalmente a Radio24 le voci di Pippo, Ivan, Matteo. Bene. E ora?

Dimissioni.

|
Le ha date Veltroni, per aver perso le (innumerevoli) elezioni. Le ha date il ministro Giapponese delle Finanze, per un bicchierino di troppo. Non le darà il signor B, protetto dal Lodo Alfano, nonostante la sentenza del Tribunale di Milano abbia confermato la corruzione del suo avvocato per testimoniare il falso durante due (dei suoi tanti) processi.

Per un nuovo Piddì.

|
Tra le varie riflessioni sulla sconfitta in Sardegna e sull'inadeguatezza dell'attuale Piddì, questa, apparsa tra i commenti del blog di Pippo Civati, mi sembra degna di nota.

Innanzitutto scarichiamo Weber il sondaggista delle false spernaze: è sempre quello del "siamo a un'incollatura" che poi diventano -10% (se va bene per dire). O non capisce un cazzo o è un menasfiga. In tutte e due i casi io mi libereri di questi esperti /consulenti/spin doctors e mi affiderei a quelli del cavaliere (per dire).

Tutti in attesa.

|
Ora, io posso anche capire la sorpresa spiazzante, anche se dopo tanti anni bisognerebbe effettivamente essere pronti a tutto con il signor B, chessò ad un decreto per far pagare il canone per Canalecinque, o ad uno per far inserire il suo conto corrente per il versamento dei tributi, e capisco pure che ci voglia del tempo per riprendersi e prepararsi, e poi lui è un riflessivo ed è pure di poche parole e...

Ma che cazzo aspetti a rispondere, Uòlter?

Fuoco di sbarramento.

|
C'è poco da discutere sulle ragioni per cui il signor WV (per gli amici tedeschi: non VW, non si parla di Wolkswagen, qui) abbia fortemente voluto lo sbarramento alle Europee. E non ci vuole certo un genio per capire che:

Uno. Il signor WV è ossessionato dalla possibilità di sfaldamenti interni al Piddì. Con lo sbarramento, le potenziali secessioni saranno evitate - beh, semplicemente posticipate, non evitate. Due. Il signor WV vuole assicurarsi che gli elettori di sinistra indecisi votino Piddì, consapevoli a priori del fatto che il loro voto sarà inutile se dato ad un partito che non supererà lo sbarramento.

Resta vedere se questa è la strategia giusta. Io, ad esempio, non voterò più per il Piddì, nonostante i Mille e le primarie e il circolo online eccetera eccetera fin quando il signor WV non si farà da parte. Sbarramento o meno. E sia chiaro, il mio voto non conta nulla. Da solo. Ma quanti altri giusec stanno pensando di starsene a casa a spalar la neve (ho venduto il sale su eBay al comune di Torino) piuttosto che andare al seggio?

Dite una cosa di sinistra.

|
Luca sta bloggando in diretta, durante la direzione nazionale del Piddì. Non che abbia capito molto il senso delle cose, dovrei forse seguire lo streaming video, ma un urgente processo di budgeting mi impedisce di concentrarmi su altro. Il succedersi degli avvenimenti e la sensazione di scoramento è viva e perfettamente sintetizzata da frasi quali.

17 e 45. Improvvisa bagarre. Franceschini propome di chiudere gli interventi alle sei e far concludere Veltroni. Proteste. Una signora bionda va davanti al tavolo urlando. Franceschini alza la voce. Ma si prosegue.
17 e 28. Si avverte una sensazione di sfarinamento.
16 e 45. Siamo a undici minuti sui sette consentiti e nessuno dal tavolo della presidenza si azzarda a segnalarlo a D'Alema, come si è fatto con gli altri.
16 e 27. Ragazzi, son qua da sette ore. Poi ditemi che non la prendo sul serio. Ho mangiato due pezzi di pizza bianca serviti a un buffet poverello al secondo piano.
15 e 40. Chiamparino si dimette dal governo ombra (...)
Vabbeh, lasciamo perdere. Faccio un salto alla Coop. No. Meglio di no. Oggi si va all'Esselunga.

Qualunquismo?

|
Sembra che il momento sia arrivato. Il momento di mandarli tutti, ma proprio tutti, ma tutti indistintamente, a casa.

Cavriago caput mundi.

|
Di come il PD di Cavriago decise di chiudere il tesseramento destinato al PD nazionale.

La riscossa.

|
OK, nessun problema, ha inizio la riscossa.

Senza Uolter non sarei me stesso.

|
Adesso va meglio. Mi sto rilassando. Alitalia in bancarotta. Recessione mondiale. Tempesta finanziaria. Strage di camorra a Napoli. E poi B. che fa il bello ed il cattivo tempo. Lui però è tranquillo. E si rilassa. A New York, cogli intellettuali. Senza Robert Kennedy non sarei me stesso. E poi. Se vince Barack cambia tutto, anche in Europa. E allora, di che preoccuparsi. Se vince Barack. Se lui è tranquillo. Rilassiamoci.

Scuri presagi di fine estate.

|
Lo spettacolo che Uòlter e il Pd stanno offrendo ai propri disorientati elettori (o ex-elettori, come il sottoscritto) con le pressioni sull'Unità e il relativo cambio di vertice rappresentano quanto di più triste possa accadere in questo scorcio di fine estate.

Perchè in fondo ci siamo abituati, ormai, alle imprese dei nostri neocon all'amatriciana. C'è ben poco da meravigliarsi se un Alemanno accusa quei poveri turisti olandesi di essersela cercata (come se avessero fatto di tutto per farsi stuprare e picchiare). C'è poco da meravigliarsi se lo psicopatico B afferma di aver risolto la crisi Ossetina grazie ad una sua telefonata all' amico V. C'è poco da meravigliarsi se la presenza cilena dei militari nelle città Italiane non riesce a fermare le violenze a Napoli e nelle periferie. Ce lo aspettavamo.

Ma ci si meraviglia eccome se la cupola del partito che si ha avuto l'avventatezza di votare provoca un cambio di vertice di un giornale da sei anni indipendente la cui unica colpa è stata quella di non essersi trovato sempre in sintonia con i dirigenti del partito stesso.

- Scusate, ma non ho capito, di Marco Travaglio, l'Unità.it, link
- Ciao Unità e Grazie, l'ultimo editoriale di Padellaro, via blog di Luca Sani, link

Waiting for Mr. Obama.

|
Obama vola in Europa. Parigi, Berlino, Londra, e poi Medio Oriente. Italia? Why Italia? Il che è interessante, considerato che: il PD si chiama piddì non perchè suoni bene (o forse si, tenuto conto delle capacità creative dei suoi leader), ma per un presunto legame ideologico tra la creatura di Uòlter e il più famoso Democratic Party. Per non parlare poi dei circoli Obama sparsi per lo stivale. Insomma, Obama ci dimentica. Un vero e proprio smacco.

Come se il sottoscritto, pur venendo a conoscenza di un partito Confraterita del Geco Party in Lituania e di una serie di circoli Giusec in giro per il paese, snobasse la nazione Baltica per puntare, chessò io, sull'Islanda.

E non basta dire: Obama non viene a trovarci perchè altrimenti dovrebbe incontrare quello stronzo di B. No. Completiamo la frase: Obama non viene a trovarci perchè 1) dovrebbe incontrare quello stronzo di B. e 2) il PD oggi che ci sia o meno non sposta una virgola nelle strategie mondiali e nella visione ideologica del signor Barack.

I Mille dubbi.

|
Leggo la relazione di Marco Simoni dei Mille e poi vedo le foto di un Rutelli sgargiante e sorridente con Tabacci al meeting dei coraggiosi (coraggiosi per cosa? per essere ancora lì nonostante tutto?). E penso che sia un gran peccato continuare a sprecare così le nostre cartucce.

Il discorso di Simoni è interessante, ma fuori tempo. Parla del Sud. Della fuga di talenti. Del Governo destrorso. Un discorso che avrebbe avuto senso nel duemilasei. Non oggi. Non una critica al PD. Non un accenno alla gestione fallimentare di Veltroni. Non una parola sulle strategie per recuperare il Nord. Non una nota sulla deriva di D'Alema italianoeuropeo e Rutelli il coraggioso. Niente sul fallimento dell'opposizione all'inglese. Niente sugli sforzi di Di Pietro di fare opposizione (non all'inglese). Forse non toccava a lui, direte. Si, può darsi. Eppure questi temi non sono stati sfiorati. E poi era lo stesso Simoni il primo a criticare quelle direttive, cadute come sempre dall'alto, che avevano portato alla costituzione dell'organo direttivo del partito e ci avevano reso chiaro il vero significato dello sforzo fatto per le primarie. Zero. Niente. Nulla. Nada.

Paolo, Sabina e gli altri.

|
E vabbeh. Quando ce vò, ce vò. Il post del (qui non eccessivamente amato) signor Paolo Guzzanti è da leggere ed è un buon esempio di imparzialità, abbastanza raro, in questi giorni, in questo paese.

(...) Quanto a Sabina: non condivido il suo linguaggio e i suoi argomenti ma riconosco che lei usa un sistema di comunicazione che è volto ad un segmento della sinistra italiana. La comunicazione è comunicazione. Se Berlusconi dice che chi non vota per lui è un coglione, noi difendiamo il suo diritto a dirlo e discettiamo sulla parola coglione per due anni. Se Sabina dice quel che dice, fa comunicazione anche lei.
e poi ancora.

(...) Ad oguno il suo consenso e il suo dissenso. Io non sono d'accordo con quello che Sabina ha detto sul papa, ma poiché io difendo il diritto di disegnare vignette sul profeta, non ho nulla da ridire se qualcuno dice cose grevi, offensive, che non condivido, sul papa.

Rassegnamoci.

|
Tra tutti gli articoli, i commenti, i video, gli editoriali, i post sugli avvenimenti di piazza di ieri, ho particolarmente apprezzato il post di Massimo Mantellini, sul reale significato di volgarità e sul paradosso di un attacco alla volgarità (della piazza) proveniente da quotidiani che hanno fatto della volgarità stessa uno stile editoriale. E poi quelli di Gilioli e Zoro. Che riassume la mia opinione (e la mia profonda delusione per un partito che ho, ahimè, sostenuto) in poche, illuminanti, righe.

(...) E' fondamentalmente per questo motivo che tanti elettori di sinistra hanno dimostrato ieri, ammassandosi al caldo davanti a relatori astrusamente assemblati, di voler partecipare, disposti ancora una volta a mangiare il rospo di un totale vuoto di rappresentanza, desiderosi di dare l'esempio a chi dovrebbe darne loro. Quel popolo che si è ritrovato a votare Calearo, Madia o Rutelli (parlo del PD, ma il discorso vale anche per gli altri partiti di sinistra) ieri si è ritrovato ad ascoltare relatori improvvisati e spesso inopportuni ed egoisti alle prese con un lavoro non loro (sì, ritengo la politica un lavoro, umile e faticoso, da artigiani della fanga, che come tanti altri in Italia non fa quasi più nessuno). E' per questo che da ieri sono ancora più incazzato di quanto lo sia stato negli ultimi tempi con Veltroni. Perché la maggior parte di quella piazza gremita sarebbe stata, potenzialmente, anche la sua, ad averne avuto il coraggio e in tanti avremmo gradito.

Shadow and phantoms.

|
Il britannico The Economist ci spiega perchè dire che Veltroni stia conducendo un'opposizione di stampo britannico è una grande incommensurabile stronzata.

The risk is that Italy may get not a shadow government, but a phantom opposition.

Abbiamo sbagliato tutto.

|
Il circolo online del PD, al quale sono ero iscritto, mi ha inviato un'email per avvertirmi che le elezioni di coordinamento sono alle porte. Io ho risposto. Così.

Es un sentimiento nuevo.

|
Il mio sentimento per il PD, oggi, a prescindere dai risultati elettorali, è riassunto da questo breve estratto del post di Marco Simoni, dei Mille.

Venerdì scorso è stata annunciata la composizione del principale organismo di direzione politica del Partito Democratico, i capi insomma, quelli che decidono le cose. Sono dieci persone, di cui una donna, e tutti dirigenti di primissimo piano dei DS e Margherita da almeno dieci anni.(...) Abbiamo speso tempo ed energie politiche e personali nella partecipazione alle primarie, coinvolgendo tante persone nuove nella costruzione del PD, convinti che fosse una condizione essenziale per una politica ricca di contenuti, nuova nelle forme, e radicata nella realtà. Ad oggi, di quelle primarie non c'è traccia: il coordinamento attuale del PD si sarebbbe potuto serenamente decidere con una riunione tra i vertici DS e Margherita un anno fa: sarebbe grosso modo uscito così.

Sinistra da bere.

|
Carlo sintetizza, con questo post, ciò che anche il sottoscritto pensa della nostra Sinistra da bere. Abbiamo fatto un primo passo, prima delle elezioni, liberandoci da alcuni vecchi retaggi (vedasi: personaggi e strutture) del passato. Adesso facciamo il secondo. Liberiamoci da quelli del presente.

giusec elsewhere