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Results tagged “Texas” from giusec&frienz

Neve nella città forno

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Neve nella città forno
Originally uploaded by giusec


Questa non è Londra. Neppure Milano. E neppure Copenhagen. Credo.

E' Austin, TX. E nevica. Come dire, nevica ad Algeri. O chessò, nevica a Djerba. Insomma, ci siamo capiti. Sono microgranuli. La neve non è neppure arrivata in terra. Ma i Texani han fatto gran festa e hanno costruito i pupazzi. Colla carne del BBQ, che la neve ormai era finita da un pezzo.

Saluti e baci.

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Rick Perry, governatore del Texas, dichiara che il suo stato è pronto a lasciare l'Unione.

We've got a great union. There's absolutely no reason to dissolve it. But if Washington continues to thumb their nose at the American people, you know, who knows what might come out of that. But Texas is a very unique place, and we're a pretty independent lot to boot.

Altri post sull'argomento:
- Don't mess with Texas, link
- L'insostenibile leggerezza del Texas, link
- US Travel aggregator, link
- Frozen Texas, link

Fotoset:
- Houston Sept'08, link
- Austin, link
- Austin vedute aeree, link

(still) Recovering from Ike.

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Ike è ormai passato oltre. Sulle pagine dei quotidiani, intendo. In realtà la situazione non è ancora tornata alla normalità. A sei giorni di distanza dal disastro.

This week so far has been consumed with getting the Houston office re-opened. Still over 50% of the city is without power. The staff are all safe and accounted for but some have sustained damage to their homes and many are still without power.  It will be a few weeks before things are back to normal.

Ike, a slow recovery.

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Ricevo, dal servizio SOS travel della mia azienda. Dettagli dimenticati, pare, dai giornalisti italici. Impegnatissimi a studiare la definizione dei mutui sub-prime, in fretta, prima che qualche altro colosso ci resti secco.

Media reports on 16 September indicate that Hurricane Ike killed at least 40 people and caused significant damage to the southern coastal region of Texas, after making landfall near Galveston on 13 September. The storm has left 30,000 people in the affected region living in shelters, and 3m more without electricity. Emergency crews have reportedly rescued 3,300 people trapped by flooding in the coastal areas in and around Galveston; approximately 20,000 more are still stranded on Galveston Island, and an additional 200 people remain stranded on the Bolivar Peninsula. Approximately 40,000 people who were evacuated from Galveston Island are being prevented from returning to their homes, and have been warned that they may not be able to do so for months.

Houston, we (still) have a problem.

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Sebbene la notizia sia sparita dai media di questo provinciale paesello (Italia, ndr), la situazione in Texas è ancora disastrosa, dopo il passaggio di Ike (vedi qui, qui e qui). L'aeroporto di Houston è appena stato riaperto. GLS è ancora chiuso e nessuno sa quando/se riaprirà. La situazione trasporti è nel casino totale. Il coprifuoco a Houston è stato esteso alla notte. Galveston è senza acqua, gas, energia. Bush, l'amicone di B, cerca disperatamente di coprire la pochezza organizzativa del suo Governo federale per far fronte al secondo disastro naturale della sua disgraziata era (New Orleans, ndr). Ma basta leggere i commenti degli articoli dello Houston Chronicle, tanto per citare uno dei quotidiani locali, per rendersi conto della situazione.

Galveston has been hit hard, Mayor Lyda Ann Thomas said. We have no power. We have no gas. We have no communications. We're not sure when any of that will be up and running. We want our citizens to stay where they are. Do not come back to Galveston. You cannot live here right now.
Nel frattempo Milano si allaga per qualche oretta di pioggia.

Houston, now we have a problem.

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Ike colpisce Houston e la lascia al buio.

Ike/da casa.

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Sono a casa. Seguo tutto da qui, sensa più l'ansia della fuga. L'aeroporto internazionale è appena stato chiuso. Dovrebbe riaprire domenica mattina. Ergo: se non avessi anticipato di ventiquattr'ore il volo sarei rimasto bloccato a Houston. Alcuni colleghi sono arrivati ieri notte a Dallas dopo quindici ore di viaggio in highway (in condizioni regolari ci vogliono circa quattro ore). Oggi tutti gli uffici son chiusi.

La cosa peggiore, mi si diceva, è il pericolo di inondazione, non i venti. Houston è al livello del mare. Per precauzione la fornitura di energia sarà interrotta. Che poi significa: niente luce, niente cibo, niente aria condizionata (ieri c'erano 95°F, circa 30 °C), niente internet, isolamento totale.

Il miglior blog per saperne di più è quello di Eric Berger, esperto metereologo, che ogni giorno organizza una live chat sull'argomento. E che sta, a sua volta, per evacuare.

Pictures of Ike.

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Ike
Originally uploaded by giusec

Salve, vi presento Ike. La foto qui sopra e le successive (due, tre, quattro, cinque) sono state scattate ieri pomeriggio, 3pm locali, a pochi minuti dalla partenza da Houston. Volo diretto per l'Europa. Io sono stato uno dei fortunati a lasciare la città. Oggi leggo di mandatory evacuation nelle aree di Galveston, Corpus Christi, sud Houston, est Houston. Alcuni dei colleghi hanno abbandonato l'ufficio ieri pomeriggio, poichè le loro abitazioni si trovano nell'area di evacuazione.

Oggi Ike è solo di intensità due. Allo stesso tempo è enorme. Grande da riempire l'intero Golfo del Messico. L'emergenza è passata da voluntary a mandatory. Le autorità parlano di morte certa (hurricane will bring to certain death) per chi rimarrà in zona e questo ha scatenato il panico e le critiche, in quanto un allarme simile non si ascoltava dai tempi di Katrina.

A Houston temono il peggio. Non tanto per l'uragano in se, che dovrebbe atterrare a Galveston. Quanto per l'inondazione successiva. Per non parlare dell'interruzione dell'energia elettrica, aria condizionata, internet, eccetera. Non dimenticate che Houston è la quarta città degli Stati Uniti, ben più grande di New Orleans.

Dimenticavo. Di tutto questo sui giornali Italiani, come sempre, non c'è traccia.

Ike/the big wave.

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Nell'attesa di Ike e della notizia stato di emergenza con mandatory evacuation, qui c'è anche chi vede nell'uragano una grande opportunità.

We're just here watching for Ike, said surfer Stephen Peck of Pearland, who visited Surfside Beach with friends. He said if the center of the storm stays out of the area, big surfing swells should come later this week.

Ike/evacuazione.

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Sembra che venerdì ci evacuino, assieme ad altri due milioni di Houstoniani. Proviamo ad anticipare la partenza a domani. Exciting.

Update. Anticipata partenza, rientro oggi.
Update 2. L'uragano si muove più rapidamente del previsto. Al momento è stata dichiarata l'evacuazione spontanea delle aree di Galveston e Corpus Christi. Stessa cosa per Houston Est e Sud. Gli aeroporti di Corpus (CRP) e Valley Int'l Airport (HRL) sono stati chiusi. Oggi vedremo se lo stato di emergenza e la relativa evacuazione si trasformeranno da voluntary a mandatory.

Ike, altro.
- Storme pulse, link (fighissimo)
- Should I stay or should I go? link via Houston Chronicle
- National Hurricane Center, link

Ike/tre.

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Ike colpirà le coste del Texas sabato mattina. Galveston sta per essere evacuata. Probabilmente anche Corpus Christi, sulla costa. Al momento qui a Houston è tutto normale. La gente è tranquilla, come se l'arrivo di un uragano sia la cosa più naturale del mondo. Il nostro volo di venerdì è in forse. Insomma, la situazione comincia a diventare interessante.

Update. Questi hanno confermato tutti i meeting di venerdì mattina. O sono folli, o mi sto preoccupanto più del dovuto. Una delle due.

L'insostenibile leggerezza del Texas.

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Il Texas è noto per mandare la gente alla morte con una leggerezza tale da fare invidia alla peggior dittatura. Oggi è il turno del signor Charles Hood, nel braccio della morte dal 1990. The Atlantic Monthly si scaglia contro lo stato e la sua concezione di giustizia, qui.

Texas is notorious for putting more murderers to death than any other state, and for executing some who may have been given something less than stellar due process. The case of convicted double murderer Charles Dean Hood--scheduled for execution this Wednesday--is particularly egregious. It raises deeply disturbing questions about the state's administration of justice and should be an embarrassment to anyone who claims that Texas is committed to the fair administration of its death penalty

Ike/due.

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Ieri hanno iniziato la Conferenza con una bella slide sull'avvicinamento di Ike e sulla possibile evacuazione della città (sabato, nota di giusec), così, tanto per tranquillizzare gli animi dei partecipanti, specialmente quelli degli Europei, che sono certamente abituati ad evacuare una città con altre due milioni di anime.

Ike!

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La notizia del giorno qui a Houston è Ike (pronuncia: aichi). L'uragano che ha già colpito Haiti e Cuba e che rischia di arrivare in città sabato mattina. Il mio volo per Milano è venerdì pomeriggio. Dovrei poter sloggiare in tempo.

Per le highway gli stessi cartelli che in Italia suggeriscono di allacciare le cinture ai bimbi, qui avvertono invece che l' "Hurricane season is here". Ergo: meglio prepararsi, riempire il serbatoio, fare provviste, trovare una meta. Ci si ricorda ancora del 2005, quando Katrina e poi Rita costrinsero circa due milioni e mezzo di persone ad abbandonare la città, dando inizio ad uno dei più grandi esodi della storia contemporanea.

E intanto Florida, Louisiana e Texas si preparano al peggio.

Houston for Dummies.

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Houston (pronuncia Iùston) non è la capitale del Texas. E' una premessa dovuta. E' la quarta città degli Stati Uniti e la maggiore del Texas. Coi sobborghi supera i 5 milioni di anime e rappresenta la sesta area metropolitana del paese. Non ha ancora una metropolitana.

Fondata la bellezza di centosettant'anni fa, è sede oggi di tre strabilianti attrattive. Il NASA Johnson Space Center (Houston, we have a problem!), da dove si controllano tutte le spedizioni spaziali americane, e che presenta un divertente tour per turisti. Poi il SixFlags, che è una specie di grosso Acquafàn. Per finire la città sotterranea, un insieme di tunnel e passaggi costruiti per evitare di schiattare a causa del clima subtropicale della città (al momento ci sono solo trenta gradi, quindi c'è feschino). Oh, dimenticavo la quarta meraviglia: la Galleria, la più grande shopping mall dello stato.

Houston è la città dei Bush, le cui fortune da qui hanno origine, e del petrolio. L'aeroporto della città è intitolato a nonno Bush, papà dell'attuale presidente Bush e presidente a sua volta a fine anni ottanta. Come se Linate fosse rinominato Aeroporto Nonna Rosa Berlusconi.

Il Tex-Mex è strabiliante. Anche la peggiore bettola della città può competere a testa alta con il più rinomato ristorante Tex-Mex milanese. La margarita poi non ha eguali. E pure i ristoranti BBQ. La popolazione Texana è tra le più obese del pianeta.

Houston, we (don't) have a problem.

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Howdy. Domani partenza. Houston. g&f si trasferisce in Texas, fino a sabato prox. Ci si sente da lì. Regards to y'all.

Open your arms, Houston.

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La discussione molto civile e pacata sui blog dell'Houston Chronicle sull'accettare a braccia aperte i rifugiati di New Orleans o rispedirli a casa a calci in culo per via del presunto aumento di criminalità mi ricorda tanto la guerra tra poveri a cui abbiamo assistito recentemente tra abitanti di Napoli e Rom. Con l'aggravante che qui si tratta di cittadini dello stesso paese (*). Fino a prova contraria.  (*) ma sappiamo bene come vanno le cose in Texas, gente.

Piesse. Tra quattro giorni sono a Houston.

Texas is a red state.

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Mi preparo alla partenza (e alla permanenza in California per le prossime due settimane) e leggo le notizie locali su CNN. Secondo gli ultimi poll (e basta con 'sti poll) il Texas voterà McCain, pur assegnando a Obama un risultato migliore di quello che avrebbe la Clinton.

Assuming McCain is the Republican presidential nominee, 52 percent of poll respondents said they would vote for him, compared with 44 percent for Illinois Sen. Barack Obama, the current Democratic front-runner.
Vabbè, alla faccia del notizione. E che pensavate votassero in Texas?

giusec elsewhere