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Results tagged “PdL” from giusec&frienz

Come fermare B

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Non ho ancora un'opinione precisa su quale sia la migliore strategia per fermare B ed evitare l'ennesimo capitolo della tragedia messa su da questo ridicolo signore negli ultimi vent'anni di storia Italiana. L'intervista a Barbara Spinelli sul Fatto mi da qualche spunto interessante e mi trova d'accordo invece su cosa non fare: esattamente ciò che il Pd sta proponendo oggi, bloccando alcuni dei candidati strategici e supportando Tremonti (Tremonti?) alla guida di un governo tecnico. Dimostrando così che, ancora una volta, non ha nulla, ma proprio nulla, da dire e che è lontano anni luce da ciò che un'opposizione matura e responsabile dovrebbe essere. La conclusione è lampante e mi spaventa: con questa opposizione e con i suoi leader non si andrà da nessuna parte e B è destinato ad aggiungere nuovi capitoli alla sua folle storia.

I due giorni che cambiarono l'Italia.

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La Sardegna non ha mai contato molto nei piani del signor B. Certo, ci va in vacanza. C'ha costruito la sua reggia con vulcani, anfiteatri e foreste artificiali. C'ha portato alcuni potenti in vacanza (Bossi in canottiera, Putin in canottiera, GWB in tenuta texana). Si è esibito col cantantucolo napoletano e ha elettrizzato il jetset briatoregno con la sua bandana bianca. Ma da qui a dire che l'isola ha mai avuto una valenza politica per lui, beh, ce ne vuole.

La Sardegna non ha contato molto neppure nei piani del signor Veltroni. Certo, un milione e mezzo di elettori non sono da buttar via. Soprattutto quando il partito ti si sfalda irrimediabilmente tra le mani e tu non sai più che cazzo di pesci pigliare.

Eppure le elezioni di ieri (e oggi) hanno un valore speciale. I risultati potrebbero difatti influenzare il futuro dei due conglomerati politici. Primo. Una batosta per il signor B da parte dell'anti-B Soru potrebbe rappresentare la fine dei continui successi elettorali del Cav e l'inizio di una pericolosa inversione di tendenza. Una batosta forse inaspettata. Tanto che il delirio di onnipotenza ormai incontenibile lo aveva portato a candidare il figlio del proprio commercialista. Come dire: chiunque sia il candidato, io stravinco tutto. Secondo. Una vittoria per il Piddì potrebbe dare ossigeno al malato cronico e al suo moribondo leader, ormai visibilmente in stato di putrefazione avanzata.

In entrambi i casi, il principale protagonista è uno e uno solo: Renato Soru. L'anti SilvioB. Ecco perchè i risultati di oggi sono così importanti. Perchè potrebbero mostrare le cose, finalmente, da una prospettiva diversa. A prescindere da anfiteatri, bandane, leader moribondi e figli di commercialisti.

Scuri presagi di fine estate.

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Lo spettacolo che Uòlter e il Pd stanno offrendo ai propri disorientati elettori (o ex-elettori, come il sottoscritto) con le pressioni sull'Unità e il relativo cambio di vertice rappresentano quanto di più triste possa accadere in questo scorcio di fine estate.

Perchè in fondo ci siamo abituati, ormai, alle imprese dei nostri neocon all'amatriciana. C'è ben poco da meravigliarsi se un Alemanno accusa quei poveri turisti olandesi di essersela cercata (come se avessero fatto di tutto per farsi stuprare e picchiare). C'è poco da meravigliarsi se lo psicopatico B afferma di aver risolto la crisi Ossetina grazie ad una sua telefonata all' amico V. C'è poco da meravigliarsi se la presenza cilena dei militari nelle città Italiane non riesce a fermare le violenze a Napoli e nelle periferie. Ce lo aspettavamo.

Ma ci si meraviglia eccome se la cupola del partito che si ha avuto l'avventatezza di votare provoca un cambio di vertice di un giornale da sei anni indipendente la cui unica colpa è stata quella di non essersi trovato sempre in sintonia con i dirigenti del partito stesso.

- Scusate, ma non ho capito, di Marco Travaglio, l'Unità.it, link
- Ciao Unità e Grazie, l'ultimo editoriale di Padellaro, via blog di Luca Sani, link

Il fancazzista.

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Uno dei maggiori tormentoni di B, da sempre, è la sua vita. Impegnatissima. Non dorme mai. Quattro. Massimo cinque ore a notte. Poi lavora, lavora, lavora. Avanti così, per trecentosessantacinque giorni l'anno. E adesso, finalmente, ne abbiamo le prove. Vediamole.

  • 9:40. Uscita di casa.
  • 10:00. Decollo in elicottero per Civitavecchia.
  • 10:30. ENEA Civitavecchia (poi saltato).
  • Yushchack (non identificato)
  • Masi (Mauro Masi, segretario presidenza del Consiglio)
  • 13:30 Senato Colazione 80 anni Cossiga (che ha disertato)
  • 16:00 Previti
  • Manna (è Evelina Manna, una delle sponsorizzate da B)
  • Troise (è l'altra sponsorizzata da B)
  • 19:00 De Girolamo (è Nunzia de Girolamo, deputata pdl, quella dei bigliettini in Parlamento)
  • 19:30 Bassetti (non identificato)
  • 20:30 Selvaggia (non identificato)
  • Sardegna per compleanno Barbara
  • Milan a.c.
Adesso facciamo il punto. B esce da casa alle 9:40 per prendere un elicottero. Un operaio inizia a lavorare alle sette. Io alle sette sono già a Malpensa a prendere il primo volo per Vattelapesca. Poi B fa un pranzo di due ore e mezza, per festeggiare un senatore (che non si fa vivo), quindi incontra Previti, poi due veline, ancora una deputata, poi una certa Selvaggia, quindi vola in Sardegna per un compleanno, infine è in visita al Milan.

Lascio a voi ogni conclusione.
Adesso io non voglio pensar male, sarà un caso, sarà certamente un caso, ma lo avrete notato anche voi: torna lui e tutte le sfighe del mondo si abbattono sull'Italia. Alla recessione ci eravamo abituati. Siamo nati sotto la recessione, abbiamo vissuto l'ottanta per cento della nostra vita in tempi di recessione. Ma la stagflazione no. Ci mancava pure la stagflazione. Torna il signor B. e le sfighe più nere si riversano sul Paese. Sarà un caso. Sarà.

In economia, per stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si intende indicare la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti - su un determinato mercato - sia un aumento generale dei prezzi (inflazione) che una mancanza di crescita dell'economia in termini reali (stagnazione economica).
Una brutta situazione, e lo voglio vedere io adesso il cavo signov Tvemonti, quello della Pauva e della Spevanza, alle prese col fenomeno che gettò nella disperazione economisti del calibro di Keynes. Secondo Fabio Pammolli, direttore del Cerm, sul Sole.

Senza una sostanziale riduzione della spesa pubblica, il pur buon andamento del gettito tributario non potrà certo sostenere un intervento anticiclico di rilancio dei consumi attraverso la riduzione del carico fiscale. Quelle riforme strutturali che il paese avrebbe dovuto fare quando l'economia tirava sono ora non rinviabili e dovranno essere fatte in un periodo di crisi dell'economia internazionale. È una situazione difficile, ma per uscirne si deve prendere le mosse da uno shock sul lato delle uscite e del contenimento della spesa pubblica.
Wikipedia aiuta a capire quanto incasinato siano il momento e la soluzione al dilemma stagflazione.

(...) Unless there is a differential impact on either revenues or spending due to stagflation, the impact of stagflation on the budget balance is not altogether clear. One school of thought is that the best policy mix is one in which government stimulates growth through increased spending or reduced taxes, while the central bank fights inflation through higher interest rates. Whatever theory is employed, coordinating fiscal and monetary policy is not an easy task.
Insomma, auguvi Tvemonti. Auguvi, Italietta.

Softregime.

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L'italica rete pullula di casi di censura, sequestri, sequestri preventivi, querele. E' il nuovo softregime. Un pò più rozzo e meno sofisticato di quello che hanno i blogger cinesi, ma che vuoi farci.

Poi si legge dell'esercito che controllerà le città, degli assalti organizzati alle minoranze, delle accuse di Amnesty International, del vescovo che censura un libro sull'inquisizione, di tutto questo genere di cose.

Così per un attimo si mettono insieme le parti, come in un puzzle, e allora.

Ma cosa vado mai a pensare.
Comunicazione. Una delle migliori di tattiche, quando si è poveri di strategie, è assicurarsi una comunicazione vincente. Il neogoverno B3 ne è l'esempio. E, credetemi, non è il solito post in cui cercherò di convincervi di quanto il signor B sia un furfante. Al contrario, è mio aperto obiettivo quello di magnificare l'opera di comunicazione del governo B3.

Mercoledì. I ministri si riuniscono. A Napoli. Mossa A. Neppure una giornata e poi le prime decisioni. Mossa B. Converrete che A+B da sole rappresentino una tattica geniale e vincente, a prescindere dai contenuti e dalle decisioni prese, che sono si importanti, ma non rappresentano qui il fulcro della discussione. Dove si manifesta oggi il maggior disagio nel Paese? Napoli. Ci si riunisce a Napoli (mossa A). Non Roma o Milano o Torino o Verona. Napoli. Che si aspetta la gente dalla riunione? Decisioni. Ed eccole le decisioni (mossa B): non importa che cazzo si sia deciso. Si sono prese delle decisioni e questo è ciò che importa (e si sbandierano ai quattro venti).

Veniamo alle decisioni prese. E al modo in cui sono state presentate. Qui la comunicazione segue tre principi: 1) prendere decisioni popolari; che potranno avere un impatto minimo e discutibile sulla visione economica futura del paese, ma che hanno un impatto immediato e dirompente sull'opinione pubblica; 2) all'interno della stessa decisione, comunicare sempre il lato positivo, tacere sul negativo; 3) approfittare del consenso sulle decisioni popolari per far passare inosservate altre decisioni.
Amnesty condanna l'Italia. Le ragioni? Un estratto.

We firmly condemn the recent attacks against the Roma community in Italy that were carried out by non-state actors, as well as the statements of discriminatory nature made by high ranking Italian politicians. (...) Italy, a European Union Member State, is blatantly disregarding the values and principles of the Union as enshrined in Article 6 of the treaty establishing the European Union, by conducting arbitrary detentions with a view to facilitate expulsions, making provisions for discriminatory anti-Romani and anti-Romanian laws and measures and by fuelling racism through anti-Romani speech.
La notizia è, come spesso accade, dimenticata da quotidiani e media. L'intero documento è qui. [Via Gilioli].
L'onorevole Maria Rosaria Garfagna afferma.

Le Pari Opportunità, a giudizio del ministro pro tempore, riguardano sopratutto le donne lavoratrici e madri, i minori, gli anziani e i portatori di handicap
e sbaglia palesemente, che sarebbe sufficiente fare una visita al proprio sito web per leggere quali sono le reali priorità del Ministero (come faccio io, che non sono una cima, proprio come l'On. Maria Rosaria).

  1. Traffico di esseri umani
  2. Violenza e discriminazioni
  3. Crescita e pari opportunità
In particolar modo, il punto due afferma l'istituzione di:

  • Commissione Mutilazioni genitali femminili
  • Osservatorio nazionale contro le molestie gravi e la violenza alle donne e per orientamento sessuale e identità di genere
  • Forum permanente contro le molestie gravi e la violenza alle donne, per orientamento sessuale e identità di genere
  • Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender
  • Commissione di valutazione per la legittimazione ad agire per la tutela delle persone con disabilità
Ecco che le priorità si ridisegnano. Gli organi di parità sono pertanto strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna - uomo) e fra le diversità (culturali, disabilità, orientamento sessuale, razza) [via wikipedia].

Deja vu.

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Shultz vs. Berlusconi, atto secondo (e qui, l'indimenticabile atto primo).

Yes, we could.

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MXP. Parto. Qualche ora di black-out informativo. Arrivo a Monaco. Piove. Il bus aspetta sotto. La pensilina non c'è, e così ne approfitto per una doccia salutare. La valigia è al nastro docici. Meglio, dovrebbe essere al nastro dodici. Mailand prima di Kattowiz, prima di Leipzig e prima di Vattelapeschen. Però le valigie di Mailand arrivano per ultime. La mia: l'ultima delle ultime. Intanto leggo i risultati sul BlakBerry: Veltroni telefona a Berlusconi e... Una mezz'ora e sono in Hotel.

I miei dati sono scomparsi dal databèis dell'NH e così mi tocca ricompilare il fogliettino. Salgo su. Il cavo per la connessione è in reception. Scendo giù. Mi danno il cavetto. Risalgo su. La chiave non apre. Torno giù.

In un altro frangente mi sarei incazzato. Avrei urlato, imprecato. Oggi no. E' la punizione che ci tocca. Mettiamoci il cuore in pace. Da oggi ha inizio il declino. E' ufficiale, signori: il declino. I nostri dati non saranno più riconosciuti dagli Hotel del globo. Nessuna pensilina ci accoglierà ancora, in Europa. Le nostre chiavi non funzioneranno. Mai più. Ce lo meritiamo, noi Italiani. E' l'inizio del nostro declino.

Yes, we could. Domani, forse. Per oggi basta però.

E08. Live e plàgghed. Upd9.

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elezioni.jpg

Elezioni '08. Ci siamo, ormai. Qualche spunto. Per seguirle in rete. Live. E plàgghed.
Italian Elections '08. We are close. Some links. To follow results on the net. Live. And anplàgghed.

Roba più o meno ufficiale
Live, ma davvero live
Live, o quasi
Micro
Macro - Speciali Politiche 08
Wiki
Geo
Video
Radio
Media più o meno tradizionali

Così, per ingannare il tempo.

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Così, per ingannare il tempo. L'elenco di tutti tutti gli annunci pubblici (e immediate smentite) del signor Silvio Berlusconi nelle ultime settimane, secondo la collaudata e ormai arcinota Tecnica del Venditore.

  1. La cordata Italiana pro-Alitalia (evaporata, sembra)
  2. La cordata Italiana con i propri figli
  3. Il CDA di Intesa-San Paolo già pronto a entrare in cordata
  4. La risposta alla precaria promessa in sposa a Piersilvio
  5. I brogli elettronali
  6. Le schede porcata
  7. La sinistra cogliona
  8. Mastella in lista (ma poi no)
  9. Il confronto in TV con Veltroni
  10. Mai fatto un editto bulgaro
  11. Gli sforzi fatti per trattenere Biagi, che però lascia la RAI per godersi la liquidazione
  12. Pronto all'espatrio, se solo lo intercettano ancora
  13. Mai visti i tacchini voler abolire il Natale (in che senso?)
  14. Veltroni colpito da un fulmine sulla via di Damasco, come San Pietro
  15. La chiusura delle frontiere (quali?)
  16. Non si può non fare il traforo del Frejus (che però c'è già dal 1870)
  17. A sinistra c'è chi vorrebbe abolire la moneta come voleva Stalin
  18. Nel '94 tentò di mettere d'accordo Zaccagnini con Bossi (era Martinazzoli, Zaccagnini è morto nell'89)
  19. Solo i grulli votano PD
  20. Lo stalliere Mangano è un eroe
  21. Mai più ICI
  22. Mai più bollo auto e moto
  23. Totti è fuori di testa
  24. Voglio bene a Totti e la moglie lavora a Mediaset
(altro?)
Anche l'Independent, oggi, sul signor Silvio Berlusconi (ma che c'hanno 'sti comunisti britannici contro il nostro Silvio?)

But by this time next week, Europe's funniest court jester should be back in place, cap, bells and tickling stick firmly attached, ready to keep us in stitches for another five years.
Dopo essersi divertito ricordando il Silvio gaffeur degli anni passati, l'Independent solleva una domanda, lecita.

Is it really plausible that a man can achieve all this simply on the back of being a charming, roguish buffoon? Even in a country as anomalous as Italy there must be a more nuanced explanation.
Insomma, è possibile che un buffone sia arrivato dov'è arrivato, anche in un paese anomalo come l'Italia? Risposta.

Mr Prodi has tried to implement what Freud called the Reality Principle. Mr Berlusconi goes with the Pleasure Principle and, as in 1994 and 2001, it looks like he's on to a winner. It's not that he is offering different solutions to his opponents: it's that he is on a different wavelength altogether. (...) Mr Berlusconi appeals at the ballot box because his voters would like to be as rich as him and have homes and yachts around the world like him, and they would like to be able to go up to gorgeous showgirls such as Mara Carfagna, now an MP in his party.
Eccola, la semplice verità. Colpa nostra, non sua. Lui ha soltato preso la palla al balzo. Siamo noi che non andiamo. Siamo noi che vogliamo case e yatch. Siamo noi che vogliamo farci la Carfagna. Mettiamocelo una volta per tutte nella zucca.

Il ritorno del giullare.

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Ancora la stampa rossa internazionale, ancora quegli insopportabili comunisti dell'Economist.

Most of Mr Berlusconi's jests have been either silly (the claim that he spoke Latin well enough to have lunch with Julius Caesar) or sexist in a way that did not seem to damage him (his view that right-wing women were better-looking than lefties). But on April 8th, a more sinister side re-emerged when Mr Berlusconi said that state prosecutors, like those who have been chasing him through the courts since the early 1990s, should undergo periodic mental-health checks. His main rival, Walter Veltroni of the centre-left Democratic Party, demanded an assurance of Mr Berlusconi's loyalty to state institutions.
(e per fortuna non hanno ancora commentato la cazzata dei bolli auto).

SilvioB: via i bolli di auto e moto.

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Io c'ho l'auto aziendale, stronzo.

Io voto contro (lui).

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A chi afferma che il PD abbia finalmente sdoganato quell'antiberlusconismo che fu il collante delle precedenti coalizioni di Centrosinistra, io rispondo, pacatamente: no, non è il mio caso.

Scalate sociali.

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In soli due anni son passato da coglione a grullo. E non venitemi poi a dire che non è un bel salto di classe.

Moriremo eleganti, ma idioti.

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El Pais.com, maggior quotidiano spagnolo, dedica oggi uno spazio notevole ai fatti Italiani prossimi venturi. Con un articolo dove riepiloga la situazione (El futuro de Italia se juega en el Senado) e con un'intervista ad Oliviero Toscani. Secondo il quotidiano, il signor SilvioB ha già vinto, a prescindere dal risultato delle elezioni.

No le importa perder, porque ya ha ganado: sabe que Veltroni se ha quitado de en medio para siempre a la izquierda radical, que es su gran pesadilla. El PD ya ha dicho que no hará la ley de conflicto de intereses contra Berlusconi, sino con Berlusconi. El pacto está en marcha desde hace meses.
Inutile tradurre, è tutto chiaro. Qualunque cosa accada, SilvioB ha la certezza che il PD non lo attaccherà sul conflitto di interessi, visto che la sinistra radicale è fuori dai giochi. Interessante anche l'intervista a Toscani.

Moriremos elegantes, vestidos a la última moda, vulgares, vacíos e idiotizados por dentro.
E, sebbene mi chieda perchè la scelta sia caduta proprio su Toscani, una volta, una volta tanto, non posso che essere d'accordo con le sue parole.

Scheda, scheda delle mie brame.

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Allora riepiloghiamo.

[SilvioB] Le schede elettorali, infatti, così come sono state predisposte dal ministero dell'Interno, non offrono garanzia alcuna che sia rispettata la volontà degli elettori e inducono più facilmente all'errore che all'espressione di un voto regolare
e poi

[Tremonti]. Le schede andrebbero cambiate. È cambiato il sistema politico e secondo me la cosa giusta sarebbe cambiare anche le schede
e poi anche, simpaticamente

[Bossi]. Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili
Ora, come fa notare Orientalia, le schede vengono da lontano. Da qui, esattamente. E anche allora lo spazio tra coalizioni diverse era di pochi centimetri. E guardiamo un pò le firme sul decreto, che altrimenti poi si dice che è colpa dei comunisti romani.

  • Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Pisanu, Ministro dell'Interno
  • Visto, il Guardasigilli: Castelli
Insomma, è tutto chiaro. Scheda, scheda delle mie brame.

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