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Results tagged “Obama” from giusec&frienz

Qualcosa mi sfugge.

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Un paio di cose mi sfuggono, leggendo i quotidiani (italiani e non) di ieri e oggi. Colpa della troppa fretta, forse, o di chissà cos'altro.

Le proteste anti-Obama e anti-riforma sanitaria in US. Qui, mi sfugge il senso stesso della protesta. You know. Socialized Health doesn't work. Dicono i cittadini in piazza. Ma tutti sappiamo che il modello stanunitense è di gran lunga il peggiore e il più costoso degli stati del primo mondo. Posso capire una sollevazione da parte delle assicurazioni. O dei medici. Ma la gente? La riforma ha l'obiettivo primario di avvantaggiare i cittadini. Di rimetterli al passo con milioni di cittadini di altri paesi dove le cose funzionano diversamente (e meglio, molto meglio). Mi sfugge il senso della protesta.

Mi sfugge anche il senso della richiesta di prendere la parola, da parte della moglie di Mike Bongiorno, rivolta a B durante i funerali del conduttore. B, lo stesso che si negava al telefono, negli ultimi mesi della sua carriera.
 
Era sempre positivo, guardava al futuro con ottimismo. Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di passare con lui un'intera serata. Era un uomo che faceva progetti per il futuro.
Ma quale futuro? Ecco cosa diceva Mike, ospite da Fazio, pochi mesi fa.

Da novembre sono passati più di cinque mesi e non mi ha mai chiamato, ho lasciato molti messaggi, non mi ha mai chiamato. A questo punto sono molto triste, perché dico: cosa ho fatto? Ho fatto qualcosa di brutto, non so cosa ho combinato, non è possibile che dopo 30-35 anni che uno lavora in un gruppo di colpo sei fuori e nessuno manco ti saluta. A Natale non è arrivato il rinnovo del contratto; un funzionario mi ha detto «ha tutto in mano Piersilvio, non abbiamo soldi quindi non rinnoviamo il contratto». Il fatto è che non mi hanno neanche chiamato, non mi hanno avvertito, non si sono fatti sentire neanche per i saluti. Ci sono rimasto male e ho sofferto molto. Sono spariti tutti.
Da qualche settimana trovo difficile leggere le notizie dei quotidiani. Non so voi. Non so se anche a voi, ultimamente, sfugge il senso delle cose.

Papi goes to Washington.

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Tra pochi minuti, Papi incontrerà il presidente Barack Obama, a Washington. Il NYT (noto quotidiano stalinista) commenta sulla differente "statura" dei due (e non solo fisica).

The leaders offer a striking contrast. Obama is a young, dynamic president with a squeaky-clean family image and a reputation for self-control -- hence his nickname, ''No Drama Obama.'' He is much admired abroad, especially in Western Europe.

On the other hand, Berlusconi, a media mogul and one of Italy's richest men, has been plagued by criminal trials, conflict-of-interest accusations, tawdry scandals and headline-making gaffes that have drawn scorn from other countries, although they have done little to lower his high popularity rating at home.

Fast growing kids.

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La presenza di Obama oscura nettamente la sua, ma lui, il signor B., non si perde certo d'animo e incontra la star americana del G20 per un breve scambio di battute (si sono intrattenuti a lungo, secondo il signor B.). E poi vomita alla stampa.

Abbiamo avuto degli scambi di battute simpatici. Abbiamo parlato del suo intervento, lui si è definito un ragazzo, un kid che ha molto da imparare da noi anziani e gli ho fatto i complimenti perchè come kid non era andato male.
E con il blessing ufficiale di B, ecco che il kid Obama può, finalmente, prendere il suo posto nella scena mondiale.

I buoni Talebani.

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Per anni abbiamo pensato che i Talebani fossero degli stronzi bifolchi barbuti. Adesso invece si scopre che ci sono anche i Talebani buoni. E, naturalmente, Obama sta cercando di contattarli.

Sesto We Can Giovanni.

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Tra le foto del gruppo Flickr Inauguration 2009 dedicato all'insediamento di Obama, svettano quelle dell'Hotel Bristol di Sesto San Giovanni: le sue camere, il suo Manager che si rilassa, le indicazioni su come arrivare, le vicinanze. Geniale operazione di marketing. O semplice incomprensione del senso di Inauguration. Chissà.

Primi effetti dell'era Obama.

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Twitter is going to be crushed during the next 36 hours by all the Inauguration stuff. TweetGrid may be affected as a result. Please hang in there.

Obama1? Bush3.

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Secondo Noam Chomsky Obama1 rappresenta una novità rispetto al passato. Ma potrebbe presto rivelarsi un Bush3. Da ascoltare. Parte1 e Parte2. Via YouTube.com.

Obamagazines.

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Obamagazines.
Originally uploaded by giusec
Scattata a Malpensa, arrivi.

The world is full of fools.

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Dal Times online.

As for Mr Berlusconi's claim that only "imbeciles" would fail to see that his description of Mr. Obama was a compliment, all you can say is, in that case, the world this week is full of fools.

1573 apologies.

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Sono 1573 gli Italiani che hanno chiesto scusa, sul blog del NYT, per le parole di B sul colore della pelle del neo presidente americano. Sarebbero stati di più. Molti di più. Se solo il blog non avesse chiuso i suoi commenti.

Amici.

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I'm 100 percent confident that we'll be friends forever. B, 13 Ottobre, parlando di GWB.
Consigli gliene posso dare perché sono più anziano, lo farò quando lo abbraccerò di persona. B, ieri, parlando di Obama.

The answer.

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Io me lo copio qui. Così, per ricordarmelo. Per rileggerlo, fra un pò. Per riemozionarmi. Per farlo leggere. A chi dico io.

It's the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Latino, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled - Americans who sent a message to the world that we have never been a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America.

Ceing ascàm (*).

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Avrà detto B, svegliandosi stamane. Di umore nero. La favola del suo amico George è finalmente terminata. L'America è un paese dove tutto è possibile. L'Italia, ahimè, no.

(*) Change has come to America.

Stato per stato.

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Obama-McCain.gif

Mancano tre settimane al voto e secondo Real Clear Politics Obama continua a guadagnare market share (meglio: election share) e consolidare gli Stati a favore. 
Manca un mese al voto e stanotte verrà trasmesso il secondo faccia a faccia Obama-McCain. The Economist di questa settimana pubblica uno speciale che mette a confronto, con una chiarezza e linearità tale da poter essere compreso persino da B, le idee e posizioni dei due candidati sui punti cruciali che influenzeranno il voto e costituiranno i primi terreni di azione del futuro neopresidente: sicurezza interna, economia e mercati, sanità, politica estera, immigrazione, guerra.

Noterete, con delusione, che le differenze tra i programmi dei due candidati sono visibilmente sottili al punto da convergere, spesso, verso una linea comune. Non una novità, certo. Erano gli anni 70 e Gore Vidal scriveva.

(...) There is only one party in the United States, the Property Party...and it has two right wings: Republican and Democrat. Republicans are a bit stupider, more rigid, more doctrinaire in their laissez-faire capitalism than the Democrats, who are cuter, prettier, a bit more corrupt--until recently... and more willing than the Republicans to make small adjustments when the poor, the black, the anti-imperialists get out of hand. But, essentially, there is no difference between the two parties.

Il match Palin-Biden for dummies.

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Questa volta non lo scrivo io. Lo ha già fatto James Fallows, cronista in Cina di The Atlantic Monthly.

  • Ifill, moderator: terrible.
  • Palin: "beat expectations".
  • Biden: no mistakes.
  • The race: No fundamental change. Which is better news for Obama than McCain.

Spingimi, Lehman.

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E la crisi spinge McCain, Corriere.it. La crisi finanziaria favorisce più Obama che McCain, ilFoglio.it.

Michelle Obama, blogger.

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Udite, udite. Michelle Obama è una blogger. O qualcosa del genere, insomma.

Le cose si mettono male.

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Oggi la stampa americana tutta, con poche eccezioni, è compatta nel confermare che il vantaggio di Obama si è polverizzato. Ovviamente i media destrorsi prendono la palla al balzo, e si scatenano. Così AFP, FoxNews, USAToday.

Should I stay or should I go.

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I giornali di oggi, qui in US, si interrogano sulle possibilità di vittoria che restano alla Clinton. E sul fatto che debba adesso seriamente riflettere sul da farsi - abbandonare o meno la campagna. In realtà mi pare di capire che la vittoria in Indiana non sia stata netta come doveva essere. E alcune città, che nelle previsioni erano date per stravinte, si sono invece rivelate una trappola. Una tra tutte Gary (al punto che Winer la definisce the town that is turning the world upside down this night).

Quella tra Clinton e Obama non è l'unica sfida. USA Today riportava ieri che il voto dei giovani under 25 (*) potrebbe rivelarsi un boomerang. I giovani democratici intervistati confermavano infatti che avrebbero votato repubblicano se il loro candidato avesse perso. Ciò potrebbe rappresentare una valanga di voti verso McCain e un pericolo per il vincitore delle primarie.

(*) secondo le statistiche, due giovani su tre votano Dem.

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