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Results tagged “Milano” from giusec&frienz

Oscuramento?

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Dal Corriere e Repubblica. Ma vi rendete conto.

Situazione tesa in serata a Linate. L'aeroporto è stato nuovamente chiuso ai voli su indicazione dell'Enac per via dell'oscuramento delle luci di pista causato dai mezzi impegnati nelle operazioni di rimozione della neve. Alcuni aerei che erano già in pista sono stati fatti ritornare ai parcheggi. La chiusura rimarrà in vigore almeno sino alle 22. L'Enac in una nota afferma che la nuova chiusura ha compromesso l'arrivo e la ripartenza dei voli previsti per la sera, rendendo impossibile effettuare voli già confermati, alcuni con passeggeri già accettati, in particolare verso il Sud Italia e le isole.

Incontri MBA SDA Bocconi

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Hey, per chi fosse interessato: domani (cioè sabato, cioè oggi, visto che è già l'una del mattino) sarò agli Incontri MBA di SDA Bocconi al Palazzo delle Stelline alla sede SDA in via Bocconi a Milano. In particolar modo farò un salto come testimonial alla presentazione dell'Executive MBA. Dalle 12.30 alle 13.45.

Se ci siete fate un fischio.

Remember, this is not NYC.

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Monocle rivisita la storica eredità lasciata dall'Economist (*) sulla business etiquette dei maggiori centri finanziari del pianeta. Lo fa sul proprio canale, 25/25. Aggiungendo venticinque luoghi di relax. E così Milano si riduce a.

  1. Milan is not Rome. Show up on time to appointments.
  2. Whenever possible, use Linate airport for arrivals/departures.
  3. Outfits matter, so skip the Friday casual look.
  4. Get rid of jet lag at the Culti day spa. culti.it
  5. Hail a taxi by phone on + 39 02 85 85 (remember, this is not NYC).
(*) e trasformatasi ormai in questo.

Tette vs. tacchi.

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La differenza tra Copenhagen e Milano, oggi, sta tutta qui: tette (e altro) nella capitale danese, tacchi a casa nostra.

Colors.

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Questa è bellissima (per i Milanesi).

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E' noto che il cervello umano nota prima il colore che le parole.
(via chiaraprotesta)

Liveability secondo Mercer.

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A proposito di liveability, Mercer aveva pubblicato, ad Aprile, un ranking simile a quello dell'Economist. Vienna al primo posto. Milano al 41esimo per qualità di vita e al 49mo per infrastrutture (non si saranno accorti del Malpensa Express, i signori di Mercer). Honolulu e San Francisco le prime due città americane in classifica, seguite da Boston, Portland, eccetera. Per il resto delle città Italiane è il buio più assoluto.

Kebab e decoro.

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Di rientro da Barcellona, leggo gli articoli, i post e i commenti sulla storia del decreto anti-kebab promosso dalla Regione Lombardia. Difficile da commentare, questa storia, in quanto incomprensibili sono le argomentazioni. Leggo.

Sono troppi, più di 350 nella sola Milano
E pure.

Smentiamo che d' ora in poi sarà vietato, ad esempio, il consumo di un gelato sul marciapiede - spiegano i presentatori della legge Carlo Saffioti (Pdl) e Daniele Belotti (Lega) - è vietato non il consumo all' esterno del locale, ma l' installazione di arredi atti a permetterne il consumo.
E' roba che si commenta da sola. Se sono tanti, i negozi di kebab, e perchè la gente compra. Le minoranze straniere arricchiscono la città, e non solo dal punto di vista materiale. E poi, da quando decoro è sinonimo di divieti?

Vabbeh, preparo la valigia per la Germania. Dove, lo sapete, ci sono più kebab turchi che ristoranti tedeschi. Lì non li vietano, però. E non si rischiano multe, a mangiare un gelato (italiano) di fronte ai locali. Facendo due chiacchiere sui marciapiedi. E pensando a come stia diventando triste, Milano. 

Mind the cacc versione pasquale.

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Dopo un'astinenza di un paio di mesi, ieri sono tornato in centro. Col metrò. Lo prendo a San Donato. L'ATM ha riempito la stazione di cartelli "Potenziamento linee Milano Nord". Ma San Donato è a Milano Sud. Sud-Est, per essere precisi. E allora non mi è ben chiaro il messaggio che l'ATM vuole veicolare. Vuole forse dirmi che vista da Lodi San Donato è Nord? Prendo il biglietto ed entro, ragionandoci su.

Il telefonino non prende. Normale direte voi. Un bel cazzo, direbbe un educato viaggiatore svedese abituato a farsi in treno il ponte che da Malmo lo porta a Copenhagen. Ponte sotterraneo per tre quarti ma totalmente coperto dal segnale GSM-GPRS-quelchelè. E pure dal wi-fi.

Il cartelletto digitale sulla banchina indica che la tratta Gobba-capolinea è chiusa per manutenzione. Bene, penso, e non potevate scriverlo all'ingresso così la gente evita di prendere il biglietto e scendere giù?

Passo dalla gialla alla rossa e vedo i nuovi (nuovi?) treni a righine rosse - una scelta ragionata, immagino. Forse ragionata dallo stesso designer che ha pensato di sostituire i pavimenti gommosi neri con quelli bianchi cesso-like. Progetto rinnovo stazioni, lo chiamano.
Perchè Milano è pur sempre la capitale del design. Non dimentichiamolo.

Le guide del Geco Rosso: Milano.

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Scrivere una Guida del Geco Rosso (le uniche guide che riportano un solo ristorante per città!) su Milano non è certo compito semplice. Primo, perchè a Milano ci vivo, da circa vent'anni. Giorno più, giorno meno. Secondo perchè Milano è in Italia (si, è così, fatevene una ragione), patria del cibo più acclamato del pianeta. Terzo perchè, checchè ne dicano gli amici della Lega, è la città più straniera del paese (nel senso di città multirazziale eccetera), e offre un portafoglio insuperato di opportunità culinarie internazionali.

Ma le Guide del Geco Rosso parlano chiaro: un ristorante per città. Uno soltanto. E il ristorante scelto per Milano è l'Osteria Grand Hotel Pub di via Sforza 75. Che Hotel non è. Neppure Pub. E neppure grande, in realtà. Sebbene raddoppi in estate con una veranda all'aperto, tra campi di bocce e vecchie case di ringhiera.

Al GHP mi sento a casa. L'atmosfera è da cena a casa di amici. Qui ci ho fatto decine di degustazioni e ho mosso i primi passi verso una disastrosa e mai nata carriera di sommelier. Fabrizio è un pò burbero, lo ammetto, però i suoi consigli su vini e accostamenti sono geniali; il GHP offre una delle migliori cantine di Milano e una scelta di formaggi unica in città.

Il GHP è uno dei pochi ristoranti sul pianeta senza un sito web. Ma glielo si può perdonare. Andate a cercare qualche recensione in giro per il web, o sullo Slow Food o sul giornaletto locale del Corriere.

Dimenticavo: si paga in media sui 45-50 a testa vini inclusi. Pure: il GHP è da sempre luogo di punta dello Slow Food di Milano.

Sullo stesso argomento:
- Le Guide del Geco Rosso, link
- Le Guide del Geco Rosso: Londra, link

Prossime uscite?
- Le Guide del Geco Rosso: Barcellona
- Le Guide del Geco Rosso: da qualche parte in Asia

Segway 2, il ritorno.

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Tempo fa, un post di un paio di righe sui tour Segway a Milano. Con una velata nota polemica sul prezzo e sulla sicurezza del mezzo, in una città come l'agglomerato.

Claudio Coppi, titolare di Italy Segway Tours, commenta il post, aggiungendo qualche valido dettaglio. Io rispondo con dei chiarimenti e con le mie considerazioni.

Il tutto, qui.

Anche le porte non se la passano bene.
Originally uploaded by giusec

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Scattata naturalmente a Milano, in Rinascente, all'ultimo piano, quello trendy e fighissimo coi ristorantini glamour per chi la crisi non sa neppure cosa sia.

Milan Segway.

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I siti per prenotarsi un bel segway tour a Milano, qui, qui e qui. Costo novanta a testa, ma vuoi mettere farsi stirare dal traffico coi cosi a due ruote.

Cibo.

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Ah, per la cronaca. L'altro ieri la Confraternita si è incontratta alla Trattoria Mirta, in zona Casoretto. A Milano. E' una novità della bibbia SlowFood del 2009. Non è per niente male. Sui 40-45 €. Vini inclusi e dessert incluso e caffè incluso e amaro incluso. I padroni gentilissimi e cordiali. L'unica cosa che mi ha un pò infastidito era la luce. Troppa. E bianca. Io sono un fan delle luci calde e diffuse. Non buio, eh. Stile GHP, per capirci.

Trattoria Mirta.
Piazza San Materno 12, zona Casoretto-Teodosio, Milano.
02 911 80 416.

Reintegro del possesso.

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E fu così che, in una notte serena, al termine di quel duro e lungo inverno, il Cox 18 fu rioccupato da un centinaio dei suoi (illegittimi?) proprietari scatenando le ire della destra dell'agglomerato. La Digos chiese di non arrecare disturbo al quartiere; quello stesso quartiere che aveva mostrato un certo fastidio e complicità con gli sfollati, al momento dello sgombero. Ma per la Lega questa fu una dichiarazione di guerra che portò ai tristi avvenimenti che qui sto per raccontare (continua?).

Enopass.

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E poi ci si chiede perchè a Milano c'è un casino inaudito. Un automobilista su quattro è brillo. E i tassisti si divertono a dirigere il traffico.

Dubailano.

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Roba da non credere. La nuova sede della Regione Lombardia, in costruzione a Milano, nota anche col nome in codice Altra Sede Regione Lombardia, o anche come Pirellone bis, cresce alla velocità di un piano ogni otto giorni. Quasi come le torri di Dubai. A Novembre duemilanove, l'inaugurazione. Si lavora di notte, alacremente. Ci si ferma solo quando:

- nevica
- nevica e si vende il sale a Torino
- piove e nevica
- si è impegnati a sgomberare un centro sociale

Sarà pressappoco così. Per gli interni, si spera solo che i lavori non vengano affidati allo studio Gambarella (vabbè, i bagni si).
Domani in Feltrinelli Piemonte Giuseppe Culicchia presenterà, neve permettendo, il nuovo libro, Brucia la Città (*). Qui, via Feltrinelli.it.

(*) città che però è Torino, non Milano. In Piazza Piemonte. A Milano, non Torino.

Milano, Ice Age is back.

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Non fosse bastata la madre di tutte le nevicate, qui oggi ha ripreso a nevicare, da circa quattro ore.

Mind the cacc.

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Oggi girovagavo in metrò a Loreto quando l'inaspettata luminosità della nuova stazione mi ha investito, costringendomi ad indossare gli occhiali da sole. Tutto colpa della nuova incredibile pavimentazione in granito bianco. Essì, perchè c'è un progetto fighissimo di ATM di rinnovo stazioni. Loreto, Cadorna, Cenusco esse-enne. La campagna promozionale è qui, sul sito ATM.

EMozionante (emozionante una stazione di metrò?). Moderna. LuMinosa. Io aggiungerei: Merda! Perchè la nuova pavimentazione ricorda quella di Malpensa che poi ricorda a sua volta le piastrelline cesso-like del vostro bagnetto di casa. Qui, però, si è fatto peggio. Le piastrelline che hanno sostituito il caro vecchio pavimento nero gommoso sono cesso-like bianco-opache. In granito. Avete capito bene. Piastrelline bianche. Opache. Mica il bianco lucido, no. Quello opaco, che assorbe tutte le schifezze. Hanno finito i lavori poche settimane fa. E sono già sporche. Nere. Fangose. Schifezzose.

Ora, proviamo a metterci nei panni dell'ideatore del progetto, l'architetto Gambarella (il partenopeo Cherubino Gambarella, dice il sito). Che si sarà chiesto. Rifò il pavimento. Del metrò. Passa gente. Tanta tanta tanta gente. Milano non è ai tropici. Non è come a Napoli. A Milano piove e nevica. Il pavimento deve nascondere lo sporco. Che usiamo? Le piastrelline. Scure? No. Grigie? Per carità. Nuovi materiali leggeri e tecnologici? Suvvia. Mettiamo il caro vecchio granito. Piastrelline bianche opache. In granito.

D'altra parte è il ragionamento che sarebbe venuto in mente a chiunque. Zona ad alta densità di visitatori. Che ci metto? Le piastrelline bianche. In granito. Materiale perfetto, per una stazione di metrò. E' logico. E che te lo dico a fare.

Si parte! Mind the cacc.

Colors.

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Mara Salvatrucha aveva colpito il povero Ricardo, questa estate. Poi i Latin Kings Chicago sono rimasti vittima di un'aggresione. Da parte di una gang non identificata. Ieri un membro dei Latin Kings New York è stato accoltellato, e sembra si tratti dei Latin Kings Chicago. Attriti tra gang avvengono con frequenza al Playa del Sol o al Clase aparte.

Non stiamo parlando di Brooklyn o Los Angeles. Ricardo non è portoricano. This is Milano, baby. Piazza Udine. Via Crescenzago. San Giuliano Milanese. Qui, su Milano 2.0 blog.

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