Add this site to your RSS reader!


Results tagged “Londra” from giusec&frienz

Looking around

|

Watching around
Originally uploaded by giusec


Zoo di Londra, l'animaletto di Lion King.

Io all'Etna le faccio un baffo.

|
Dopo l'uragano Ike, il vento ghiacciato di Monaco, le nevicate di Dicembre, il clandestino a bordo a Madrid, la passeggera allergica al gatto (ahimè, c'era un gatto a bordo), gli uccelli nel motore a Linate, i passeggeri sul volo sbagliato (sempre a Linate), un vulcano mancava alla mia lista. Ieri ho lasciato Londra alle dieci. Tre ore dopo il cielo di UK è stato oscurato dalle polveri del vulcano Islandese dal nome impronunciabile che ha fatto chiudere gli aeroporti di UK, Francia, Belgio, Olanda, Irlanda, Svezia, Danimarca, Norvegia. Londra è chiusa fino alle sette di oggi. CDG riapre alle dieci. Il resto chissà.

Around 5,000 flights were suspended on 15 April after a cloud of ash caused by a volcanic eruption on the Eyjafjallajokull glacier (Iceland) resulted in the closure of airspace across northern Europe, including in the UK, Ireland, Denmark, Norway, Sweden, Finland, Belgium and the Netherlands. While the shutdown of most airspaces will continue until further notice as a precautionary measure, the UK authorities early on 16 April announced that the country's airspace would remain closed until at least 19.00 (local time) on that day.

Once in a lifetime.

|
Ho beccato due giorni di sole, questa settimana, a Londra. Mi hanno detto che sono stato fortunatissimo (due su due!) e che è una cosa che capita a pochi pochissimi eletti visitatori. Non ho naturalmente dato molto peso a ciò che mi si diceva fino a quando, questa mattina, non mi ha chiamato la BBC per intervistarmi.

Body scanners. Per i più fortunati.

|
Anche a Heathrow e Manchester, dopo Schipol, hanno iniziato a far uso dei full-body scanner. Chi è selezionato e si rifiuta, non parte. Nel senso che non tutti ci passano dentro - solo i più fortunati. Ti scelgono, e sei obbligato a passarci dentro. Ti rifiuti, bye bye, non entri al Terminal.

Prossima settimana sono a Londra. Heathrow, guarda caso. Vediamo se ho un pò di culo.
Come volevasi dimostrare, altra neve in UK e tutti gli aeroporti della capitale chiudono all'unisono (con l'eccezione di Heathrow). Dovevo essere lì. E invece son qui in Grotta2 a godermi i 2 gradi senza neve di Milano.

Update. Adesso è tutto shut down. Aggiornamento in tempo reale qui.

Update2. Da UK mi dicono che non c'è più sale e neppure ghiaia antighiaccio. Morale: il paese chiude, per la seconda volta in due settimane. Il commento è stato: this is very disappointing. Approccio inglese. Un italiano mi avrebbe scritto: fanculo, 'sti coglioni non ci hanno neppure il sale!

Quando nevica in UK.

|
Una paio di note, risultato dell'esperienza delle ultime tre settimane in UK (a Londra) tra nevicate del secolo e inverni del millennio. Post dedicato al caro Fede, che sta per partire per Londra e che non sa davvero cosa l'aspetta.

  1. quando nevica, UK si ferma, senza speranza. In confronto Milano è di una efficienza imbarazzante e Linate è l'aeroporto più organizzato della galassia;
  2. quando nevica, Gatwick chiude per default. La chiusura in genere coincide con il secondo - a volte il terzo - fiocco di neve adagiatosi sulla pista dell'aeroporto:
  3. quando nevica, EasyJet cancella tutti i voli, quelli durante la nevicata, quelli dopo, nelle 48 ore successive (anche se il dopo è una giornata di sole estivo) e, se potesse, cancellerebbe anche i voli prima;
  4. quando nevica Heathrow resiste stoicamente. Conviene sempre sempre sempre volare da Heathrow, e mai mai mai da Gatwick;
  5. quando nevica, qui non buttano il sale - non ci sono macchine a sufficienza, mi si dice - e tutto ghiaccia in poche ore rendendo strade, marciapiedi, tombini, alberi, scale assai slippery;
  6. quando nevica le autostrade attorno a Londra chiudono, dando un'immagine desolata e impotente della città (e del paese);
  7. quando nevica i treni si fermano, indistintamente, no matter se nevica per due minuti o per cento giorni;
  8. quando nevica a Luton, non è detto che nevichi a Gatwick. Fatto sta che Gatwick chiude mentre Luton resiste disperatamente (ma soccombe ai primi tentativi di de-icing)
  9. quando nevica gli hotel sono strapienissimi e pure i ristoranti e i pub e non si trovano taxi neanche a morire. Si torna, in breve, all'età della pietra, costretti a girovagare nella steppa urbana alla ricerca di cibo;
  10. quando nevica i turisti sono disperati e girano senza meta con giubbotti, cappelli, piumini e palandrane; gli autoctoni sono in polo o in t-shirt, piazzano palle di neve giganti in mezzo alle strade e se ne strafottono altamente del fatto che l'indomani il paese sarà chiuso;
  11. quando nevica UK da un'immagine di se che non ci si aspetta - e proprio per questa ragione si apprezza al punto da risultare un paese quasi simpatico. Quasi, eh. Non esageriamo.

Tomorrow UK will shut down.

|
Londra. Nevica ininterrottamente da tre ore. Siamo in un paesello a sud di Londra. Una specie di Mirazzano a Sud Ovest della capitale. West Hoathly, West Sussex. Pub tradizionale dal nome improbabile. Poi ha iniziato a nevicare e non ha più smesso. Cinque. Dieci. Venti centimetri in poche ore. Siamo bloccati. I taxi non riescono ad arrivare al villaggio, strade impercorribili fino alla collina, tutto bloccato. Una signora che abita a fianco al pub viene a riprendere il marito ubriaco e ci vede lì, sconsolati. Decide di darci un passaggio con la sua 4x4. E' mezzanotte. Siamo bloccati da due ore nel pub. Il wiskey non è male. Saliamo in auto. Nevica, nevica, nevica.

La signora prende a bordo parte del gruppo. Anche i signori dall'accento esotico (il sottoscritto ed un francese). Dovrà fare due viaggi, per portare tutti in salvo. Attraversiamo la foresta. Saliamo sulla collina. Una morìa di auto con doppie frecce ferme ai lati della strada. La neve continua a cadere.

Arriviamo in basso, oltre la collina. I taxi sono fermi ad aspettarci. Torniamo in Hotel. E' l'una. Domani l'intero paese si fermerà. Tomorrow, UK will close. Dicono gli autoctoni. Ho il volo giovedì. Speriamo che vada bene questa volta. Però gli inglesi cominciano a piacermi. Sempre, sempre di più. Telefoniamo al pub, per offrire una cena alla signora e al marito brillo.

Tomorrow UK will shut down.

The nights over London, yeah.

|
Dimenticavo. La settimana scorsa, nel bailamme delle tempeste di neve, sono anche riusciti a portarmi al Club 606 a Londra downtown. Ritmi jazz e blues. Cibo di gran lunga al di sopra della media nazionale britannica (non che ci voglia molto, eh, ma questo non era affatto male). Atmosfera raccolta. Pochi tavoli. Niente anfiteatri o roba da stadio. Da provare.

Milton Keynes

|
Ieri ero in questo posto incredibile, Milton Keynes si chiama, Miltoncheinz per gli affetti da berlusconìa linguistica. E' a circa un'ora da Londra, aeroporto Luton - come dire: Milano Orio al Serio - è una città creata trent'anni fa, dal nulla, stesso concetto delle new towns di B-niana memoria, una cosa che ti aspetteresti all'Aquila o in California, non certo alle porte di Londra. Il piano regolatore sarà stato ideato da un bimbo su un quadernino a quadri: non ci sono curve, tanti incroci, no traffico, palazzi nuovi a vetri, shopping centers, theatres - cazzo i theatres! - non una carta per terra, bici, alberi, parchi, poche auto, pedestrian areas.

Peccato che il nome ricordi un film di David Lynch - terrore a Milton Keynes; chi ha ucciso Laura Palmer a Milton Keynes.

Dopo 24 ore ci si sente a disagio in questo set da Truman Show. Una visita nel casino sudicio di Londra non può che far un gran bene.

Le guide del Geco Rosso: Londra.

|

La porte des Indes, London
Originally uploaded by giusec

Londra. La città migliore per iniziare con le Guide del Geco Rosso. Migliaia, milioni di ristoranti. Ad ogni angolo della città. Ogni possibile cibo esistente sulla faccia della terra. Impossibile orientarsi. Ecco così che viene in aiuto la Guida del Geco Rosso di Londra. L'unica guida al mondo che riporta un solo ristorante per città.

La Porte des Indes. Ristorante indiano. Nome francese. Cucina franco-creola-indiana. A due passi dal Marble Arch e da Oxford Street. Il ristorante è enorme. Appesi ai muri decine di premi assegnati come di migliore ristorante indiano in UK, dal 2002 ad oggi. Anno dopo anno. Sempre appese ai muri, foto, decine, con incognite personalità anglo-indiane (c'è pure Kabir Bedi!). La cucina è un mix light indo-europeo. L'atmosfera è spiccatamente indocinocoloniale. Un giardino di palme riempie la parte centrale del locale. I prezzi (cena) si aggirano sui £30 più vini. Io ho pagato in tutto £40. Il brunch domenicale costa £25. C'è pure il jazz. I pranzi settimanali molto meno. C'è il negozietto colle spezie e i libri. Un signore è incaricato di spiegare menù e salsine (quella gialla va sul cibo A, quella scura sul B). Così eviterete la figura di cibarvi di foglie di palma. E, soprattutto, l'affronto di mettere la salsina gialla sul cibo B (vergogna!).

Sullo stesso argomento:
- Le guide del Geco Rosso, link

The Terminal 5 song.

|

Via commenti ex-xxcz mi fa scoprire una perla. Terminal 5 song. E adesso Malpensa non è più sola.

What went wrong with Terminal 5.

|
E così, adesso sappiamo finalmente cosa davvero è andato storto il fatidico 28 marzo, giorno di inaugurazione del Terminal 5 di Itrov (Heathrow) e giorno di umiliazione nazionale, secondo i media britannici. Cerco di semplificare.

  • testing insufficiente dei sistemi IT
  • mancanza di training del personale
  • parcheggi troppo piccoli per il personale (?)
  • 28 ascensori non funzionanti (il 10%)
  • sistema trasporto bagagli in tilt
  • sistema identificazione bagagli in tilt (si è passati a identificazione manuale)
  • filtri sui messaggi di errore dimenticati in fase di go live
  • capacità insufficiente dei server (uh ???)
  • e poi...
Vabbè, leggetevi la storia completa. Che ha dell'incredibile. E assicuratevi di atterrare al T4, se potete.

T5 strikes again.

|
Nel senso che cadono inesorabilmente le prime teste. Mark Bullock, il boss di BAA (British Airport Authority, la SEA britannica) che seguì l'apertura di T5 e due top-executive di British Airways.

BAA's chief executive Colin Matthews said Mr Bullock had "made a significant contribution to BAA and to Heathrow Airport in particular and has led the airport through a particularly challenging period".
Amen.

Sofitel Itrov T5.

|
Per nulla preoccupati dei continui e ripetuti fiaschi del Terminal, tra un paio di mesi Sofitel aprirà un megahotel e convention center a Heathrow T5. Anzi, ripensandoci, i casini di T5 potrebbero aiutare a raggiungere in fretta il break-even.

Forget about T5.

|
forget-about-t5.gif

Sempre a proposito di Heathrow, fioriscono le iniziative per evitare T5. Una per tutte: Isango!, sito-blog di viaggi, ne approfitta per identificare cinque mete Europee raggiungibili (da Londra) senza passare da Heathrow T5. Qui, via Isango! Newsletter.

How to avoid Heathrow's Terminal 5.

|
L'International Herald Tribune pubblica una guida su come evitare il T5 di Heathrow (non è poi così complesso, by the way: è sufficiente evitare BA come la peste e ogni possibile scalo a Londra). Se poi proprio tocca fare scalo a Heathrow, controllate per lo meno se l'arrivo è previsto al T5 o se vi è concessa qualche possibilità di scampo.

Piesse. Ho prenotato il volo per San Diego del due maggio. Delta, of course. Compagnia di cui sto per diventare CEO.

Day 5 at T5.

|
Anche oggi, a London Heathrow Terminal 5, si replica.

British Airways Plc canceled 54 flights at London Heathrow airport's new Terminal 5 today as it worked through a backlog of about 20,000 pieces of stranded luggage on the fifth day of disruptions.

E non dite che non lo avevo scritto.

|
Il terminal T5 di Heathrow, il terminal più tecnologico, sfavillante, connesso, futuristico, spaziotemporale, all'avanguardia del mondo, va a put... rotoli il giorno dell'inaugurazione. E pure il giorno successivo.

It's being hailed as a national shame that puts London's ability to host the next Olympics into doubt. Heathrow's Terminal 5, which was inaugurated by Queen Elizabeth, a highly unusual event, opened yesterday amidst huge fanfare and months of hype and celebratory build-up. It's turned into a nightmare disaster of chaos and incompetence, leaving over 11,000 passengers affected, and many stranded and angry.

Crossing Itrov.

|
Nota. Per chi fosse capitato qui per caso: no. Questa non è la storia del dissidente russo Itrov Vladimir Crossing trattenuto da Putin in una remota prigione della sconfinata Siberia. No. Itrov è l'italiano per Heathrow. Crossing sta per attraversare. London è London. Fine nota.

Modi di dire. Arrivo a Itrov alle quattro. Ancora. Faccio scalo a Itrov e ti raggiungo. E poi. Ero a Itrov quando è scattato l'allarme bomba. E poi ancora. Ho dormito al terminal due di Itrov, non era poi così male. Il design, poi, da non perdere. Modi di dire.

Ne cantava le lodi anche il Battiato nazionale: facevo scalo a Itrov, una domenica di Pasqua. Itrov è il terzo scalo del mondo ed il primo in Europa, secondo l'ACI (Airport Council, non Automobil Club). Dopo Itrov, Parici CDG (sidigì), Francoforte, Amsterdam e Madrid. Interessante notare come Itrov abbia una sua ben precisa identità. Itrov non è Londra. Itrov è  Itrov. Un mondo a se. Un segmento spaziotemporale parallelo. Un'area geografica a se stante. Un agglomerato con vita propria.

giusec elsewhere