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Results tagged “Berlusconi” from giusec&frienz

Come fermare B

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Non ho ancora un'opinione precisa su quale sia la migliore strategia per fermare B ed evitare l'ennesimo capitolo della tragedia messa su da questo ridicolo signore negli ultimi vent'anni di storia Italiana. L'intervista a Barbara Spinelli sul Fatto mi da qualche spunto interessante e mi trova d'accordo invece su cosa non fare: esattamente ciò che il Pd sta proponendo oggi, bloccando alcuni dei candidati strategici e supportando Tremonti (Tremonti?) alla guida di un governo tecnico. Dimostrando così che, ancora una volta, non ha nulla, ma proprio nulla, da dire e che è lontano anni luce da ciò che un'opposizione matura e responsabile dovrebbe essere. La conclusione è lampante e mi spaventa: con questa opposizione e con i suoi leader non si andrà da nessuna parte e B è destinato ad aggiungere nuovi capitoli alla sua folle storia.

Gogol

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Che dire? Grazie di cuore, Gogol.

B interactive

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The Economist, noto settimanale leninista, dedica un interessante pagina interattiva al nostro B, per spiegare agli ignari lettori britannici alcuni dei principali casini giudiziari in cui il Cavalere è coinvolto.

The (false) enigma of B.

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Qualche settimana fa spiegavo perchè la duomata di marmo sui denti di B ha rappresentato la sua salvezza politica e personale - e non solo. BBC si chiede oggi come tutto ciò sia possibile. Perchè il suo consenso sia ancora alle stelle. Perchè abbia orde di fan. Nonostante tutto.

Noi lo sappiamo bene perchè. Vero, Bersani & co.?

2010 - The Year of Love

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Pochi attimi ancora e l'anno dell'odio avrà finalmente termine per dare ufficialmente inizio a - tadaaà - l'anno dell'amore, the Year of Love. B, paladino dell'amore, si è rifatto vivo oggi a Villasanta, a due passi dalla capitale dell'Impero, in una pausa della creazione della nuova love song, e ancora incredulo della botta di c..o marmorea caduta inaspettatamente sui suoi denti pochi giorni orsono. Dall'altra parte i Signori della Guerra, i reggenti del PD, si danno battaglia in Puglia e in chissà quante altre amministrazioni del Paese, condannando il partito ed i suoi elettori (io sono un ex, non contatemi più signori) ad una sconfitta seriale.

Nel frattempo Rio de Janeiro è inondata da piogge torrenziali e una vampata di terrorismo rinfuoca l'America, ma il servizio pubblico italico è straimpegnato a mandare in onda Frizzi e l'altro signore abbronzato, quello lobotomizzato, circondati dal miglior prodotto della videocrazia Berlusconiana: le veline.

2010. The Year of Love.

We need more love. And a little luck.

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Questa è la storia del Presidente Chen, un Mr. B taiwanese. Era il 19 marzo duemilaequattro, e Chen subì un attentato, il giorno prima delle elezioni nazionali. Quando la sua popolarità era ormai al minimo storico. Rivinse le elezioni per 29,500 voti. Immediatamente dopo l'attentato la blogosfera iniziò a sollevare dubbi sulla vericidità dell'accaduto.

Oggi, l'ex-presidente Chen sta scontando una condanna a vita per corruzione e riciclaggio di denaro sporco.

Ora, questa storia così lontana, nel tempo e nello spazio, non vi ricorda forse qualcosa?

We need more love.

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E' singolare che sia proprio Mr B. a richiedere la chiusura delle fabbriche dell'odio (lui che non ha mai messo piede in una fabbrica) e la fine di estremismi e odio. E' singolare perchè è proprio lui, in persona, ad alimentare questo odio - per non parlare poi della sua fazione più xenofoba e agguerrita, la Lega, che non perde occasione per scagliarsi contro minoranze e diversità. E' come se il buon Hitler, un bel giorno, preoccupato per la popolarità calante, chiedesse pubblicamente agli ebrei di chiudere le fabbriche dell'odio. Impensabile. Eppure l'Italia di B è anche questo. Su una cosa però siamo tutti d'accordo.

We need more love.

E pensate al culo che questo attempato e incapace ometto ha avuto tre settimane fa. Un duomo di marmo sui denti e tutto è dimenticato. Puf. La crisi di governo, le collusioni con la mafia, i casini con la giustizia. Ha anche dichiarato che il suo governo è la manifestazione dello spirito cristiano. E le puttane? E i festini al palazzo del Governo?

We definitely need more love.
La prima reazione, quella immediata, a caldo, criticabile, forse di più, è stata: Qualche centimetro più in là, ed era fatta. Peccato.

Poi però, torna la ragione. Ci si riflette un pò. E riflettendoci un pò risulta chiaro che proprio non ci voleva. Perchè adesso lo psicopatico attentatore diventerà un terrorista. Un terrorista comunista. Un terrorista comunista spinto dal clima d'odio alimentato dalla sinistra (il Giornale già intitola "La folla sotto choc - tutta colpa di Di Pietro" e "il Padre dell'attentatore: votiamo PD, ma non odiamo"). Le critiche al Premier campione di cazzate si affievoliranno, per lasciare posto alle dichiarazioni di solidarietà dell'opposizione-light Bersaniana. B diventerà la vittima. Riguadagnerà rapidamente del consenso, quel che basta a fargli superare indenne anche questo momentaccio - prima le prostitute, poi la collusione con la mafia (non che non si sapesse, eh), e poi ancora le leggi ad personam, e poi le lotte intestine, e poi, e poi, e poi.

Insomma. Due denti in meno, venti punti di consenso in più. Proprio quando ormai si paventava la sua caduta, da un momento all'altro. Ma vai a vedere che culo che ha avuto questo signore qui.

L'effetto B.

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Adesso, senza voler fare necessariamente la parte di colui al quale B sta sulle scatole (tanto lo sapete che è così), e passando l'80% del mio tempo fuori dall'Italia, devo proprio confermare che l'effetto di questo signore sull'immagine del nostro paese è devastante.

Ora, se si trattasse solo dell'immagine, vabbè, chissenefotte, direbbe Bondi. Il fatto è che non solo di questo si tratta. L'influenza dell'imbarazzante inadeguatezza (e incapacità) del signor B ha un effetto disastroso anche su tutto il resto. Economia. Affari. Turismo. Investimenti (chi cazzo volete che investa in Italia quando l'unico asset, come disse B qualche anno fa, sono le segretarie più fighe d'Europa?). Eccetera. Perception is reality, qualcuno dice. E la percezione che si ha oggi nel mondo del nostro paese è che è un gran bel posto di merda, fatta eccezione dei soliti spaghetti, il cibo, la Toscana, Pisa e le Cinque Terre. Certo, ancora, chissenefotte del resto del mondo, direbbe Bondi. Beh, qui avrei qualcosa da ridire, visto che in fondo l'Italia è parte di questo mondo - almeno fino a prova contraria.

Prendere ad esempio il Corruption Perception Index, appena pubblicato. Badate al nome: è un Perception Index, ma perception is reality si diceva, e l'Italia ne viene fuori alquanto malconcia, in termini di perception. Il signor Marschall, responsabile per l'Europa dell'ente che ha commissionato la ricerca afferma:

(...) la flessione [dell'Italia, passata dal 41al 63] è dovuta a quello che noi chiamiamo l' "effetto Berlusconi"...

E' il B effect. L'effetto B. Che poi è proprio ciò che vedo quotidianamente girovagando. E fin quando B sarà al suo posto non c'è discussione che regga. L'Italia sarà sempre percepita come un gran bel posto di merda. Fatta eccezione dei soliti spaghetti, il cibo, la Toscana, Pisa e le Cinque Terre. Naturalmente.

Videocracy.

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In a videocracy the key to power is the image.

In Italy one man only has kept the domination of the image over three entire decades. As a TV-magnate and then as Presidente, Silvio Berlusconi has created a perfect system of TV-entertainment and politics.

Like no one else he has influenced the content of commercial television in Italy. His TV-channels, known for their over-exposure of almost naked girls, are seen by many as a mirror of his own taste and personality.

Qualcosa mi sfugge.

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Un paio di cose mi sfuggono, leggendo i quotidiani (italiani e non) di ieri e oggi. Colpa della troppa fretta, forse, o di chissà cos'altro.

Le proteste anti-Obama e anti-riforma sanitaria in US. Qui, mi sfugge il senso stesso della protesta. You know. Socialized Health doesn't work. Dicono i cittadini in piazza. Ma tutti sappiamo che il modello stanunitense è di gran lunga il peggiore e il più costoso degli stati del primo mondo. Posso capire una sollevazione da parte delle assicurazioni. O dei medici. Ma la gente? La riforma ha l'obiettivo primario di avvantaggiare i cittadini. Di rimetterli al passo con milioni di cittadini di altri paesi dove le cose funzionano diversamente (e meglio, molto meglio). Mi sfugge il senso della protesta.

Mi sfugge anche il senso della richiesta di prendere la parola, da parte della moglie di Mike Bongiorno, rivolta a B durante i funerali del conduttore. B, lo stesso che si negava al telefono, negli ultimi mesi della sua carriera.
 
Era sempre positivo, guardava al futuro con ottimismo. Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di passare con lui un'intera serata. Era un uomo che faceva progetti per il futuro.
Ma quale futuro? Ecco cosa diceva Mike, ospite da Fazio, pochi mesi fa.

Da novembre sono passati più di cinque mesi e non mi ha mai chiamato, ho lasciato molti messaggi, non mi ha mai chiamato. A questo punto sono molto triste, perché dico: cosa ho fatto? Ho fatto qualcosa di brutto, non so cosa ho combinato, non è possibile che dopo 30-35 anni che uno lavora in un gruppo di colpo sei fuori e nessuno manco ti saluta. A Natale non è arrivato il rinnovo del contratto; un funzionario mi ha detto «ha tutto in mano Piersilvio, non abbiamo soldi quindi non rinnoviamo il contratto». Il fatto è che non mi hanno neanche chiamato, non mi hanno avvertito, non si sono fatti sentire neanche per i saluti. Ci sono rimasto male e ho sofferto molto. Sono spariti tutti.
Da qualche settimana trovo difficile leggere le notizie dei quotidiani. Non so voi. Non so se anche a voi, ultimamente, sfugge il senso delle cose.

Fuck you very very much.

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B denuncia Repubblica e micaccia querele ai media internazionali. FT, tra i tanti, commenta.

Mr Berlusconi's power now exceeds that of any leader in western Europe. One would need to look to Vladimir Putin's Russia or Hugo Chávez's Venezuela for parallels.

The sad decline of B&T.

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Erano a colazione, i signori B & T, stamani, e si sono incazzati da morire leggendo i titoli di copertina dell'Economist. The sad decline of BT. E poi. BT's pension problem. Ancora loro. Fottuti comunisti anglosassoni. E daje con 'sta storia delle pensioni.

Poi qualcuno ha spiegato loro che BT sta per British Telecom - non per Berslusconi Tremonti - e le acque si sono lentamente calmate. Un comunicato nel primo pomeriggio dal portavoce di B (Papi) ha chiarito che L'Economist è stato querelato dal Governo Italiano, per l'uso improprio di acronimi. Titoli contenenti BT, BB (Berlusconi Bossi), BBT, BTB, BBTCM (Berlusconi Bossi Tremonti Calderoli Maroni) sono considerati un ignobile attacco al Governo per screditare il partito di maggioranza, voluto dagli elettori Italiani. Il problema delle pensioni, si legge, riguarda il popolo Italiano, non certo uno sparuto gruppetto di reporter di sinistra.

Why is Italy not out of recession?

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Nessuno se lo chiede. Eppure B & T avevano assicurato che ne saremmo usciti per primi. Ricordate?

E invece la situazione è la seguente. Germania e Francia, seppure con una modesta crescita del PIL, sono fuori dalla recessione. Altre grandi economie vedono un miglioramento della propria situazione economica: Giappone, Cina, India, Brasile. Anche piccole realtà come Grecia e Portogallo sembrano esserne uscite. Qualcuno, però, resta fuori dai giochi.

Meanwhile, Italy's economy shrank by 0.5% and the Netherlands' dropped 0.9%, while Austria and Belgium both contracted by 0.4%. Previously, the U.K. -- which does not belong to the euro zone -- reported that its expected 0.5% second-quarter decline had in fact been 0.8%.
Altrove ci si chiede perchè il proprio paese non sia ancora uscito da questa situazione. E si forniscono delle risposte. Da noi, invece, si sta beati ad aspettare, sotto il sole di Ferragosto. In attesa che le promesse di B & T si avverino.

Si sta immolando per noi.

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Forse, per la prima volta in vita sua, Papi sta seriamente valutando il rapporto costi vs. benefici del suo immolarsi per noi. A due giorni dal G8, l'intervista alla signora D'Addario sul Pais, lo schiaffo di Geldof sui mancati contributi all'Africa e le indiscrezioni del Times sui party a Palazzo Grazioli lo aiuteranno a porsi qualche serio interrogativo.

Stampa marxista anglosassone.

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The Times on Papi and the escort girls
Originally uploaded by giusec

Copertura della stampa nordamericana per lo "storico incontro" di Papi a Washington:
  • NYT: zero righe
  • Financial Times: zero righe
  • Washington Post: zero righe
  • International Herald Tribune: zero righe
  • Newsweek: zero righe
  • Time: zero righe
Copertura della stampa britannica per lo "storico incontro" di Papi a Washington:
  • The Times: zero righe
  • The Observer: zero righe
  • The Indipendent: zero righe
  • The Economist: Italy agreed to take three detainees from Guantanamo. Italy's prime minister made the offer to Barack Obama at a meeting in the White House.
Copertura della stampa anglosassone per la storia di Papi e delle escort: copertura, giorno dopo giorno (vedi The Times di oggi in foto) su tutti i maggiori quotidiani dei due paesi, con articoli e interviste esclusive.

Siamo (ancora) dei poveri comunisti.

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Beh. Che i comunisti siano diventati più poveri, non c'è dubbio. Papi al governo ha pensato a se e al suo imbarazzante harem di zoccole veline. Non certo al resto della popolazione Italiana, caduta sempre più nella miseria.

Piesse. Paura e speranza. Cosa mi ricorda. Cosa mai mi ricorda...

Silvio, Alpha Dog of the Week

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Prima Jon Stewart. Adesso Stephen Colbert. Papi è, ufficialmente, lo zimbello dell'intero pianeta.

The Colbert ReportMon - Thurs 11:30pm / 10:30c
Alpha Dog of the Week - Silvio Berlusconi
www.colbertnation.com
Colbert Report Full EpisodesPolitical HumorStephen Colbert in Iraq

Papi goes to Washington.

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Tra pochi minuti, Papi incontrerà il presidente Barack Obama, a Washington. Il NYT (noto quotidiano stalinista) commenta sulla differente "statura" dei due (e non solo fisica).

The leaders offer a striking contrast. Obama is a young, dynamic president with a squeaky-clean family image and a reputation for self-control -- hence his nickname, ''No Drama Obama.'' He is much admired abroad, especially in Western Europe.

On the other hand, Berlusconi, a media mogul and one of Italy's richest men, has been plagued by criminal trials, conflict-of-interest accusations, tawdry scandals and headline-making gaffes that have drawn scorn from other countries, although they have done little to lower his high popularity rating at home.

giusec elsewhere