Ieri ero a Dusseldorf - coi viaggi delle ultime tre settimane, Dusseldorf, poi Dusseldorf, poi ancora Monaco e poi per cambiare Dusseldorf, dovrebbero assegnarmi la cittadinanza tedesca, qui. Sempre ieri, la partita. Germania. Turchia. Che poi era una sfida particolarmente significativa, considerati i fatti.
E i fatti, per chi non ne fosse al corrente, dicono che l'area Colonia-Dusseldorf (che poi è la regione detta
Nord-Reno Westfalia) ospita la più grande colonia Turca all'estero, circa setttecentomila immigrati, quasi l'intera popolazione di Genova, un'immensità se paragonata ai ridicoli numerelli italici (e per i quali il governo si sta spingendo verso pericolose posizioni di intransigenza e chiusura - mentale).
Per non parlare di Berlino, che da sola accoglie circa duecentomila anime provenienti dalla Turchia e che le guide turistiche nazionalpopolari indicano come la seconda città Turca al mondo. Dopo la
capitale megalopoli, Instanbul.
Ebbbene ero a Dusseldorf e si temevano guai seri in centro. E invece la Germania ha vinto e nonostante la delusione (della comunità Turca) tutto è filato liscio come l'olio. Al punto che in alcune città Turchi e Tedeschi hanno deciso di
festeggiare assieme. Il che la dice lunga sul concetto d'integrazione. E pone dei seri interrogativi sulle ragioni per cui il Governo Italiano abbia invece assunto, nei confronti degli stranieri, una posizione di tale (imbarazzante) ignoranza.