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Results tagged “US” from giusec&frienz

“Fifty Shades of Grey” without the sex

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Il commento di Krugman sullo speach di Ryan alla convention GOP in Florida.

No, I didn’t watch it. Still, I get the essence. The GOP campaign is based on five main themes, three negative and two positive.

Negative:

  • The claim that Obama denigrated businessmen, saying that they didn’t build their own firms — which isn’t true.
  • The claim that Obama has gutted Medicare to pay for the expansion of health insurance — which isn’t true.
  • The claim that Obama has eliminated the work requirement for welfare — which isn’t true.

Positive:

  • The claim that Ryan has a plan to balance the budget — which isn’t true.
  • The claim that Romney has a plan for economic recovery — which isn’t true. (The Economist: “The Romney Programme for Economic Recovery, Growth and Jobs” is like “Fifty Shades of Grey” without the sex).

Verso Topolinia.

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In partenza per Anaheim, che poi è Disneyland, che poi è Los Angeles, che poi è California, che poi è US. Una settimana, dopo circa sei mesi di assenza. Rientro a MIlano sabato. I prossimi post, se tutto va bene, dalla California. 

Colors of LA.

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Asian. Westside Islanders, Asian Killa Boys, Black Dragon, Tropgang Hudas, Tiny Rascal Gang, Sons of Samoa, Asian Boyz, Crazy Brothers Clan, Korat Boys, Silly Boys, Temple Street, Tau Gamma Pinoy, LA Oriental Boys, Last Generation Korean Killers, Born to Kill Gang, Fliptown Mob, Satanas, Red Door, The Boys, Four Seas Mafia, (…).

White. Armenian Power, Nazi Low Riders, Aryan Nation, United Skinhead Brotherhood, the Crackers, the Front, Storm Front, Heil Boys, Honky, the Spook Hunters, Soviet Bloc, Russian Roulette, the Fourth Reich, American Skinheads, Blitz, (…).

Black. Be-Bopp Whats Bishops, Squiggly Lane Gangsters, Kabbadge Patch Piru, Straight Ballers Society, Perverts, Pimp Town Murder Squad, Project Gangsters Blood, Most Valuable Pimp Gangsters Bloods, Fruit Town Pirus, Fudge Town Mafia Crisp, Sex Symbols, Venice Shore Line, Watergate Crips, 706 Blood, Harvard, Gangster Crips, Big Daddyz, Tiny Hoodsta Crips, Rollin 50s Brims,Boulevard Mafia Crips, the Dirty Old Man Gang, (…)

Hispanic.18th Street, Avenues, Big Top Locos, Diamond Street, Head Hunters, Krazy Ass Mexicans, Primera Flats, Varrio Nuevo Estrada, Sol Valle Diablos, La Mirada Locos, Alley Tiny Criminals, Washington Locos, Mara Salvatrucha (MS-13), Mexican Klan, Michigan Chicano Force, Burlington Street Locos, Big Top Locos, La Eme, (…)

Skid Rows.

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Ho letto ieri di Milano e del cinquantaqualcosesimo posto nella classifica delle città più vivibili del globo.Vancouver prima, Vienna due, Francoforte 19, Oslo 24, Nuova Iorca 56, e poi Londra, Roma, San Francisco, eccetera. Su un totale di centoquaranta città. Il tutto via The Economist BU, the “Liveability ranking“.

Ed è interessante che Vancouver sia la prima. Lo dico anche per via del suo Skid Row. Ma facciamo un passo indietro.

Non si sa bene da dove derivi, il termine. Io son passato dal quartiere Skid Row di Los Angeles (sulle freeway, non mi ci sono mica soffermato, per ovvie ragioni), ma simili quartieri sono ben noti a NYC, Seattle, San Francisco, Vancouver, appunto.

In breve l’amministrazione di LA, negli anni settanta, non potendo più nulla contro la delinquenza (colors, le famose gang), ha deciso di adottare quella che chiamano una politica di contenimento. Che poi significa prendere il “peggio” della popolazione transitoria e senza casa della città (e ci sarebbe molto da discutere, su questo “peggio), e contenerla in una singola area. Si riteneva (e si ritiene ancora, nota di giusec) che contenendo questa popolazione sarebbe stato più facile controllarla, disciplinarla, aiutarla. Per decine di anni gli individui più violenti della città sono stati portati a Skid Row, dalla polizia o dai tribunali, e lasciati lì.

Sparso su 50 isolati sul lato est di downtown LA, Skid Row ha tra 10 e 15 mila residenti. Il 30% sono HIV positivi. Il 40% sono malati mentali. Il 50% hanno una malattia venerea. Il 65% ha precedenti penali. Il 70% ha una qualche dipendenza da droga e/o alcool.

Il 75% sono afroamericani. L’80% sono maschi. Il 98% sono disoccupati. Vivono in mezzo all’immondizia, ratti, escrementi. Non c’è acqua corrente. Non c’è elettricità. Non ci sono lavori. Meglio, ci sono: spaccio di droga e prostituzione. Il 90% della gente che vive a Skid Row muore a Skid Row. Il City Hall, il municipio, è a circa un miglio di distanza.

Vancouver è al primo posto. Forse, però, i signori dell’Economist non hanno tenuto in conto il quartiere Skid Row.

Permanent gridlock.

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Arrivo a LA da San Diego sulla statale 405 – una delle poche freeway senza nome. Prendo la Pacific HighWay per andare a Venice. Al rientro imbocco la 10 e poi nuovamente la 405, che mi riporta direttamente a LAX. La 405 ha dieci corsie, cinque per direzione, di cui due per il car pool.

In LA County ci sono 27 milioni di auto, quasi due per essere umano. Ogni giorno approssimativamente 18 milioni di quelle auto sono sui 33,427 chilometri di strade che coprono tutta la sua superficie, fino all’ultimo centimetro. In media in un anno muoiono 800 persone sulle strade di LA e altre 90,000 restano ferite.

Se la popolazione cresce al ritmo attuale, e se il rapporto tra auto e persone resterà ai livelli attuali, si calcola che intorno all’anno 2025 a LA capiterà qualcosa di simile ad un permanent gridlock, un blocco del traffico permanente (altro che tange e A4).

Venice Pier

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Venice Pier, Sunset

Originally uploaded by giusec

Nel 1904, un barone del tabacco di nome Abbot Kinney compra una grande palude a ovest di Los Angeles e recluta architetti per fondare una Venezia d’America. Quasi 25 chilometri di canali vengono scavati e inondati dell’acqua del Pacifico, e sul litorale vengono costruiti tre pontili con attrazioni, più una passeggiata fiancheggiata da ristoranti e bar.

(…) Nel giro di cinque anni Venice Beach è la più grande attrazione della West Coast, e una delle più grandi della nazione. Nel 1929 si scopre il petrolio appena a sud di Venice, sulla penisola di Marina del Rey. Il comune di Los Angeles successivamente annette entrambe le aree e riempie i canali di cemento.

[tratto da Bright Shiny Morning, James Frey]

Il 4 settembre 1781 un gruppo di quarantuno uomini, donne e bambini fondano una colonia su un terreno che si trova nei pressi del centro dell’odierna Loa Angeles. Chiamano l’insediamento El Pueblo de Nostra Señora la Reina de los Angeles de Porciùncula. Due terzi dei coloni sono schiavi africani affrancati o fuggiti, o i discendenti diretti di schiavi africani affrancati o fuggiti. La maggior parte del resto sono nativi americani. Tre sono messicani. Uno è europeo.

(…) A causa della lunga e difficile natura del suo nome originario, verso il 1830 l’insediamento di El Pueblo de Nostra Señora la Reina de los Angeles de Porciùncula cominciò a diventare noto come Ciudad de Los Angeles.

[tratto da Bright Shiny Morning, James Frey]

Palm Springs, CA.

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Lascio Palm Springs e le Desert Cities. Direzione: San Diego e le Beach Cities (suona  meglio, eh?).

Palm Springs, un’altra retirement town. E’ destino, evidentemente. Il sole splende per 354 giorni l’anno. Per gli altri undici, qualche nuvoletta. In inverno la temperatura è mite. Sui venti-ventidue gradi. In estate è peggio del Texas. Si arriva ai quarantacinque-quarantotto. Adesso, che siamo a fine Maggio, ci sono circa trentacinque gradi. Ci vivono poco meno di cinquantamila abitanti, più o meno la popolazione di Sesto San Giovanni. L’80% della poplazione è bianca. Vecchi rimbambiti che si ritirano qui per passare gli ultimi anni della propria vita al calduccio (l’età media della città è di quasi cinquant’anni). Giocando a golf e godendosi l’aria tiepida degli inverni del deserto. Il resto sono ispanici. Che son qui per servire i vecchi rimbambiti.

La città vive di turismo (in inverno), casinò e celebrità che vengono a spegnersi nel deserto. Qui ha vissuto Frank Sinatra (parecchie vie ed edifici lo ricordano, naturalmente) e una serie di altre star di cinema e tivvù, sconosciute a noi Italici, ma evidentemente note al pubblico stanunitense.

Col caldo che fa, più di una settimana non resisto. Sono ormai a quasi venti miglia dall’oceano. La toll road è vuota. La prendo. Un giorno in OC e poi di nuovo a Los Angeles. Per prendere il volo che mi riporterà nell’agglomerato.

ESTA volta non ti controllo.

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Immigration, Los Angeles. Nessuno controlla l’autorizzazione richiesta via web. ESTA. Tutti, diligenti, tutti ne hanno in mano una copia. Europei. Arabi. Cinesi. Inutile. Il foglietto verde non è ancora andato in pensione. Io ho compilato tutto. Ho l’autorizzazione. L’ho stampata. Un mese fa. A colori. Nessuno me la chiede.

L’addetta all’immigrazione. The green form, please.
giusec. Here it is.
giusec. Just a moment [infilo la mano nella valigia] the ESTA authorization code.
addetta. Ah-ha [non è una risatina. E' un OK]
giusec. the code.
addetta. Ah-ha.
giusec. ESTA.
addetta. Ah-ha.
giusec. the ESTA authorization code requested by United States of America.
addetta. Ah-ha.
giusec. the code.
addetta. Have a good trip, sir.

Dovendo raggiungere il deserto della California tra circa tre settimane e non viaggiando oltreoceano da Novembre, oggi mi è toccato passare attraverso la nuova procedura per ottenere l’ammissione negli US. ESTA. Che poi sta per Electronic System for Travel Authorization. Insomma, ‘sta roba qui.

Ora, ricordate il vecchio fogliettino verde che vi chiedeva candidamente se avevate compiuto un genocidio? (link del vecchio blog su Splinder, con tanta robaccia attorno). Il mitico I-94W, si, proprio quello. Si compilava in volo, prima di arrivare all’immigrazione. Bene, kaputt. Non esiste più. Adesso c’è l’ESTA.

Che poi ripete le stesse domande, ma su un form web. Come prima, ma in formato elettronico. Che devi, ripeto, devi compilare, almeno 72 ore prima della partenza (è una roba mandatoria, insomma, ci siamo capiti). Devi inserire i tuoi dati. Passaporto. Cittadinanza. Arrivo e domicilio. Se sei terrorista, assassino, spacciatore, emigrato, disoccupato, rapitore di bimbi, nazista, o se semplicemente vai lì per continuare le tue belle attività criminali o immorali (*).

A quel punto, a meno che sei un fesso e hai risposto positivamente ad una delle domande, ti si assegna un application number. E infine arriva l’Authorization. Se non arriva, son guai. Si rischia di non imbarcare; o di partire ma di passare poi momenti poco piacevoli all’immigrazione con qualche simpatico ciccione nazidoganiere dell’Alabama.

E’ tutto. Un attimo. Sull’ESTA manca la storia dell’humus, degli insetti e degli agenti patogeni: possiamo finalmente ragionare su un attacco batteriologico e rimetterci in carreggiata.

(*) e B cosa scrive, qui?

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