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Results tagged “Tremonti” from giusec&frienz

The sad decline of B&T.

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Erano a colazione, i signori B & T, stamani, e si sono incazzati da morire leggendo i titoli di copertina dell’Economist. The sad decline of BT. E poi. BT’s pension problem. Ancora loro. Fottuti comunisti anglosassoni. E daje con ‘sta storia delle pensioni.

Poi qualcuno ha spiegato loro che BT sta per British Telecom – non per Berslusconi Tremonti – e le acque si sono lentamente calmate. Un comunicato nel primo pomeriggio dal portavoce di B (Papi) ha chiarito che L’Economist è stato querelato dal Governo Italiano, per l’uso improprio di acronimi. Titoli contenenti BT, BB (Berlusconi Bossi), BBT, BTB, BBTCM (Berlusconi Bossi Tremonti Calderoli Maroni) sono considerati un ignobile attacco al Governo per screditare il partito di maggioranza, voluto dagli elettori Italiani. Il problema delle pensioni, si legge, riguarda il popolo Italiano, non certo uno sparuto gruppetto di reporter di sinistra.

Why is Italy not out of recession?

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Nessuno se lo chiede. Eppure B & T avevano assicurato che ne saremmo usciti per primi. Ricordate?

E invece la situazione è la seguente. Germania e Francia, seppure con una modesta crescita del PIL, sono fuori dalla recessione. Altre grandi economie vedono un miglioramento della propria situazione economica: Giappone, Cina, India, Brasile. Anche piccole realtà come Grecia e Portogallo sembrano esserne uscite. Qualcuno, però, resta fuori dai giochi.

Meanwhile, Italy’s economy shrank by 0.5% and the Netherlands’ dropped 0.9%, while Austria and Belgium both contracted by 0.4%. Previously, the U.K. — which does not belong to the euro zone — reported that its expected 0.5% second-quarter decline had in fact been 0.8%.

Altrove ci si chiede perchè il proprio paese non sia ancora uscito da questa situazione. E si forniscono delle risposte. Da noi, invece, si sta beati ad aspettare, sotto il sole di Ferragosto. In attesa che le promesse di B & T si avverino.

Lo stimolino creativo.

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C’è parecchio da ridire, sulla rete e sui blog di esperti, sulle recenti dichiarazioni del creativo Tremonti e sul pianetto anticrisi (lo stimolino) varato giorni fa dal signor B. Ritenuto, dai più, insufficiente. Tremonti che, qualche giorno fa, si era espresso così.

“It’s not right to support demand by raising debt,” Tremonti said in a news conference in Rome. “The economic trend can’t be turned around with stimulus packages. Judging from the U.S., they have worked very little.”

In genere, la conversazione converge su un giudizio comune: Tremonti è inadeguato a dare una soluzione alla crisi. Questo post ne è un esempio. Questo, di Paolo Manasse, insegnante di Macroeconomia a Bologna e in Bocconi, un altro. Insomma, con questi imbarazzanti personaggi alla guida, c’è sa stare poco allegri. E non bisogna essere degli esperti di Economia, per rendersene conto.

The Europen Commission has said it expects Italy’s public debt to rise to 109.3 per cent of GDP this year, up from around 105% next year. This is what happens when you get a 2% contraction, and if we get deflation (falling prices) then things will get even worse.

Finanza creativa.

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Conti pubblici del 2008 in rosso, Il fabbisogno chiude in salitaCorriere.it
Conti pubblici in profondo rosso, cresce il fabbisognoRepubblica.it
Conti pubblici, Tesoro: il fabbisogno 2008 sale a 52,9 miliardiIl Sole 24 Ore

Tremonti: conti in linea con l’Unione europea – a dicembre l’avanzo primario è di due miliardi e 900 milioni di euro – TG5 e TG5.it

Via Axell e Massimo Mantellini .

In buone mani.

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Forse non ve ne siete resi conto, ma da oggi il mondo è salvo. I membri del G20 sono in meeting a Washington, con l’obiettivo di salvarci. Dai. C’è andata bene. E chi sono, poi, i signori del G20? Chi sono, suvvia?

C’è Bush (ancora lui? ma quando si toglierà dai c…?), poi c’è la Francia, l’Australia, l’Argentina (l’Argentina? l’Argentina che ci salva dalla crisi finanziaria?), il Canada, la Cina e la Germania, l’India e l’Indonesia, il Giappone e la Corea del Sud, il Messico, la Russia, campione di stabilità finanziaria, e l’Arabia Saudita, campione di diritti umani, il Sud Africa e il Regno Unito. E poi c’è l’Italia, rappresentata da B e Tvemonti (Pauva e Spevanza). Manca la Spagna, e non vi dico quante parole si stanno spendendo su questa assenza in queste settimane sui quotidiani iberici.

E che faranno mai questi signori per salvarci dalla crisi? Eccole, le azioni immediate, quelle a medio e quelle a lungo termine. Ed è piuttosto divertente che anche B debba prendere decisioni in ambito Promoting Integrity in Financial Markets, si lui, proprio lui, che depenalizzò il falso in bilancio, per garantire i suoi (integri) porci comodi.

Dai, possiamo star tranquilli. Adesso, si. Che siamo in buone mani.

Adesso io non voglio pensar male, sarà un caso, sarà certamente un caso, ma lo avrete notato anche voi: torna lui e tutte le sfighe del mondo si abbattono sull’Italia. Alla recessione ci eravamo abituati. Siamo nati sotto la recessione, abbiamo vissuto l’ottanta per cento della nostra vita in tempi di recessione. Ma la stagflazione no. Ci mancava pure la stagflazione. Torna il signor B. e le sfighe più nere si riversano sul Paese. Sarà un caso. Sarà.

In economia, per stagflazione (combinazione dei termini stagnazione ed inflazione) si intende indicare la situazione nella quale sono contemporaneamente presenti – su un determinato mercato – sia un aumento generale dei prezzi (inflazione) che una mancanza di crescita dell’economia in termini reali (stagnazione economica).

Una brutta situazione, e lo voglio vedere io adesso il cavo signov Tvemonti, quello della Pauva e della Spevanza, alle prese col fenomeno che gettò nella disperazione economisti del calibro di Keynes. Secondo Fabio Pammolli, direttore del Cerm, sul Sole.

Senza una sostanziale riduzione della spesa pubblica, il pur buon andamento del gettito tributario non potrà certo sostenere un intervento anticiclico di rilancio dei consumi attraverso la riduzione del carico fiscale. Quelle riforme strutturali che il paese avrebbe dovuto fare quando l’economia tirava sono ora non rinviabili e dovranno essere fatte in un periodo di crisi dell’economia internazionale. È una situazione difficile, ma per uscirne si deve prendere le mosse da uno shock sul lato delle uscite e del contenimento della spesa pubblica.

Wikipedia aiuta a capire quanto incasinato siano il momento e la soluzione al dilemma stagflazione.

(…) Unless there is a differential
impact on either revenues or spending due to stagflation, the impact of
stagflation on the budget balance is not altogether clear. One school
of thought is that the best policy mix is one in which government
stimulates growth through increased spending or reduced taxes, while
the central bank fights inflation through higher interest rates.
Whatever theory is employed, coordinating fiscal and monetary policy is
not an easy task.

Insomma, auguvi Tvemonti. Auguvi, Italietta.

Sul sapiente uso della Comunicazione.

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Comunicazione. Una delle migliori di tattiche, quando si è poveri di strategie, è assicurarsi una comunicazione vincente. Il neogoverno B3 ne è l’esempio. E, credetemi, non è il solito post in cui cercherò di convincervi di quanto il signor B sia un furfante. Al contrario, è mio aperto obiettivo quello di magnificare l’opera di comunicazione del governo B3.

Mercoledì. I ministri si riuniscono. A Napoli. Mossa A. Neppure una giornata e poi le prime decisioni. Mossa B. Converrete che A+B da sole rappresentino una tattica geniale e vincente, a prescindere dai contenuti e dalle decisioni prese, che sono si importanti, ma non rappresentano qui il fulcro della discussione. Dove si manifesta oggi il maggior disagio nel Paese? Napoli. Ci si riunisce a Napoli (mossa A). Non Roma o Milano o Torino o Verona. Napoli. Che si aspetta la gente dalla riunione? Decisioni. Ed eccole le decisioni (mossa B): non importa che cazzo si sia deciso. Si sono prese delle decisioni e questo è ciò che importa (e si sbandierano ai quattro venti).

Veniamo alle decisioni prese. E al modo in cui sono state presentate. Qui la comunicazione segue tre principi: 1) prendere decisioni popolari; che potranno avere un impatto minimo e discutibile sulla visione economica futura del paese, ma che hanno un impatto immediato e dirompente sull’opinione pubblica; 2) all’interno della stessa decisione, comunicare sempre il lato positivo, tacere sul negativo; 3) approfittare del consenso sulle decisioni popolari per far passare inosservate altre decisioni.

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Risparmi oggi, paghi tra vent’anni.

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E voi credevate sul serio che la rata del mutuo sarebbe scesa così, per miracolo? Ingenui. Ciò che risparmiate oggi sarà pagato a fine mutuo. Caricato di interessi.

Piesse. C’è da dire che la linea di comunicazione adottata dalla coppia Berlusconi-Tremonti è semplicemente geniale.

Scheda, scheda delle mie brame.

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Allora riepiloghiamo.

[SilvioB] Le schede elettorali, infatti, così come sono state predisposte dal ministero dell’Interno, non offrono garanzia alcuna che sia rispettata la volontà degli elettori e inducono più facilmente all’errore che all’espressione di un voto regolare

e poi

[Tremonti]. Le schede andrebbero cambiate. È cambiato il sistema politico e secondo me la cosa giusta sarebbe cambiare anche le schede

e poi anche, simpaticamente

[Bossi]. Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede
elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in
semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili

Ora, come fa notare Orientalia, le schede vengono da lontano. Da qui, esattamente. E anche allora lo spazio tra coalizioni diverse era di pochi centimetri. E guardiamo un pò le firme sul decreto, che altrimenti poi si dice che è colpa dei comunisti romani.

  • Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Pisanu, Ministro dell’Interno
  • Visto, il Guardasigilli: Castelli

Insomma, è tutto chiaro. Scheda, scheda delle mie brame.

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