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Results tagged “Texas” from giusec&frienz

Neve in Texas

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Dallas, today
Originally uploaded by giusec

E’ confermato. Ho i poteri sovrannaturali. Altrimenti non mi spiego come sia possibile che al mio arrivo a Dallas, ieri, abbia iniziato a nevicare.

Back to Città Forno

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Austin downtown
Originally uploaded by giusec

E’ strano tornare qui. Dopo cinque anni. Rivisto facce note, luoghi conosciuti. Ci ho passato un pezzo della mia vita, da queste parti. Adesso la Città Forno è cambiata. Primo, c’è freddo. Well, freddino. Secondo, downtown si è profondamente trasformata. Prima faceva cagare, adesso fa sempre cagare ma almeno si possono fare due passi e prendere un caffè al bar. Ci sono nuovi grattacieli. La città si è sviluppata in altezza, oltre che in larghezza.

Sono sorte nuove dimensioni abitative. Quella che più mi ha colpito è la città privata embedded nel centro commerciale. The Domain (il centro) e Domainia (la microcittà). Vedi foto, qui, qui e qui. In pratica compri casa e vivi dentro l’outlet. Scendi sotto casa, e fai shopping. Vivi la tua vita in uno shopping center. Strade, piazze, tutto è proprietà privata. Il concetto di pubblico scompare. Esperimento interessate (well, da peggiore degli incubi; ma interessante).

Tra poco si riparte, Dallas. TripIt mi avverte che è tutto in orario, all clear. Lascio gli amici e la Città Forno-Austin-Domainia e mi avvio verso Airworld, ancora in preda al jetlag.

See y’all in a week

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Hi Giuseppe,

LH 247 MXP to FRA is currently ON TIME, departing terminal 1 at 9:25am CET. Arrival time at FRA is 10:55am CET. Your connecting flight, LH 7601 (operated by CO 47) FRA to IAH, is currently ON TIME, departing terminal 1 at 1:50pm CET. You have 2h, 55m to make your connection.

Your connecting flight, LH 7828 (operated by CO 1411) IAH to AUS, is currently ON TIME, departing terminal C at 7:05pm CST. You have 1h, 15m to make your connection.

Insomma, tutto è OK. E il sottoscritto, sotto l’ala protrettrice di TripIt Pro (Pro=protettrice), si trasferisce in Texas – Austin e poi Dallas – per una settimana. See y’all.

Neve nella città forno

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Neve nella città forno

Originally uploaded by giusec



Questa non è Londra. Neppure Milano. E neppure Copenhagen. Credo.

E’ Austin, TX. E nevica. Come dire, nevica ad Algeri. O chessò, nevica a Djerba. Insomma, ci siamo capiti. Sono microgranuli. La neve non è neppure arrivata in terra. Ma i Texani han fatto gran festa e hanno costruito i pupazzi. Colla carne del BBQ, che la neve ormai era finita da un pezzo.

Saluti e baci.

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Rick Perry, governatore del Texas, dichiara che il suo stato è pronto a lasciare l’Unione.

We’ve got a great union. There’s absolutely no reason to dissolve it. But if Washington continues to thumb their nose at the American people, you know, who knows what might come out of that. But Texas is a very unique place, and we’re a pretty independent lot to boot.

Altri post sull’argomento:
- Don’t mess with Texas, link
- L’insostenibile leggerezza del Texas, link
- US Travel aggregator, link
- Frozen Texas, link

Fotoset:
- Houston Sept’08, link
- Austin, link
- Austin vedute aeree, link

(still) Recovering from Ike.

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Ike è ormai passato oltre. Sulle pagine dei quotidiani, intendo. In realtà la situazione non è ancora tornata alla normalità. A sei giorni di distanza dal disastro.

This week so far has been consumed with getting the Houston office re-opened. Still over 50% of the city is without power. The staff are all safe and accounted for but some have sustained damage to their homes and many are still without power.  It will be a few weeks before things are back to normal.

Ike, a slow recovery.

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Ricevo, dal servizio SOS travel della mia azienda. Dettagli dimenticati, pare, dai giornalisti italici. Impegnatissimi a studiare la definizione dei mutui sub-prime, in fretta, prima che qualche altro colosso ci resti secco.

Media reports on 16 September indicate that Hurricane Ike killed at least 40 people and caused significant damage to the southern coastal region of Texas, after making landfall near Galveston on 13 September. The storm has left 30,000 people in the affected region living in shelters, and 3m more without electricity. Emergency crews have reportedly rescued 3,300 people trapped by flooding in the coastal areas in and around Galveston; approximately 20,000 more are still stranded on Galveston Island, and an additional 200 people remain stranded on the Bolivar Peninsula. Approximately 40,000 people who were evacuated from Galveston Island are being prevented from returning to their homes, and have been warned that they may not be able to do so for months.

Houston, we (still) have a problem.

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Sebbene la notizia sia sparita dai media di questo provinciale paesello (Italia, ndr), la situazione in Texas è ancora disastrosa, dopo il passaggio di Ike (vedi qui, qui e qui). L’aeroporto di Houston è appena stato riaperto. GLS è ancora chiuso e nessuno sa quando/se riaprirà. La situazione trasporti è nel casino totale. Il coprifuoco a Houston è stato esteso alla notte. Galveston è senza acqua, gas, energia. Bush, l’amicone di B, cerca disperatamente di coprire la pochezza organizzativa del suo Governo federale per far fronte al secondo disastro naturale della sua disgraziata era (New Orleans, ndr). Ma basta leggere i commenti degli articoli dello Houston Chronicle, tanto per citare uno dei quotidiani locali, per rendersi conto della situazione.

Galveston has been hit hard, Mayor Lyda Ann Thomas said. We have no power. We have no gas. We have no communications. We’re not sure when any of that will be up and running. We want our citizens to stay where they are. Do not come back to Galveston. You cannot live here right now.

Nel frattempo Milano si allaga per qualche oretta di pioggia.

Houston, now we have a problem.

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Ike colpisce Houston e la lascia al buio.

Ike/da casa.

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Sono a casa. Seguo tutto da qui, sensa più l’ansia della fuga. L’aeroporto internazionale è appena stato chiuso. Dovrebbe riaprire domenica mattina. Ergo: se non avessi anticipato di ventiquattr’ore il volo sarei rimasto bloccato a Houston. Alcuni colleghi sono arrivati ieri notte a Dallas dopo quindici ore di viaggio in highway (in condizioni regolari ci vogliono circa quattro ore). Oggi tutti gli uffici son chiusi.

La cosa peggiore, mi si diceva, è il pericolo di inondazione, non i venti. Houston è al livello del mare. Per precauzione la fornitura di energia sarà interrotta. Che poi significa: niente luce, niente cibo, niente aria condizionata (ieri c’erano 95°F, circa 30 °C), niente internet, isolamento totale.

Il miglior blog per saperne di più è quello di Eric Berger, esperto metereologo, che ogni giorno organizza una live chat sull’argomento. E che sta, a sua volta, per evacuare.

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