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Results tagged “plug in” from giusec&frienz

Vai dove ti porta Fire Eagle.

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La coppia Fire Eagle e Plazes si sta rivelando inaspettatamente sofisticata. Secondo Fire Eagle, e quindi secondo Plazes, io ieri sono stato a Milano in Via Nazario Sauro. Prima però ho fatto un salto in Piazza Castello – anche lì, arrivavo da Nazario Sauro. In realtà ho viaggiato tra San Donato e Malpensa, ma i punti di partenza e arrivo si sa, sono sempre poco significativi. Forse è un segno che debba trasferirmi in Via Sauro o forse qualcosa di ignoto mi aspetta in Piazza Castello. O forse, ancora, è Matrix, che inizia a dare i primi segni di instabilità.

Fire Eagle e Movable Type.

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fire eagle architecture.png

Come detto in un paio di post, qui e qui, Fire Eagle è il nuovo servizio di geo-localizzazione di Yahoo! Niente di nuovo, concettualmente, se si fa eccezione per le API e il network di Developers. Il concetto è semplice: Fire Eagle riceve informazioni da alcuni clients sulla localizzazione del sottoscritto (mobile, web, IM). Poi la rende disponibie per il resto delle applicazioni.

E’ un’estensione di ciò che fa oggi Plazer, che rintraccia la posizione dell’autore e la condivide (ma semplicemente Plazer non è Yahoo!). Simile il servizio offerto da Dopplr, che presenta pretese di localizzazione assai più primitive. E niente API.

La cosa interessante è la scoperta delle applicazioni. Una tra tutte: il plug-in per Movable Type. Il plug-in ha ancora qualche problema irrisolto (a me carica la località ma non la mappa). La versione più aggiornata è la 1.02. Qui trovate uno scambio di commenti tra il sottoscritto e Benjamin Trott, fondatore di SixApart, che spiega la ragione dell’aggiornamento immediato (un bug sul file fireeagle.pl che causava errori sul cron job). Assicuratevi quindi di installarne l’ultima versione (leggete il ReadMe file per capirlo).

Fire Eagle su g&f.

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Well, plug-in istallato e semi-funzionante. Potete già dare un’occchiata al risultato sulla sidebar qui a fianco. Sezione my profiles e sezione Fire Eagle. L’integrazione con Action Streams funziona perfettamente. In realtà un problema c’è. La mappa non è caricata, solo la location. Ho già scritto a Ben e David. Vabbè, poi vi aggiorno.

Action Streams, update.

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A proposito di Action Streams, il plug-in di MT 4.1 più volte descritto su g&f, ecco un paio di novità. Provenienti da alcune conversazioni con Mark Paschal, sviluppatore del plug-in e parte del team di development di Movable Type.

1. Action Streams ha un problema con Google Reader. E’ semplicemente incapace di acquisire il tempo associato agli eventi. Così, fa un gran casino con gli elementi condivisi di Google Reader, con il risultato di ripetere lo stesso strem mille volte. Esempio: condivido su Google Reader il post “lunga vita a SilvioB” dai feed del blog “Forza Italia forever”. Ebbene il post condiviso potrebbe apparire nei miei stream dieci vollte (con terribile danno di immagine di g&f). Risposta di Mark:

(…) that’s the normal behavior for some streams, as the plugin can’t determine the correct times for those strams’ events. Google Reader doesn’t provide when you shared an item, for example, only when the original author posted the item. Action Events has to guess the time based on when it first saw it in its collecting. This is why those events are hidden at first (marked with the yellow exclamation point). Unhiding them makes them show up in your action stream, which may not be what you want on your site, so you have the option of leaving them hidden.

2. Action Streams non cattura gli stream di Movable Type (un paradosso, ma è così). Risposta di Mark.

Action Streams will support that in Action Streams 1.1. Currently only a plugin author could create an MT action stream, by writing another plugin that did it.

Risorse:

  • la pagina di Action Streams su Movable Type.org
  • il forum sui progetti MT, tra cui Action Streams, con tutte le risposte ai problemi riscontrati so far.

Stream chaos (with Movable Type).

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Non so se la cosa sarà visibile a lungo, quindi approfittatene. Il plug-in Action Streams di Movable Type, istallato un paio di settimane fa, sta inserendo nel mio stream di Flickr foto di sconosciuti (guarda in alto a destra o qui, qui e qui). C’è pure un bel matrimonio – giuro, non mi chiamo Matt e non mi sono risposato.

ActionStreams su g&f.

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E per chiudere il discorso ActionStreams: il plug-in è stato configurato anche su g&f. Il risultato è visibile (giusec elsewhere) sulla sidebar centrale a destra (che non è chiaro, lo so: è la prima delle sidebar alla destra dei post).

Movable Type 4.1 e Action Streams.

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Come promesso, breve spiegazione su come istallare e usare il nuovo plug-in di Movable Type 4.1, Action Streams. Per capire che diavolo fa Action Streams, dare un’occhiata qui. In definitiva, è un plug-in che va a recuperare tutte le attività dell’autore sui servizi sociali sparsi in giro per il web (Flickr, Twitter, Delicious, Dopplr, Google Reader, eccetera) e li convoglia (si può scrivere convoglia in un post? si può? mi date l’autorizzazione?) in un unico stream di dati, visualizzabile sul proprio blog.

Un esempio lo trovate sul mio test blog – il blog su cui provo tutte le schifezze prima di pubblicarle su g&f. Date un occhio alla sidebar di destra. Ma andiamo per punti.

  1. Si chiude la porta, e nel silenzio più assoluto ci si prepara a raggiungere il nirvana.
  2. Prima di tutto, il plug-in funziona solo con Movable Type 4.1. Non il 4.0. Il 4.1. Se non l’avete, amen. Adios. Au revoir. Bye bye.
  3. Secondo, bisogna configurare il proprio Cron Job per un attività periodica. Se non hai idea di come configurare il tuo Cron Job, questo post di LearnMovableType (Scheduled Posting and Cron Jobs) spiega esattamente come muoversi. Configurate che il tutto avvenga ogni 30 o 60 minuti.
  4. Si scarica il plug-in, qui.
  5. Poi si istalla il plug-in, seguendo i punti esposti sul ReadMe file.
  6. Si fa un log-in e log-out da MT, per completare la configurazione e aggiornare MySQL. Fa tutto lui, state tranquilli.
  7. Si configurano i profili dai quali si vogliono recuperare le informazioni da inserire nello stream (dal proprio profilo su MovableType, andate su Other Profiles e agite).

A questo punto si inserisce il codice sulla propria sidebar. Io, ad esempio, ho usato questo (sostituire giusec con il proprio nome autore).

<mt:ActionStreams display_name=”giusec” lastn=”5″>
    <mt:if name=”__first__”>
<div class=”action-stream”>
    </mt:if>
      <li class=”service-icon service-<mt:var name=”service_type”>”><mt:StreamAction></li>
   <mt:if name=”__last__”>
</div>
   </mt:if>
</mt:ActionStreams>

E il gioco è fatto. O quasi, perchè alcuni servizi, quali lo sharing di Google Reader, si impallano e ti rispediscono mille volte la stessa azione, intasandoti lo stream. L’utilità del plug-in è relativa. A me piace ciò che Michael Sippey ha creato sulla sua home page. Ma insomma, la cosa è molto personale, direi. Altri esempi: MarkPasc, David Recordon, Chris Alden (il CEO di SixAPart).

Action Streams.

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SixApart ha appena rilasciato Action Streams, un nuovo plug-in per Movable Type 4.1 che permette di gestire, coordinare e visualizzare tutti i profili personali sparsi per la rete. I profili possono essere inseriti da altri siti (Twitter, Diggs, MT, Flickr, YouTube, eccetera) e poi pubblicati in formato-lista sulle sidebar del proprio blog (*).

Alcuni esempi li trovate sui blog di gente che lavora per SixApart (ma guarda un pò che coincidenza), tra cui: Chris Alden (il CEO), MarkPasc, Byrne Reese (il PM di MT), Michael Sippey, Ben Trott (proprio lui, uno dei due Trott).

Appena il redesign di g&f sarà terminato (ovverosia tra circa quarantott’ore) il titolare farà un test per vedere come funziona il tutto.

(*) spiegazione per non tecnologi. Action Streams è una roba che ti piazza tante iconine sul blog e fa sapere a tutti che diavolo stai facendo in questo fottuto istante.

MT 4.1 e quella gran cagata dei Template Sets.

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Sogni svaniti. I template sets di MT 4.1 sono una gran cagata. Primo, perchè non li ho neppure visti da lontano. I Template Sets sono inclusi solo nella professional edition. Ed io ho una personal edition, come del resto il 90% degli utenti MT. Allora ho cercato di capire se ‘sti benedetti template possono essere aggiunti alla personal. Risposta: no. In realtà, ciò che si può fare è installare i due plug-in Template Installer/Exporter, esportare il template set, renderlo disponibile al mondo, importarlo poi sugli altri blog. Certo, ci vuole l’anima pia disposta a esportare i Sets dal proprio blog. E poi il problema è che l’Exporter è a pagamento (maddai, coglioni, e chi vuoi che paghi novantasette dollari per un plug in?) e quindi nisba.

Insomma, una bella stronzata di roba. Che conferma l’inferiorità di MT, a livello di design (ma anche di policies), nei confronti del concorrente WordPress. E che ci voleva a rilasciare la 4.1 con una libreria decente di template da scaricare da web? (e non quella cosa raccapricciante che è la libreria di skylines). Insomma, un altro dei misteriosi misteri di Movable Type.

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