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Era il duemilaettrè e mi accingevo (che si può scrivere accingevo su un post? si può?) a chiudere il primo dei due anni che mi avrebbero portato a conseguire (e conseguire lo posso scrivere?) il mio MBA nella bìsnes scùl più prestigiosa e trendy d’Italia. Ecco, erano le nove di sera e l’ultima lezione del Professor Spirogalli (nome chiaramente artefatto) si era appena conclusa. Qualche giorno dopo, l’esame. Spirogalli non era uno dei migliori. Era un mediocre. Insomma, un cosìcosì. Ne bene ne male. Ne carne ne pesce. Ebbene, Spirogalli ci diede le ultime raccomandazioni. Poi il suo sincero in bocca al lupo. E per finire ci consegnò un foglietto azzurrino, formato aquattro, lo tengo ancora da qualche parte tra i libri del corso, con un testo che faceva pressappoco così.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
(….)
A volte mi chiedo cosa ci stia a fare, io qui. Lo spettacolo a cui ho (abbiamo) tutti assistito ieri e nei giorni passati – il caso Mastella, il caso moglie-di-Mastella, la sfiducia, gli sputi, i festeggiamenti, lo champagne, i cortei dei tassisti – mi ferisce, profondamente.
Come possiamo essere arrivati a questo punto? Perchè non riusciamo ad essere un paese normale? Non conosciamo il rispetto. Dobbiamo necessariamente abbandonarci ad atti teatrali. Lo champagne. Lo sputo. I cannoli. Il Governo cade. Bene. Perchè non assistere rispettosi agli avvenimenti. Perchè non complimentarsi per ciò che di buono questi signori hanno fatto, o provato a fare? Non riusciamo ad essere un paese normale.
Massimo Giannini, via Repubblica.it.
Sta per cominciare, temiamo, tutto un altro film. Berlusconi Tre. La vendetta. O l’eterno ritorno. Con la stessa legge elettorale, la “porcata” di Calderoli, che ha massacrato il sistema repubblicano. Con un’altra armata Brancaleone, che andrà dal neo-fascista Tilgher al catto-populista Mastella, incrociando l’eversore padano Bossi e forse lo stesso “traditore” toscano Dini. Con l’ennesima accozzaglia di mezzi partitoni e di micro-partitini che, per garantirsi la sopravvivenza, non esistano a tenere in ostaggio un’intera nazione. Povera Italia. Meritava di più.
Difficile dimenticare, oggi.
- il signor Mastella lascia la maggioranza, spingendo il Governo verso la seconda crisi (e, ricordiamo: L’Udeur è entrato in maggioranza con l’1.4% dei voti);
- Yahoo! si prepara al licenziamento di massa del 20% della sua forza lavoro;
- crollano i mercati per i timori di una recessione multipla in US ed EU;
- e io scopro di aver sempre pagato, a mia insaputa, SkyLife.
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