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Results tagged “Londra” from giusec&frienz

Scheggia

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Visto che sono qui ne approfitto per farmi una salita sulla Scheggia. Appena  aperta, credo. Prenoto (si, si paga), esaurito, esaurito, esaurito, libero. Continua. Continua. Continua. Check-out. Conferma. Email.

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A Londra è (già) Natale

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Camden Town, London
Originally uploaded by giusec

Questa è Londra. E questa in foto è Camden.

The passport crisis

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Da circa un mese arrivo a Londra e mi tocca star fermo nell’area Immigration per ore. Per la cronaca, si tratta del limbo tra Airworld e la terra ferma, dove in genere si controllano i passaporti, si recuperano i bagagli, si comprano le ultime cosette al duty free, si fa la pipì, insomma tutte cose simpatiche di questo genere.

Fino a un mese fa le cose andavano regolarmente. Atterraggio. Finger. Passaporto (essì, UK richiede il passaporto e non è in area Schengen, sa Iddio perchè). E via. Poi, un mese fa, improvvisamente, sono iniziati i guai.

Ore di fila. Migliaia di viaggiatori ammassati qui e lì, senza logica. Passeggeri, soprattutto Britannici, incazzati neri, forse per lo stupore di ritrovarsi in una situazione da Sud Europa (per la cronaca: in Sud Europa le cose vanno decisamente meglio).

Io ho pensato che ci si allenava per le Olimpiadi. Che importavano passeggeri finti (per un attimo ho sperato che fossero replicanti; ma sudavano e facevano pipì, quindi dovevano essere umani) per fare le prove del casino che si abbatterà su Londra tra due mesi. Poi, ho letto qui. E anche qui. E qui. Ed ho capito.

In breve, il signor C ha ridotto la forza lavoro alle dogane del 20% circa. Tempismo perfetto, visto l’avvicinarsi delle Olimpiadi. BAA ha cercato di metterci una pezza importando personale da altri aeroporti. Non è bastato. Adesso si ovvierà con uno stratagemma per assumere più personale.

Insomma, tutto il mondo è paese. Qui, forse, anche più di altrove.

Cibo insettoso a Londra

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Cibo insettoso a Londra
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Londra, riots e Blackberry

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Non è poi così irreale assistere a ciò che sta accadendo da tre giorni a Londra – Clapham, Oxford Circus, Tottenham. Non bisogna essere esperti di cose sociali britanniche per rendersi conto delle ragioni della protesta. Per la seconda volta (la prima nel 1985) la polizia fa secco un nero per le strade di Londra.

Ciò che mi sorprende è il modo in cui le notizie rimbalzano sui siti Italiani. Il Corriere parla solo e ripetutamente di teppisti organizzati, perdendo di vista tutto il resto. Ma non c’è da stupirsi, vista la levatura del quotidiano. Non si menziona la strategia fallimentare della polizia inglese. Date un’occhiata ai video in rete. A parte il tizio colpito a morte, ci sono ragazzine pestate da squadroni antisommossa (in un video la gente continua a gridare it’s a girl! it’s a fucking girl! - è solo una ragazza! E’ una fottuta ragazza!).

E’ interessante anche l’uso dei social network – meglio, il non uso. Stavolta sembra che la voce si sia sparsa attraverso il Blackberry Messenger (BBM). Ma non si era detto che il BB era ad un passo dalla tomba? E guarda invece cosa ti va a capitare.

In recent public disturbances such as the Student protests, commentary has focused on the role that social networks such as Twitter and Facebook have played in the planning of demonstrations and coordination of protesters. By contrast in this riot it appears the social network of choice is one provided by none other than BlackBerry.

E anche.

It took my far cooler 17 year old nephew to explain that the main reason for their popularity is due to BBM – BlackBerry Messenger. BBM as it is known, is an instant messenger system that has become popular for three main reasons: it’s fast (naturally), it’s virtually free, and unlike Twitter or Facebook, it’s private.

Vabbè. Se la cosa vi interessa, qui c’è la google-map delle aree infestate dai teppisti (adesso vuoi vedere che il Corriere mi chiama per un colloquio?). E qui e qui un pò di considerazioni sulla storia del BBM e delle sue implicazioni con la protesta.

606 Jazz Club, London

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606 Jazz Club, London
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Il luogo è questo, per la cronaca.

Miracolo a Londra

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Miracolo a Londra…
Originally uploaded by giusec

C’è il sole.

Update 11:10. Neppure una nuvola. All clear.

Update 12:01. Si sta riannuvolando.

Update 12:13. Adesso è tutto coperto.

Update 12:19. Piccolo squarcio. Torna il sole.

Update 12.53. Variabile. Vento. Sole. Parzialmente coperto.

Update 13.21. Tutto coperto e vento. Pioggerella.

Update 13.43. Piove. Sempre così va a finire, da queste parti.

Looking around

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Watching around

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Zoo di Londra, l’animaletto di Lion King.

Io all’Etna le faccio un baffo.

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Dopo l’uragano Ike, il vento ghiacciato di Monaco, le nevicate di Dicembre, il clandestino a bordo a Madrid, la passeggera allergica al gatto (ahimè, c’era un gatto a bordo), gli uccelli nel motore a Linate, i passeggeri sul volo sbagliato (sempre a Linate), un vulcano mancava alla mia lista. Ieri ho lasciato Londra alle dieci. Tre ore dopo il cielo di UK è stato oscurato dalle polveri del vulcano Islandese dal nome impronunciabile che ha fatto chiudere gli aeroporti di UK, Francia, Belgio, Olanda, Irlanda, Svezia, Danimarca, Norvegia. Londra è chiusa fino alle sette di oggi. CDG riapre alle dieci. Il resto chissà.

Around 5,000 flights were suspended on 15 April after a cloud of ash caused by a volcanic eruption on the Eyjafjallajokull glacier (Iceland) resulted in the closure of airspace across northern Europe, including in the UK, Ireland, Denmark, Norway, Sweden, Finland, Belgium and the Netherlands. While the shutdown of most airspaces will continue until further notice as a precautionary measure, the UK authorities early on 16 April announced that the country’s airspace would remain closed until at least 19.00 (local time) on that day.

Once in a lifetime.

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Ho beccato due giorni di sole, questa settimana, a Londra. Mi hanno detto che sono stato fortunatissimo (due su due!) e che è una cosa che capita a pochi pochissimi eletti visitatori. Non ho naturalmente dato molto peso a ciò che mi si diceva fino a quando, questa mattina, non mi ha chiamato la BBC per intervistarmi.

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