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Results tagged “hurricane” from giusec&frienz

(still) Recovering from Ike.

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Ike è ormai passato oltre. Sulle pagine dei quotidiani, intendo. In realtà la situazione non è ancora tornata alla normalità. A sei giorni di distanza dal disastro.

This week so far has been consumed with getting the Houston office re-opened. Still over 50% of the city is without power. The staff are all safe and accounted for but some have sustained damage to their homes and many are still without power.  It will be a few weeks before things are back to normal.

Ike/da casa.

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Sono a casa. Seguo tutto da qui, sensa più l’ansia della fuga. L’aeroporto internazionale è appena stato chiuso. Dovrebbe riaprire domenica mattina. Ergo: se non avessi anticipato di ventiquattr’ore il volo sarei rimasto bloccato a Houston. Alcuni colleghi sono arrivati ieri notte a Dallas dopo quindici ore di viaggio in highway (in condizioni regolari ci vogliono circa quattro ore). Oggi tutti gli uffici son chiusi.

La cosa peggiore, mi si diceva, è il pericolo di inondazione, non i venti. Houston è al livello del mare. Per precauzione la fornitura di energia sarà interrotta. Che poi significa: niente luce, niente cibo, niente aria condizionata (ieri c’erano 95°F, circa 30 °C), niente internet, isolamento totale.

Il miglior blog per saperne di più è quello di Eric Berger, esperto metereologo, che ogni giorno organizza una live chat sull’argomento. E che sta, a sua volta, per evacuare.

Pictures of Ike.

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Ike

Originally uploaded by giusec

Salve, vi presento Ike. La foto qui sopra e le successive (due, tre, quattro, cinque) sono state scattate ieri pomeriggio, 3pm locali, a pochi minuti dalla partenza da Houston. Volo diretto per l’Europa. Io sono stato uno dei fortunati a lasciare la città. Oggi leggo di mandatory evacuation nelle aree di Galveston, Corpus Christi, sud Houston, est Houston. Alcuni dei colleghi hanno abbandonato l’ufficio ieri pomeriggio, poichè le loro abitazioni si trovano nell’area di evacuazione.

Oggi Ike è solo di intensità due. Allo stesso tempo è enorme. Grande da riempire l’intero Golfo del Messico. L’emergenza è passata da voluntary a mandatory. Le autorità parlano di morte certa (hurricane will bring to certain death) per chi rimarrà in zona e questo ha scatenato il panico e le critiche, in quanto un allarme simile non si ascoltava dai tempi di Katrina.

A Houston temono il peggio. Non tanto per l’uragano in se, che dovrebbe atterrare a Galveston. Quanto per l’inondazione successiva. Per non parlare dell’interruzione dell’energia elettrica, aria condizionata, internet, eccetera. Non dimenticate che Houston è la quarta città degli Stati Uniti, ben più grande di New Orleans.

Dimenticavo. Di tutto questo sui giornali Italiani, come sempre, non c’è traccia.

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