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Results tagged “g&f” from giusec&frienz

Solo a volte, ma ritornano

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L’Italia non ha più un boss. La chiesa non ha più un boss. Finmeccanica e MPS non hanno più un boss. Il boss (e unico lettore) di questo blog, invece, è appena tornato.

L’amore è Geco

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L’amore è Geco
Originally uploaded by giusec

Questa sembra fatta apposta per g&f…

Off.

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Il tenutario di g&f, ossia il sottoscritto fino a prova contraria, si trasferisce in Sicilia per un lungo weekend (lungo per modo di dire. Tre giorni anzichè due). Poi a Milano e poi a Londra. Il blog subirà aggiornamenti a singhiozzo. Tanto, per le notizie che girano in questo periodo.

Lotta allo spam.

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Ottomila commenti junk (pubblicati) nelle ultime 24 ore mi hanno costretto a rafforzare le barriere antispam di g&f. Potreste così trovarvi tra i moderati. O tra gli spammatori. Sorry. Non inserite link, se possibile. Non scrivete fuck o girls o escorts o roba del genere. E niente panico: poi vado sui commenti in attesa e rimetto le cose a posto.

PS: se scrivete Berlusconi siete automaticamente bannati a vita.

Il web dei pionieri.

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Google festeggia dieci anni e mette online il dbase del 2001. Logo incluso. Quanti ricordi. Tra qualche giorno g&f festeggerà cinque anni di blogging (che paragone del c., direte voi. Condordo, pienamente) e, in anticipo sull’anniversario, vi propongo il primo post della sua storia – la storia del blog, non di Google.

Questo [la foto indica una bottiglia di rosso Rudinì] è un interessante produttore di Nero d’Avola e di altri vitigni autoctoni siciliani. E’ di Pachino, nel profondo sud della Sicilia. Da provare (e attenzione, viaggia sui 13/14.5°).

Ora, francamente (pessima traduzione del frankly anglosassone) non ho idea di cos’avessi in mente quel giorno. Ma ritengo che far partire un blog che poi si occuperà di tutt’altro con una considerazione inutile e senza senso su un vino siculo, quel lontano sei di ottobre del duemilatre, sia stato perlomeno originale.

Mille.

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Per la prima volta nella storia di g&f, qui si son raggiunti più di mille lettori e Shinistat è andato in palla, visto che non pago (ergo: ho la versione free che non va oltre i mille. Poi i dati li ho letti su Google Analytics, che non ha limiti). Tutto grazie ad un link del buon Luca che ha portato qui il doppio dei lettori che giungevano da Repubblica ai tempi delle elezioni.

Dimenticavo la cosa più importante: benvenuti.

Gente di passaggio.

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g&f_trend.gif

Negli ultimi due-tre giorni son passate da qui migliaia di persone – un risultato elettorale eccezionale per un partito minore quale è g&f. E così volevo ringraziare chiunque – volontariamente o meno – abbia fatto un salto da queste parti. Anche chi mi ha garbatamente insultato sui commenti e via email. Anzi, i ringraziamenti vanno soprattutto a loro. Thanks.

Il nuovo g&f.

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Eccolo. Il nuovo g&f. Nuovo design. Nuovo template. E tutto questo genere di cose. Qualche informazioncina di base. Il template proviene da FirmDot, azienda sorella di LivingDot, la stessa che ospita il blog. E’ nativo per Movable Type 4.1. Poi è stato rivisto, corretto, modificato dal sottoscritto. Manualmente. Che non è poi così difficile come sembra. Ma richiede tempo. Ed il tempo, è risaputo, non c’è.

Sul nuovo design. Il nuovo design può piacere o far cagare, la cosa è chiaramente assai personale. Ha mantenuto lo stile minimale che tanto mi piace. Pochi colori. Poche immagini. Sfondo bianco-bianco. Poche cazzate duepuntozero. Tre colonne anzichè due (con due non riuiscivo più a farci stare un tubazzo). Il font cambia, e dovrebbe risultare più leggibile. Il blogroll è semplificato, ma tanto chissenefrega, ci sono i feed ormai. Il banner è ridotto, per dare spazio al testo. Per la cronaca, è stato creato con Photoshop, grazie anche ai moduli di DesignFruit. Sono stati aggiunti un paio di piccoli moduli verticali di pubblicità (adsense). Ma son quasi nascosti e non dovrebbero rompere troppo le palle.

L’ispirazione e l’impostazione teorica. L’ispirazione è arrivata da acuni blog dal design minimal (e te pareva), tra cui Martini Shaker* , Aialex , JonTan e mille altri reperibili qui. Inutile dire che le teorie base del design alle quali ci si è attenuti sono quelle del guru dei guru della web usability (sulle quali teorie anche i signori dei nuovo sito di Feltrinelli avrebbero dovuto soffermarsi, così, per un attimo).

Le conclusioni. L’abito cambia. E i contenuti? Troppo, troppo difficile. La domanda. Passiamo alla prossima.

Ridisegnarsi il proprio blog. Domani o dopodomani ne parlo un pò più diffusamente. Così spieghiamo un pò la storia del Design Assistant e la cagata dei Template Set di Movable Type. E adesso vò. Che Copenhagen mi aspetta.

Meno uno.

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Da queste parti si lavora alacremente (balle, si e no dieci minuti al giorno) al cambio di layout. Tutto è pronto, ormai, ed in fase di testing. Il nuovo design sarà sostituito oggi, a qualche imprecisata ora del tardo pomeriggio, e apparirà improvvisamente con qualche test in diretta. Non preoccupatevi quindi se vedrete apparire qualcosa di strano (chessò io, il logo del Popolo delle Libertà o robaccia simile). Il problema chiaramente non si pone per chi legge via feed.

Allora non spaventatevi, eh. E non ditemi poi che non vi avevo avvertito.

Ci vorrebbe un pò più di Energit.

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Markets are conversations. Scriveva Doc Searls, nell’universalmente noto Cluetrain Manifesto. Bene, andatelo a spiegare ai signori di Areaserver/Energit.

Ricordate Areaserver (oggi: Energit)? Certo che ricordate. Due anni fa. Tutti i casini col server vituale (si, virtuale. Nel vero senso della parola). Sul quale g&f risiedeva. Poi i giorni dell’abbandono. Per il passaggio ad un servizio di web e blog hosting (Yahoo!). Il resto è storia.

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