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Results tagged “Esselunga” from giusec&frienz

Spesa veloce.

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Da quando ho scoperto la spesa veloce all’Esselunga, quella col lettore di codici a barre, non me ne perdo una. Sono quasi un esperto – certo non ancora all’altezza di Asia – e mi ritrovo spesso a dare consulenze a confuse signore alle prime armi.

- Mi scusi, perchè non mi fa prendere il lettore?
- Perchè deve prendere quello che s’illumina, signora.
- Quale?
- Quello lì. Verde.
- Ma io non voglio quello che si illumina di verde, voglio questo qui spento a destra.
- Deve prendere quello che si illumina. E’ la regola dell’Esselunga.
- Senta, io non lo voglio quello che si illumina.
-
Signora, rischia grosso. Ha mai sentito parlare delle ronde Esselunga?
- No, che fanno?
-
Faccia in fretta. Prenda il lettore illuminato e scappi via.

Una volta su cinque capita il controllo e non c’è dubbio che capiti quando hai fatto una spesa pre-bellica. Non capiterà mai se esci con un solo sacchetto.

- Mi dispiace, il controllo.
- Sta scherzando, vero?
- Non scherzo mai su queste cose.
- Mi dica che non è vero.
- Controllo.
- Non possiamo fare un’eccezione e poi mi controlla la prossima volta? Ho tredici buste.
- Impossibile, controllo.
- Non può scrivere che sono in debito di un controllo?
- Mi dispiace.
- Non può scriverlo sulla mia tessera che vi devo un controllo?
- Vuole che chiami il direttore?

Ma avete letto cosa ha pubblicato Esselunga oggi sulla pagina comprata sulla Repubblica? Da non credere.  Ahimè non riesco a trovare il quotidiano qui in Orange County. Però la Repubblica online è leggibile anche da queste parti.

Repubblica ha dedicato all’evento due intere pagine nell’edizione di sabato, e due in quella di domenica. Raitre, televisione di Stato, ha dato all’ ‘agitazione’ ed alla sua causa un grande rilievo. La bieca luce nella quale è stata posta Esselunga, dipinta come azienda reazionaria, arcigna e senza scrupoli, nuoce grandemente alla sua reputazione ed alla sua immagine di azienda moderna, aperta, amica. Il danno che ne nasce a tutti i livelli, umani, del lavoro, commerciali, politici (pubbliche amministrazioni locali) è enorme.

Ciò che è enorme è invece il clima autoritario infuso in azienda negli ultimi vent’anni anni. Chiunque viva a Milano sa di storie di dipendenti di Esselunga minacciati o licenziati per dubbie ragioni. E non si tratta, non questa volta, di leggende metropolitane (via Repubblica.it e Piovono Rane).

Wall Mart ed Esselunga per me pari sono.

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Ieri avevo bisogno di un dentifricio e ho fatto un salto da Wall Mart. Che è proprio dietro l’edificio dove lavoro. Non ho potuto fare a meno di pensare ai dipendenti, che ti salutano così calorosamente, How is going today, sir? ma che in fondo hanno poco da ridere in quanto vivono una situazione di impiego estremamente rigida ed impegnativa – la catena è stata più volte criticata e denunciata da varie organizzazioni americane per le condizioni dei propri lavoratori.

Poi sono tornato in ufficio e ho letto cosa è accaduto ieri all’Esselunga di Viale Papiniano,  a Milano, dove è stato impedito ad una dipendente di andare in bagno fuori dalla propria pausa. Una dipendente con dichiarata insufficienza renale. Divieto che ha portato alla peggiore delle conseguenze. E non è finita. La stessa dipendente, dopo aver denunciato il fatto, è stata picchiata, lì dov’è impiegata. Da uno sconosciuto. Il video è esplicito. Per quanto il sottoscritto sia contrario alle critiche nei confronti dei dipendenti, che rischiano punizioni e, soprattutto, il posto di lavoro (questa azienda non scherza, dice una dipendente di spalle, nel video).

Altro che Falce e Carrello. Il signor Caprotti dovrebbe ragionare un pò sull’accaduto e riflettere sulla negata dignità dei propri dipendenti. Wall Mart ed Esselunga, per me pari sono.

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