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Results tagged “Clinton” from giusec&frienz

Should I stay or should I go.

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I giornali di oggi, qui in US, si interrogano sulle possibilità di vittoria che restano alla Clinton. E sul fatto che debba adesso seriamente riflettere sul da farsi – abbandonare o meno la campagna. In realtà mi pare di capire che la vittoria in Indiana non sia stata netta come doveva essere. E alcune città, che nelle previsioni erano date per stravinte, si sono invece rivelate una trappola. Una tra tutte Gary (al punto che Winer la definisce the town that is turning the world upside down this night).

Quella tra Clinton e Obama non è l’unica sfida. USA Today riportava ieri che il voto dei giovani under 25 (*) potrebbe rivelarsi un boomerang. I giovani democratici intervistati confermavano infatti che avrebbero votato repubblicano se il loro candidato avesse perso. Ciò potrebbe rappresentare una valanga di voti verso McCain e un pericolo per il vincitore delle primarie.

(*) secondo le statistiche, due giovani su tre votano Dem.

Voto in Pennsylvania.

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hillary_pennsylvania.gif

Obama vince il Texas?

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Leggendo i quotidiani qui in California, le cose non sembrano essere poi così chiare come appare sulla stampa nostrana (uno per tutti, il Sole, titolava: Ieri notte Hillary Clinton, ha ribaltato le sorti della corsa per la nomination democratica e ha stravinto). Difatti:

Obama could pick up a net gain of three delegates, after all the dust settles. Here’s how Dem officials say that’s possible: Clinton won the popular vote, and could pick up as many as four delegates from that; Obama appears to be winning the caucus voting on delegates, and could pick up as many as seven delegates there.
If that holds true, Obama would end up with three more Texas delegates than Clinton. But we’re staying tuned for the final results, whenever they come out.

Vabbè, qui ormai i giochi son chiusi. Obama ha vinto il Vermontino. Hillary tutto il resto. La situazione candidati però è sempre a favore del primo (1477 vs. 1391; USAToday riporta i dati più aggiornati). Sarà interessante vedere domani per chi hanno votato i latinos. Ah, dimenticavo. Qualcuno lì in Italia lo dica al Sole24h di non scrivere cazzate, che qui è mezzanotte ed è tempo di andarsene a letto.

Ieri notte Hillary Clinton, ha ribaltato le sorti della corsa per la nomination democratica e ha stravinto (…)

US Primaries results/3.

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Appena tornato da cena. I più mattutini di voi saranno già in piedi e la situazione è la seguente: Texas, Ohio e Rhode Island per Clinton; Vermont per Obama. Obama si becca 1434 candidati (prima era 1387) e la Clinton 1357 (era 1278). Il Texas (link via Google Maps Primaries) è al 76% dei voti quindi la situazione potrebbe ancora cambiare. 

US Primaries results/2.

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McCain ha ormai vinto e si gode la vittoria. La Clinton sembra vincere in Ohio e a Rhode Island. Obama vittoria netta in Vermont (lo staterello). Perde però il vantaggio in Texas, dove al momento è un pareggio. In totale, contando tutti gli stati passati dalle primarie, Obama ha un centinaio di delegati in più. E, cosa di grande rilievo a questo proposito, tra meno di dieci minuti me ne vado a cena.

US Primaries results/1.

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Mentre in Italia dormite beati, qui arrivano i primi polls e risultati (mooolto) parziali. Sembra certo che McCain abbia vinto le primarie per i Repubblicani. Sarà lui il candidato da battere. Obama è in vantaggio in Texas e Vermont (che è un microstaterello nel North East); la Clinton invece in Ohio e Rhode Island (altro microstaterello – qui è in vantaggio per un pelo). Dove trovare news e commenti in tempo reale: CNN Election Center e Daily Kos. Tanto per citarne due, chiaramente.

Il peso dei ‘latinos’.

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Ho appena visto Obama rispondere live alle domande del pubblico su C-SPAN.com, alla vigilia del voto in Ohio, Texas, Rhode Island e Vermont. Si nota chiaramente il suo focus sui latini, che rappresentano più della metà della popolazione del Texas. La situazione, ad oggi, è di 1,375 contro 1,277 delegati. A favore di Obama. I sondaggi però non danno un vincitore certo (*). Insomma, il voto degli ispanici potrebbe cambiare le sorti delle primarie. Nel frattempo la Clinton invia mass-mailing agli elettori (avete capito bene, email a tutti gli abitanti degli Stati alla vigilia del voto), attaccando Obama sulle politiche energetiche.

(*) sondaggio Texas, via Pollster.com; sondaggio Ohio, via Pollster.com.

Sui signori Clinton.

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Ieri ne parlavo con alcuni colleghi americani. Due dal Massachusetts, gli altri Californiani. Tutti democratici (o ex-repubblicani alla deriva, verso un voto di centro) e tutti, chi più chi meno, pro-Obama. E la ragione delle loro preferenze, mi si spiegava, è l’avversione per quella strana simbiosi tra i due Clinton. Meglio: la presenza del signor Clinton a supporto della moglie, considerata fuori luogo e inquietante. I due, mi dicono, hanno sempre vissuto e agito in simbiosi. Un voto per la signora significherebbe un ritorno alla situazione pre-Bush, solo con i due ruoli invertiti. Un voto per Obama significa (sperano) un tentativo di cambiamento.

Per questo tutti ritengono che la presenza del signor Clinton come supporter della moglie, infine, si rivelerà il maggiore svantaggio per la candidata. Per questo molti democratici voteranno Obama. Per questo la vittoria della signora Clinton, che inizialmente sembrava certa, adesso è messa in discussione. E lo sarà sempre più, proporzionamente alla presenza del signor Clinton sui palchi.

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