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Results tagged “Bush” from giusec&frienz

In buone mani.

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Forse non ve ne siete resi conto, ma da oggi il mondo è salvo. I membri del G20 sono in meeting a Washington, con l’obiettivo di salvarci. Dai. C’è andata bene. E chi sono, poi, i signori del G20? Chi sono, suvvia?

C’è Bush (ancora lui? ma quando si toglierà dai c…?), poi c’è la Francia, l’Australia, l’Argentina (l’Argentina? l’Argentina che ci salva dalla crisi finanziaria?), il Canada, la Cina e la Germania, l’India e l’Indonesia, il Giappone e la Corea del Sud, il Messico, la Russia, campione di stabilità finanziaria, e l’Arabia Saudita, campione di diritti umani, il Sud Africa e il Regno Unito. E poi c’è l’Italia, rappresentata da B e Tvemonti (Pauva e Spevanza). Manca la Spagna, e non vi dico quante parole si stanno spendendo su questa assenza in queste settimane sui quotidiani iberici.

E che faranno mai questi signori per salvarci dalla crisi? Eccole, le azioni immediate, quelle a medio e quelle a lungo termine. Ed è piuttosto divertente che anche B debba prendere decisioni in ambito Promoting Integrity in Financial Markets, si lui, proprio lui, che depenalizzò il falso in bilancio, per garantire i suoi (integri) porci comodi.

Dai, possiamo star tranquilli. Adesso, si. Che siamo in buone mani.

Amici.

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I’m 100 percent confident that we’ll be friends forever. B, 13 Ottobre, parlando di GWB.
Consigli gliene posso dare perché sono più anziano, lo farò quando lo abbraccerò di persona. B, ieri, parlando di Obama.

A man of vision.

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E anche oggi B, di passaggio a Washinghton DC, si è guadagnato la sua porca figura.

Berlusconi’s limousine rolled up to the White House to a drum roll and a 19-gun salute. A military band played patriotic tunes as the two leaders walked across the damp grass to review troops. The two smiled broadly as members of the Old Guard, in traditional three-cornered hats, marched before them. Bush’s greeting of good morning – in Italian – prompted chuckles from both, and Berlusconi threw his arm around his host in appreciation. Berlusconi said history will show that Bush was a great president.

Per poi concludere.

He is a man of vision, he is an idealist. He also has the courage of implementing what he believes is right.

Houston for Dummies.

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Houston (pronuncia Iùston) non è la capitale del Texas. E’ una premessa dovuta. E’ la quarta città degli Stati Uniti e la maggiore del Texas. Coi sobborghi supera i 5 milioni di anime e rappresenta la sesta area metropolitana del paese. Non ha ancora una metropolitana.

Fondata la bellezza di centosettant’anni fa, è sede oggi di tre strabilianti attrattive. Il NASA Johnson Space Center (Houston, we have a problem!), da dove si controllano tutte le spedizioni spaziali americane, e che presenta un divertente tour per turisti. Poi il SixFlags, che è una specie di grosso Acquafàn. Per finire la città sotterranea, un insieme di tunnel e passaggi costruiti per evitare di schiattare a causa del clima subtropicale della città (al momento ci sono solo trenta gradi, quindi c’è feschino). Oh, dimenticavo la quarta meraviglia: la Galleria, la più grande shopping mall dello stato.

Houston è la città dei Bush, le cui fortune da qui hanno origine, e del petrolio. L’aeroporto della città è intitolato a nonno Bush, papà dell’attuale presidente Bush e presidente a sua volta a fine anni ottanta. Come se Linate fosse rinominato Aeroporto Nonna Rosa Berlusconi.

Il Tex-Mex è strabiliante. Anche la peggiore bettola della città può competere a testa alta con il più rinomato ristorante Tex-Mex milanese. La margarita poi non ha eguali. E pure i ristoranti BBQ. La popolazione Texana è tra le più obese del pianeta.

They are allowed.

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Un anonimo commentatore statunitense mi fa notare una cosa estremamente interessante a proposito della recente concessione del Presidente B. (Bush; Berlusconi non è ancora sbarcato in US, per loro fortuna) ai cittadini americani di poter inviare cellulari ai propri parenti a Cuba. I titoli apparsi ieri sono del tipo:

Bush to let Americans send theitr cell phones to Cuban relatives, via NYT [link]
US to let Americans send cellphones to Cuba, via AP [link]

Ora, ciò che afferma il signor anonimo è la cosa seguente (i bold sono miei).

I was positively impressed by the candor of these headlines, that show nicely how the relation between Americans and our government is: we are allowed by the government to do things, even small things, like sending cell phones. We are allowed. In the land of freedom, we are “allowed”.

It’s almost funny the second one: “US to let Americans” – like if “US” and “Americans” were two different things… but actually they are: the “US” = US Government while “Americans” = the people of the US… they are obviously (from the titles), 2 different entities with different goals and aspirations.

Bush’s idea of sacrifice.

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I was reading a Washington Post story yesterday which informs us that W. gave up golf in solidarity with, and out of respect for military families during a time of war. Man, that AND a flag lapel pin? I had no choice but to do this cartoon in solidarity with, and out of respect for military families.

[via Matt Davies blog]

Come rendere reali le notizie che non lo sono.

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Il senatore McCain, candidato Repubblicano alle Presidenziali, continua a fare una leggera confusione tra sunniti e shiiti e tra Iran, Iraq e Al Qaeda. La Bush-way.

For the third time in two days, the Arizona Republican has pushed the definitively false statement that the terrorist group Al-Qaeda was getting assistance from Iran, even though he was publicly ridiculed for the same false assertion on Tuesday. This time, in a statement from his campaign honoring the fifth year anniversary of the war, McCain wrote: “Today in Iraq, America and our allies stand on the precipice of winning a major victory against radical Islamic extremism. (…) Al Qaeda and Shia extremists — with support from external powers such as Iran — are on the run but not defeated.”

Un fine oratore come Obama non poteva lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione.

Just yesterday, we heard Senator McCain confuse Sunni and Shiite, Iran and al Qaeda. Maybe that is why he voted to go to war with a country that had no al Qaeda ties. Maybe that is why he completely fails to understand that the war in Iraq has done more to embolden America’s enemies than any strategic choice that we have made in decades.

Ora, però, ripensandoci. Non è una gaffe. Non è confusione. E’ fine strategia. Bush docet. Nota infatti Daily Kos:

All recent evidence has indicated that McCain has simply internalized the central Bush lesson of his war: if the facts are against your desired policy, make up new facts and continue on your way. A sufficient percentage of the population will believe it.

Bene. E adesso veniamo al punto. Non vi vengono in mente le continue uscite di un noto personaggio nostrano? Fine strategia, signori. Questa è nient’altro che fine strategia. A sufficient percentage of the population will believe it.

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