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Results tagged “Berlusconi” from giusec&frienz

Rigetto

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Funziono a fasi. Con la politica. Con la politica e l’Italia, intendo. C’è la fase dell’attivismo. Quella dell’entusiasmo. Dell’entusiasmo e della passione. Del ragionamento. Delle certezze. Poi, quella dell’attesa. Infine, puntualmente, la fase del rigetto. Inutile dirlo, ho collezionato così tante fasi di rigetto per il partito che voto (e che continuo imperterrito a votare) e per il mio Paese, in questi ultimi vent’anni che dovrei esserne immune. Ormai.

Invece questa è la peggiore.

Non avrei mai pensato di vedere una debacle del genere. Non da vivo, almeno. Bersani e co. non sono stati capaci di capire ciò che si doveva comprendere da tempo e hanno consegnato il Paese al disastro. Perchè non c’è più scenario possibile, adesso. Inutile poi star qui a riflettere sul mistero B e sull’inspiegabile feeling che questo imbarazzante signore provoca sui miei connazionali. Perchè ho smesso di chiedermelo. Non lo capisco. Non lo capirò mai. Amen.

E avevo portato Asia e Maya a votare, ieri. Volevo far capire loro che il voto è una festa. Che la democrazia è una festa. Quanto siamo fortunati, noi Italiani, a poter votare. Ho viaggiato abbastanza per poter dire che lo siamo.

Fortunati un cazzo. Queste elezioni metteranno in ginocchio il paese, provocheranno un effetto domino in Europa. Chissà quando ci riprenderemo. Chissà se ci riprenderemo.

Ora vado a dormire. Domani non voglio leggere un giornale – uno. Sono in fase di rigetto, ricordate?

Bersani: fate un pò quello che cazzo volete, adesso. Avete appena dichiarato di aver vinto, in fondo. Incucione coi bifolchi del centro-destra? Il Celeste e tutta questa marmaglia di mentecatti? Fate pure. Avremo occasione di riparlarne.

Quando la fase di rigetto sarà terminata. Ci vorrà un pò, stavolta.

The Empire strikes back

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Svegliarsi e scoprire che Monti ha deciso di dimettersi perchè B vuole salvarsi il culo dalle leggi anticorruzione è avvilente. Anche se scontato.

Ascoltare B mentre afferma che ci hanno provato a trovare un successore, altro che se ci hanno provato, ma che alla fine è lui l’unico in grado di guidare il cdx è ancora più avvilente.

Vedere il cdx nelle sue mani, senza che nessuno abbia il coraggio di controbattere (e le primarie? e le occupazioni delle sezioni di Bologna da parte dei giovani del pdl? e le dichiarazioni di Alfano?) è ancora più avvilente.

Non resta che andare alle elezioni, col bagaglio di partecipazione e di entusiasmo democratico delle primarie. E fargli capire una volta per tutte che è ora che se ne torni a casa. Con le sue puttane e i suoi giullari. Ma a casa. E che smetta di torturare questo paese.

(Virgin Mary) Put B away!

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Ci si meraviglia tanto della sentenza alle Pussy Riot e si pensa alla Russia come un paese remoto, del terzo mondo, o forse del quarto, dove non si gode della libertà di espressione, dove la gente cammina impaurita per le strade. Li compatiamo. Ssshhh. Il nemico. Vi ascolta.

Beh. Com’è che nessuno ricorda più dell’editto bulgaro? Era l’Italia. Era il duemiladue. Era il nostro signor B. Luttazzi, Biagi e co. non furono condannati a due anni di prigione. Ma sparirono dai media. Per anni.

Vogliamo trovare le differenze?

Speaking with B

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The Atlantic pubblica una lunga intervista a B, qui. In versione integrale. I signori di the Atlantic ci vanno leggerini; considerato che il personaggio ha portato al disastro una intera nazione.

Alcuni primi effetti della fine di B

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Il primo effetto della fine del regime è che molti blog chiuderanno, tanti sono già in crisi di contenuti, Travaglio è barricato in casa da sabato, Porta a Porta ha chiuso i battenti e il sottoscritto dovrà tirar via una categoria e ridurre di un buon venti percento il numero dei suoi post – già ridotti al lumicino, ultimamente.

La Repubblica tornerà ad essere un giornaletto laziale di centro-centro-sinistra, la Stampa un giornale dal bel layout su web, e il Corriere. Il Corriere non importa, a nessuno importa più del Corriere, ormai.

Un secondo effetto è che la pagheremo cara. Pagheremo cari questi diciassette anni. La cosa più triste è che pagheranno i seguaci di B; ma anche tutti coloro che a B si sono opposti sin dall’inizio, come il sottoscritto. Ma questo è il bello della democrazia, babe.

Un terzo effetto è che finalmente smetteranno di prendermi per il culo all’estero, quando viaggio, negli uffici, alla macchinetta del caffè, a pranzo, a cena, e questa è una gran cosa, non c’è proprio che dire. Non solo, ma potrò vantarmi del fatto che Monti è Bocconiano e che io un MBA in Bocconi sono riuscito con fatica a prenderlo, e allora vuoi mettere che analogia.

Un ultimo effetto è che forse si vedrà finalmente un governo fare qualcosa a favore del Paese, da oggi in poi, per la gente che ci vive, per le famiglie che ci lavorano, per gli stranieri che ci si sono trasferiti. Per quasi vent’anni abbiamo visto solo cose fatte a favore di un unico individuo, ma il vento è cambiato, e quell’individuo è meglio che adesso pensi a come non fare la fine del suo caro amico libico.

B è finito, il tragico effetto B durerà ancora per anni, per molti anni, vediamo almeno di esserne consapevoli. Però un peso ce lo siamo tolti. Dai, che un bel peso finalmente ce lo siamo tolti.

Come fermare B

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Non ho ancora un’opinione precisa su quale sia la migliore strategia per fermare B ed evitare l’ennesimo capitolo della tragedia messa su da questo ridicolo signore negli ultimi vent’anni di storia Italiana. L’intervista a Barbara Spinelli sul Fatto mi da qualche spunto interessante e mi trova d’accordo invece su cosa non fare: esattamente ciò che il Pd sta proponendo oggi, bloccando alcuni dei candidati strategici e supportando Tremonti (Tremonti?) alla guida di un governo tecnico. Dimostrando così che, ancora una volta, non ha nulla, ma proprio nulla, da dire e che è lontano anni luce da ciò che un’opposizione matura e responsabile dovrebbe essere. La conclusione è lampante e mi spaventa: con questa opposizione e con i suoi leader non si andrà da nessuna parte e B è destinato ad aggiungere nuovi capitoli alla sua folle storia.

Gogol

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Che dire? Grazie di cuore, Gogol.

B interactive

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The Economist, noto settimanale leninista, dedica un interessante pagina interattiva al nostro B, per spiegare agli ignari lettori britannici alcuni dei principali casini giudiziari in cui il Cavalere è coinvolto.

The (false) enigma of B.

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Qualche settimana fa spiegavo perchè la duomata di marmo sui denti di B ha rappresentato la sua salvezza politica e personale – e non solo. BBC si chiede oggi come tutto ciò sia possibile. Perchè il suo consenso sia ancora alle stelle. Perchè abbia orde di fan. Nonostante tutto.

Noi lo sappiamo bene perchè. Vero, Bersani & co.?

2010 – The Year of Love

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Pochi attimi ancora e l’anno dell’odio avrà finalmente termine per dare ufficialmente inizio a – tadaaà – l’anno dell’amore, the Year of Love. B, paladino dell’amore, si è rifatto vivo oggi a Villasanta, a due passi dalla capitale dell’Impero, in una pausa della creazione della nuova love song, e ancora incredulo della botta di c..o marmorea caduta inaspettatamente sui suoi denti pochi giorni orsono. Dall’altra parte i Signori della Guerra, i reggenti del PD, si danno battaglia in Puglia e in chissà quante altre amministrazioni del Paese, condannando il partito ed i suoi elettori (io sono un ex, non contatemi più signori) ad una sconfitta seriale.

Nel frattempo Rio de Janeiro è inondata da piogge torrenziali e una vampata di terrorismo rinfuoca l’America, ma il servizio pubblico italico è straimpegnato a mandare in onda Frizzi e l’altro signore abbronzato, quello lobotomizzato, circondati dal miglior prodotto della videocrazia Berlusconiana: le veline.

2010. The Year of Love.

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