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Results tagged “Barcellona” from giusec&frienz

Gatti catalani

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Se vedete un adesivo con un gatto sulle auto a Barcellona, non illudetevi: non è amore per gli animali. Gatto = cat = Catalunya. E’ un modo per dire che si è per l’indipendenza dal paese.

The best in Barcelona

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The best in Barcelona
Originally uploaded by giusec


Non avrei dovuto farlo, per mantenere quel certo anonimato che allunga la vita delle migliori scoperte culinarie. Ma oggi sono in vena di post e ve lo dico: questo è by far il miglior ristorante provato a Barcellona. Impossibile da trovare, nascosto da una porta chiusa dietro un corridoio, sulla piazzetta che da al porto vecchio. Ma una volta scoperto…

Barcellona la triste.

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Ho trovato una Spagna molto cambiata, questa settimana. Non venivo qui da mesi. Era maggio, o giugno, non ricordo. Si respirava ancora un’aria positiva a Barcellona, come se non ci si rendesse ancora conto di cosa stava accadendo.

Adesso si, che tutti se ne sono resi conto. In un anno la Spagna ha perso più di un milione di posti di lavoro, circa ottocentomila dal comparto real-estate. Migliaia di agenzie immobiliari hanno chiuso, rimpiazzate, dove possibile, da negozi, supermercati, edicole. Il governo garantisce due anni di assistenza agli unemployed, e pertanto non tutti cercano lavoro immediatamente. Restano in attesa – un’attesa che si potrebbe prolungare più del dovuto.

L’indice di produzione industriale è crollato del 16% a Ottobre. Non ci sono segnali di ripresa. La gente è preoccupata come non lo era mai stata dal boom degli anni ottanta-novanta. Il Governo non si è reso conto – o ha fatto finta di non rendersene conto – della gravità della situazione ed ha più volte affermato che la crisi non avrebbe toccato il paese.

Barcellona resta, a mio parere, la città più bella d’Europa. E’ un pò più triste e fa finta che nulla sia accaduto, in attesa di qualche segnale di ripresa. E questo, in fondo, la rende ancora più desiderabile.

Sant Jordi (con sorpresa).

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E’ il santo della Catalunya. Barcellona è una festa di bandiere catalane, ai balconi, per strada, fuori dai negozi, sulle auto. E’ tradizione che l’uomo regali una rosa alla propria donna. La donna un libro al proprio uomo. Banchetti floreo-letterari coprono marciapiedi e incroci della città. Poi ti capita di soffermarti a un banchetto, vedere questo, sobbalzare. Ed ecco che la magia di Sant Jordi va, improvvisamente, a farsi fottere.

Enamòcciate!

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Enamocciate.

Originally uploaded by giusec


Jorge de Capadocia.

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Domani, Barcellona. Giorno speciale per la città. Email.

(…) Así que el 23 de abril la ciudad se transforma, llenándose de puestos de rosas, libros y gente, lo tienes que ver.

Poi vi racconto, eh.

Vagabonding a Barcellona.

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Dopo essere fuggiti da Valencia e dopo un giorno di incommensurabili scoperte zingare sulla Sierra spagnola (Teruel, Albarracin), lasciamo la landa Aragonese e torniamo sulla costa catalana. Direzione Barcellona. Non venivo qui da qualche mese. La città è cambiata. Sembra una piccola Dubai. C’è pure una nuova vela.

Inutile parlare di Barcellona. Siamo Italiani. E’ la nostra prima meta in Europa. Tutti sanno tutto di questa città. Dove mangiare. Dove dormire. Cibo. Tapas. Le Ramblas. La Diagonal. Questo e quello. Mi limito ad un paio di suggerimenti, validi per una zingarata low cost così come per un romantico weekend con la propria metà.

Come arrivare. ClickAir è il vettore più economico, oggi. Con 50 Euro si acquista un volo A/R. La compagnia è abbastanza puntuale. Niente di spaziotemporale, ma no scioperi o cagate Alitalia-like. Si parte dall’aeroporto dei popoli del Nord (MXP) Terminal 1 e si arriva a Barcellona Terminal B, che poi è quello più figo e coi negozietti.

Dove dormire. Imbarazzo della scelta. La catena degli Hotel H10 è nuova e low cost. Io suggerisco l’Hotel Actual, sul Paseo de Gracia, all’altezza di Casa La Pedrera. Una doppia costa 79 Euro + IVA. Nuovo di zecca, minimal, pulito e (per i più trendy) radical-chic.

Cibo. Vabbè, qui c’è lo straimbarazzo della strascelta. Che dire. Scegliete un tapas bar nel barrio gotico o un ristorantino alla Barceloneta. Per i radical-chic con tendenze thai-minimal-zen: il CDLC, sulla spiaggia.

Aperitivi e tapas. Andate al Born, il quartiere che da cinque anni offre i migliori locali. Una sorta di Isola, insomma. Il più famoso è El Xampanyet, in calle Montcada, qui e qui (foto, via Flickr). Ma la via e il quartiere pullulano di posti dove sederci e bere una caña.

Altri post su Barcellona.
- Madrid y Barcelona. El niño grande y el niño pequeño. Marzo 2005. Link.
- La nuova Barcellona. Ottobre 2005. Link.
- Pasta Mundial. Ottobre 2005. Link.
- I segni del declino. Febbraio 2007. Link.

Fotoset.
- Gecozingarata. Gennaio 2009. Link.
- Barcellona. Ottobre 2006. Link.
- New Barcellona, Ottobre 2005. Link.

Zingarata 2009, il percorso.

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Eccolo. Valencia-Teruel-Albarracin-Alcaniz-Tarragona-Barcellona. Via Google Map.

Cosa?

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Cosa?

Originally uploaded by giusec

Questa non è frutto del Fotosciòp, ma è stata scattata sulla Sierra spagnola, nel mezzo del nulla, tra Aragona e Catalogna, a circa cento chilometri da Zaragoza e a duecento da Barcellona. E, visto che ci siamo, il fotoset (pubblico) della zingarata è qui. I particolari presto su questi schermi. Quando, ancora, non si sa.

Madrid ladrona.

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Barcellona. Dall’aeroporto prendo il treno che mi porta direttamente in centro, al Paseo de Gracia. Mi danno un biglietto gratuito. Sono solo cinque stazioni ma ci si mette un’ora ad arrivare. Mi viene in mente il Malpensa Express. Tale e quale. Poi arrivo. Mi guardano come se avessi fatto chissà che. Mi dicono che ho coraggio da vendere. A prendere un treno Renfe. E’ stato un atto eroico, mi dicono. Non capisco e lascio cadere lì la cosa.

Qualche ora dopo tutto è chiaro. Leggo La Vanguardia e capisco. La situazione ferroviaria e dei trasporti in Catalogna è un disastro. Ritardi, guasti, treni fermi. Non essendo in grado di assicurare un servizio decente, Renfe si è fermata per due mesi. Oggi ha ripreso i servizi e offre da settimane biglietti gratuiti. Ecco perchè ho avuto coraggio, inconsapevolmente, a prendere un treno per andare in città.

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