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Results tagged “Aeroporti” from giusec&frienz

Survival shopping

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BR, Opening
Originally uploaded by giusec

Nota. Se il post precedente mi ha fatto perdere il 50% dei miei 6 lettori (familiari inclusi), questo completerà l’opera, azzerandoli.

Come per tutti i blogger autistico-snob-antisocial, anche per il sottoscritto lo shopping, assieme alle partite di calcio, alle lettere dei dirigenti PD, la messa domenicale e al bar sottocasa frequentato inspiegabilmente da pidiellini, è una pratica da evitare, drasticamente cancellata dal proprio dizionario e dai propri impegni culturali (cinema, Shrek 3D) e intellettuali (majorship di Linate, sono a pochi giorni dalla vittoria). Riabilitato però di tanto in tanto, per ragioni di sopravvivenza – quando i jeans sono a brandelli e assumono fattezze di tendenza accomunando pericolosamente il sottoscritto alle schiere di teenagers che inondano i centri cittadini durante i fine settimana.

Il fatto è che si cerca di minimizzare i tempi di acquisto, per potersi occupare d’altro (il blog o il lavoro, ufficialmente), o semplicemente per evitare che l’esperienza di acquisto sia così appagante, ma talmente appagante da generare gravissime ripercussioni sulle convinzioni etiche del sottoscritto. Così si acquistano sempre e soltanto le stesse cose, stessi colori, stessi numeri, stesse marche (esempi: Levis 501 32-30; Clarks desert boot testa di moro 7 1/2) – e le novità sono viste come un attentato alla propria libertà di scelta da parte delle odiate multinazionali dell’abbigliamento. Il tempo medio di acquisto si riduce alla fila in cassa; il tempo decisionale è praticamente azzerato. Di seguito una mappa delle marche preferite dal sottoscritto, e dei luogi del mio survival shopping. Da notare: non compro abbigliamento online. Troppo geek, anche per uno come me.

Scarpe. Decisamente Clarks, nessun’altra marca è ammessa. Tra i modelli, il desert boot è sempre in voga, stesso colore (testa di moro), stessa misura, ormai da circa vent’anni. Negozi preferiti: Aeroporti, Milano Vittorio Emanuele, Londra Victoria, Barcellona Paseo de Gracia, e dovunque si trovi un negozio monomarca (quelli in US costano il 20% in meno; ma hanno modelli da americani, appunto, con misure sgraziate o con colori e materiali da camionisti del Wyoming – che vanno bene per un manager di Dallas; ma non per un blogger leftist mitteleuropeo).

Jeans. Naturalmente Levis (livais) 501. A Milano costano €110, in US circa $36. Capirete dunque dove li acquisto. A Ottobre sarò a Orlando, si accettano prenotazioni.

Camicie. Boggi. Stesso modello. Button-down. Stesso colore. La figata di Boggi è che è a Malpensa e Linate e quindi permette shopping istantaneo prima delle partenza, nei tempi morti altrimenti dedicati a guardare in faccia i managers incravattati pronti a partire per le destinazioni più trendy (Birmingham, Varsavia, Riga).

Pantaloni. Banana Republic. Linee di sapore vagamente europeo per una marca al 100% americana – che si fa pagare un premium price solo per il suo sapore vecchio mondo. Il fatto è che BR esiste solo in US e in alcune capitali Europee (dove i prezzi sono circa doppi). Se poi si aggiungono circa $2000 per un volo oltreoceano, si comprende quando minime siano le occasioni d’acquisto. Ecco perchè i miei pantaloni risalgono, in media, alla metà degli anni novanta. Ora, quando l’altro giorno ho visto che BR aprirà un negozio monomarca a Milano (foto) a Dicembre m’è letteralmente preso un colpo; e ho fotografato il luogo dove il negozio sorgerà, a due passi da quello che Maya chiama, chissà poi perchè, il Castello Bianco (il Duomo).

Giacche e maglioni. Vedi sopra.

Cappelli. Borsalino. Non c’è altro negozio di cappelli sul pianeta come Borsalino. Il fatto è che ci sono solo un paio di negozi Borsalino nel sistema solare e questo non facilita certo l’esperienza di acquisto.

Tutto il resto. Rigorosamente in aeroporto. Cinture, orologi, whiskey (non si indossa, ma fa comodo averlo a casa), cravatte, sciarpe (fighissime quelle dell’aeroporto di Francoforte), t-shirt (belle all’aeroporto di Copenhagen), roba elettronica (Amsterdam è indiscutibilmente il migliore) e così via.

C’è del marcio in Norvegia.

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Voi credete che in Norvegia non capiti mai nulla, eppure è in atto uno dei più grandi scioperi della storia moderna del paese (undici aeroporti chiusi a oltranza).

AirOne vuo’ fà l’americana.

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A partire da metà giugno, AirOne inaugurerà due nuovi voli (i suoi primi) transatlantici: da MXP per Boston e Chicago (e viceversa, naturalmente), in codesharing con United. Cinque volte alla settimana. Olè.

Privately held Italian carrier Air One
will announce this afternoon its first flights between the USA and
Italy. The carrier will begin service between Milan and both Boston and
Chicago O’Hare. Boston service begins June 14. Air One will operate
five weekly flights on that route, flying every day except on Tuesdays
and Thursdays. On June 21, Air One will begin service to O’Hare, flying
the Chicago-Milan route every day except Wednesday. The carrier will
use Airbus A330-200 jets with 38 seats in business class and 201 in
coach.

Trade your time with wifi.

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In una trentina di aeroporti, tra US (esempio: Atlanta), UK e Canada, l’operatore wifi Boingo regala 15 minuti di connessione gratuita via iPod, a chi accetta di assistere a 15 secondi di pubblicità.

Piesse. In realtà se si ha accesso alle lounge Delta-Alitalia o Lufthansa c’è wifi gratuito, senza doversi sorbire nessun adv.

Roba per chi vive tra i Terminal.

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FlightStats è un servizio per chi passa metà della propria vita tra i Terminal. Ma anche per chi vola una volta ogni vent’anni ed è terrorizzato da quei mostri – gli aeroporti. FlightStats da la situazione in tempo reale del congestionamento degli aeroporti del globo. E’ smart-enough e si posiziona sulla tua country di appartenenza con la sua mappa iniziale.

Il concetto è quello del delay index. Zero significa che tutto fila liscio, che non ci sono ritardi e che diovolendo prenderai il tuo volo senza trauma alcuno. Cinque vuol dire che c’è in atto una guerra planetaria o che T5 Heathrow è stato aperto al pubblico o che AA ha deciso di ispezionare tutta la flotta in un giorno (oggi).

Al momento in cui scrivo il delay index è il seguente.

  • MXP è very low (0)
  • LIN è very high incasinato (4.05). il maltempo?
  • Heathrow è low (1)
  • Atlanta è low (1)
  • Mombai è moderatamente incasinato (3.18)

Insomma, il peggio che vi possa capitare, oggi, è partire da LIN con destinazione Mombai. Piuttosto, statevene a letto, tra le coperte. O andate a Islamabad, che al momento mostra un rassicurante very low.

Day 5 at T5.

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Anche oggi, a London Heathrow Terminal 5, si replica.

British Airways Plc canceled 54 flights at London Heathrow airport’s new Terminal 5 today as it worked through a backlog of about 20,000 pieces of stranded luggage on the fifth day of disruptions.

E non dite che non lo avevo scritto.

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Il terminal T5 di Heathrow, il terminal più tecnologico, sfavillante, connesso, futuristico, spaziotemporale, all’avanguardia del mondo, va a put… rotoli il giorno dell’inaugurazione. E pure il giorno successivo.

It’s being hailed as a national shame that puts London’s ability to host the next Olympics into doubt. Heathrow’s Terminal 5, which was inaugurated by Queen Elizabeth, a highly unusual event, opened yesterday amidst huge fanfare and months of hype and celebratory build-up. It’s turned into a nightmare disaster of chaos and incompetence, leaving over 11,000 passengers affected, and many stranded and angry.

BCV #3.

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Che è il BCV? Dicesi BCV il Bollettino Casini per i Viaggiatori (il bicivì, per gli amici). Quel tool che migliora la vostra produttività, fornendo informazioni in tempo reale sui casini in cui tutti voi
potreste imbattervi, viaggiando: scioperi, ritardi,
battaglie aeree, tempeste di neve, navi in fiamme al largo dei bastioni
di Orione, raggi beta alle porte di Tanhauser.

Questo è il bicivì #3.

Aerei.

  • 28 Marzo. Scioperone personalone ENAV. 4 Ore: Dalle 12 alle 16
  • 28 Marzo. Scioperino personalino ENAV Brindisi. 4 Ore: Dalle 10 alle 14
  • 7 Aprile. Sciopero personale Alitalia. 4 Ore: Dalle 10 alle 14

Treni e altro.

  • in Italia tutto tranquillo (i ritardi sono la norma e non vengono presi in considerazione)

Al prossimo bicivì.

Top 10 Most Dangerous Airports in the World.

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Dopo i dieci migliori e i dieci peggiori aeroporti del mondo, ecco i dieci più pericolosi (in video il vecchio Kai Tak airport di Hong Kong).

The Word’s Worst Airports.

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Dopo la lista dei migliori aeroporti del mondo, ecco quella dei peggiori. E guarda guarda, un Italiano risplende (vorrei subito tranquillizzare i fan dello scalo varesino: no, non è la nostra cara MXP).

If you’re flying to Rome, try to get a flight to Fiumicino, because Ciampino is a nightmare. Not only is it old and decrepid, but there’s no train link out there – only a few not-particularly-punctual buses. Or you could opt for a 40 euro cab fare. You can fight the other EasyJet passengers for that.

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