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Alitalia side story.

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Quest'estate volerò AirOne. La compagnia mi ispira fiducia zero. Ma le miglia Lufthansa dettano legge. Alitalia, abbandonata ormai da mesi. Sono rimaste dodicimila miglia sul conto. Tutte provenienti dalla carta Amex-Alitalia. A Dicembre passerò dallo status di Freccia Alata a quello di semplice viaggiatore nazionalpopolare.

Alitalia ha avuto una speranza, nel Marzo del duemilaotto. AirFrance garantiva un piano industriale. Duemila esuberi. Ammortizzatori per i dipendenti. Pensionamenti o outplacement. I francesi si sarebbe accollati i debiti. Il passaggio sarebbe stato indolore, per i contribuenti italiani. La compagnia avrebbe mantenuto lo stesso brand. Le cose sono andate diversamente.

La norma salva-sindacati.

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Non so bene ancora cosa pensare sulla norma anti-precari, seppure non mi sorprenderebbe una norma in tal senso, ricordando le parole pronunciate da B. prima delle elezioni di Aprile. Epperò bisogna essere cauti. Che nonostante in Italia ci siano cinquanta milioni di esperti di faccende lavorative, ad oggi non ho ancora visto uno straccio di seria analisi del caso.

Il Sole24Ore (quindi: la Confindustria) afferma ad esempio.

Le tutele contro i casi di abuso del contratto a termine ossia contro l'eccesso di reiterazioni sono rimaste immutate. Pertanto, nel caso in cui si superi il limite massimo dei 36 mesi, tra proroghe e rinnovi, la sanzione rimane quella della conversione del rapporto a tempo indeterminato. La stessa cosa accade laddove il rapporto si protragga oltre il termine inizialmente fissato». Dunque, sottolinea Confindustria, non c'è alcuna violazione della volontà delle parti che hanno sottoscritto il patto sul Welfare del luglio 2007, proprio perché non vengono messe in discussione le tutele fondamentali contro ogni impropria reiterazione nell'utilizzo del contratto a termine. Le novità riguardano «soltanto il caso in cui la causale che giustifica l'apposizione del termine al contratto risulti impropriamente indicata (ad esempio, sia stata impropriamente indicata la ragione sostitutiva) ovvero il caso in cui la proroga del contratto non rispetti pienamente i presupposti di legge (ad esempio le "ragioni oggettive" che consentono di prorogare il contratto). In tali casi le nuove disposizioni prevedono che, per i giudizi in corso, al lavoratore venga erogata un'indennità economica». La misura dell'indennità è la stessa che la legge già stabilisce per i casi di licenziamento illegittimo nelle imprese fino a 15 dipendenti. In sostanza si tratta di casi in cui si configura più un errore di procedura che un uso improprio del contratto a termine.
Il dubbio dovrebbe assalire, a questo punto. Norma anti-precari o subdolo tentativo dei sindacati di cavalcare la protesta e farsi belli dopo il gran casino (e la seguente perdita di consensi) combinato con Alitalia?

Waiting for Mr. Obama.

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Obama vola in Europa. Parigi, Berlino, Londra, e poi Medio Oriente. Italia? Why Italia? Il che è interessante, considerato che: il PD si chiama piddì non perchè suoni bene (o forse si, tenuto conto delle capacità creative dei suoi leader), ma per un presunto legame ideologico tra la creatura di Uòlter e il più famoso Democratic Party. Per non parlare poi dei circoli Obama sparsi per lo stivale. Insomma, Obama ci dimentica. Un vero e proprio smacco.

Come se il sottoscritto, pur venendo a conoscenza di un partito Confraterita del Geco Party in Lituania e di una serie di circoli Giusec in giro per il paese, snobasse la nazione Baltica per puntare, chessò io, sull'Islanda.

E non basta dire: Obama non viene a trovarci perchè altrimenti dovrebbe incontrare quello stronzo di B. No. Completiamo la frase: Obama non viene a trovarci perchè 1) dovrebbe incontrare quello stronzo di B. e 2) il PD oggi che ci sia o meno non sposta una virgola nelle strategie mondiali e nella visione ideologica del signor Barack.
Comunicazione. Una delle migliori di tattiche, quando si è poveri di strategie, è assicurarsi una comunicazione vincente. Il neogoverno B3 ne è l'esempio. E, credetemi, non è il solito post in cui cercherò di convincervi di quanto il signor B sia un furfante. Al contrario, è mio aperto obiettivo quello di magnificare l'opera di comunicazione del governo B3.

Mercoledì. I ministri si riuniscono. A Napoli. Mossa A. Neppure una giornata e poi le prime decisioni. Mossa B. Converrete che A+B da sole rappresentino una tattica geniale e vincente, a prescindere dai contenuti e dalle decisioni prese, che sono si importanti, ma non rappresentano qui il fulcro della discussione. Dove si manifesta oggi il maggior disagio nel Paese? Napoli. Ci si riunisce a Napoli (mossa A). Non Roma o Milano o Torino o Verona. Napoli. Che si aspetta la gente dalla riunione? Decisioni. Ed eccole le decisioni (mossa B): non importa che cazzo si sia deciso. Si sono prese delle decisioni e questo è ciò che importa (e si sbandierano ai quattro venti).

Veniamo alle decisioni prese. E al modo in cui sono state presentate. Qui la comunicazione segue tre principi: 1) prendere decisioni popolari; che potranno avere un impatto minimo e discutibile sulla visione economica futura del paese, ma che hanno un impatto immediato e dirompente sull'opinione pubblica; 2) all'interno della stessa decisione, comunicare sempre il lato positivo, tacere sul negativo; 3) approfittare del consenso sulle decisioni popolari per far passare inosservate altre decisioni.
Non so a voi, ma il titolo dell'ultima email appena ricevuta da Freccia Alata mi mette addosso un'infinita malinconia.

Abbiamo sbagliato tutto.

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Il circolo online del PD, al quale sono ero iscritto, mi ha inviato un'email per avvertirmi che le elezioni di coordinamento sono alle porte. Io ho risposto. Così.

Sinistra da bere.

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Carlo sintetizza, con questo post, ciò che anche il sottoscritto pensa della nostra Sinistra da bere. Abbiamo fatto un primo passo, prima delle elezioni, liberandoci da alcuni vecchi retaggi (vedasi: personaggi e strutture) del passato. Adesso facciamo il secondo. Liberiamoci da quelli del presente.

Per quanto.

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Per quanto stupide e insulse siano le sue battaglie, per quanto discutibili le sue amicizie degli ultimi anni (BettinoC e SilvioB tra tutti), per quanto folle l'idea di presentarsi alle elezioni con una lista No Aborto, per quanto anacronistico sia ciò che esce dalle sue labbra, per quanto imbarazzante la sua presenza nel panorama politico (e giornalistico) Italiano, per quanto, per quanto, per quanto. Per quanto tutto questo, non possiamo però dire che Giuliano Ferrara non sia capace di autoironia. Basti dare un'occhiata alla testata del Foglio online di oggi. Quotidiano, ricordiamo, in vita grazie ai nostri (involontari) contributi.
E così ci risiamo. Il signor Berlusconi ha ripreso la sua strategia di sempre. Lancia il sasso, poi ritira il braccio. La cordata c'è e ci sono anche i miei figli. Non ho mai detto che i miei figli rientrino nella cordata, sono stato interpretato male. Così infatti ha annunciato ieri:

Ma nemmeno per sogno. Rispondendo ad una domanda ho detto, da imprenditore, se qualcuno dicesse "date una mano...". Adesso dico assolutamente no, perchè visto che hanno approfittato tirando in ballo addirittura il conflitto di interessi ora vieterei ai miei figli di partecipare in qualunque modo per la strumentalizzazione che la sinistra ha fatto.
Riepilogando: la cordata forse c'è, anzi sicuramente c'è, c'è pure una grande banca (ultim'ora: Mediobanca e Intesa-SanPaolo negano l'interesse e l'ingresso nel capitale Alitalia), ma i figli non ci son più. Stupefacente? No, no. Dieci anni fa, forse. Il signor SilvioB. ci ha ormai abituato a questa tattica.

Umberto Eco, in una sua bustina del 2003 e poi su Micromega nel 2005 la definisce la tecnica del venditore. Eco diceva, a suo tempo.

Egli deve vendere consenso, ma non parla a tu per tu coi propri clienti (...). Deve fare i conti con l'opinione pubblica anche straniera e con i media (che non sono ancora tutti suoi), e ha scoperto il modo di volgere le critiche di questi soggetti a proprio favore. Pertanto deve fare promesse che, buone, cattive o neutre che appaiano ai suoi sostenitori, si presentino agli occhi dei critici come una provocazione. E deve produrre una provocazione al giorno, tanto meglio se inconcepibile e inaccettabile. Questo gli consente di occupare le prime pagine e le notizie di apertura dei media e di essere sempre al centro dell'attenzione. In secondo luogo la provocazione deve essere tale che le opposizioni non possano non raccoglierla, e siano obbligate a reagire con energia. Riuscire a produrre ogni giorno una reazione sdegnata delle opposizioni (...) permette a Berlusconi di mostrare al proprio elettorato che egli è vittima di una persecuzione.
Insomma, la solita tecnica. Alla quale il Signor B ci ha abituato da una decina d'anni. Rispolverata per le elezioni 2008.

Le vittorie degli altri.

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I recenti sucessi del PSOE, a due passi da noi, e di Obama, dall'altra parte dell'Oceano, stanno provocando una passione (da me) inaspettata tra i blogger e gli ambienti di centro-sinistra del nostro paese. Una passione preoccupante. Post dopo post. Quanto è sincera? E' un modo per prepararsi al peggio? Festeggiamo adesso perchè sappiamo di non aver più nulla da festeggiare tra poco più di un mese? Io resto in silenzio. Tra due giorni sarò a Barcellona e allora avrò tempo di ragionare sui risultati spagnoli. Per il momento non festeggio. Non ho niente da festeggiare. Questi post, questa passione, questa gioia, semplicemente mi preoccupano.
Ieri avevo bisogno di un dentifricio e ho fatto un salto da Wall Mart. Che è proprio dietro l'edificio dove lavoro. Non ho potuto fare a meno di pensare ai dipendenti, che ti salutano così calorosamente, How is going today, sir? ma che in fondo hanno poco da ridere in quanto vivono una situazione di impiego estremamente rigida ed impegnativa - la catena è stata più volte criticata e denunciata da varie organizzazioni americane per le condizioni dei propri lavoratori.

Poi sono tornato in ufficio e ho letto cosa è accaduto ieri all'Esselunga di Viale Papiniano,  a Milano, dove è stato impedito ad una dipendente di andare in bagno fuori dalla propria pausa. Una dipendente con dichiarata insufficienza renale. Divieto che ha portato alla peggiore delle conseguenze. E non è finita. La stessa dipendente, dopo aver denunciato il fatto, è stata picchiata, lì dov'è impiegata. Da uno sconosciuto. Il video è esplicito. Per quanto il sottoscritto sia contrario alle critiche nei confronti dei dipendenti, che rischiano punizioni e, soprattutto, il posto di lavoro (questa azienda non scherza, dice una dipendente di spalle, nel video).

Altro che Falce e Carrello. Il signor Caprotti dovrebbe ragionare un pò sull'accaduto e riflettere sulla negata dignità dei propri dipendenti. Wall Mart ed Esselunga, per me pari sono.

La caduta di MXP.

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Il signor Roberto Formigoni si mostra spesso in televisione, ultimamente. MXP qui, Malpensa là. Il motore della regione, il futuro dello sviluppo lombardo, il depotenziamento dello scalo varesino (appunto, varesino, non internazionale), l'hub del Nord. Il signor Roberto Formigoni si mostra spesso in tivvù, in questi giorni, e non per Malpensa. Ci sono rumors di una sua candidatura a Roma, e allora fa comodo cavalcare il malumore della sua gente e mostrarsi paladino in difesa di MXP (accanto ai, più sinceri, leghisti).

In realtà al signor Formigoni di Malpensa non importa un'acca. Se solo fosse stata nei suoi pensieri non avrebbe permesso l'isolamento totale dell'hub. Che ad oggi conta, per la connessione a Milano centro: un trenino che Dio solo sa perchè si chiami Express, un paio di bus che vorrebbero tanto arrivare in Centrale e che invece si fermano sistematicamente tra Busto e Legnano annegati negli ingorghi dell'A8, e un'autostradina che tocca si Milano, ma che si guarda bene dall'arrivare in altre città cruciali del nord - Torino, Genova. Se MXP fosse stata nei suoi pensieri non avrebbe permesso il potenziamento di Linate, ma ne avrebbe operato una diversificazione. Se solo fosse stata nei suoi pensieri l'avrebbe difesa con un pò di impegno anni fa - e non a due mesi dalle elezioni.

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