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Recently in Milano, mon amour Category

Incontri MBA SDA Bocconi

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Hey, per chi fosse interessato: domani (cioè sabato, cioè oggi, visto che è già l'una del mattino) sarò agli Incontri MBA di SDA Bocconi al Palazzo delle Stelline alla sede SDA in via Bocconi a Milano. In particolar modo farò un salto come testimonial alla presentazione dell'Executive MBA. Dalle 12.30 alle 13.45.

Se ci siete fate un fischio.

Remember, this is not NYC.

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Monocle rivisita la storica eredità lasciata dall'Economist (*) sulla business etiquette dei maggiori centri finanziari del pianeta. Lo fa sul proprio canale, 25/25. Aggiungendo venticinque luoghi di relax. E così Milano si riduce a.

  1. Milan is not Rome. Show up on time to appointments.
  2. Whenever possible, use Linate airport for arrivals/departures.
  3. Outfits matter, so skip the Friday casual look.
  4. Get rid of jet lag at the Culti day spa. culti.it
  5. Hail a taxi by phone on + 39 02 85 85 (remember, this is not NYC).
(*) e trasformatasi ormai in questo.

Tette vs. tacchi.

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La differenza tra Copenhagen e Milano, oggi, sta tutta qui: tette (e altro) nella capitale danese, tacchi a casa nostra.
Telecom Italia annuncia trionfante a Milano una sperimentazione fantascientifica: la fibra ottica. Anzi, la Phibra. Alice Phibra. Il futuro è alle porte.

In anteprima assoluta per i clienti di Milano residenti negli stabili già raggiunti dalla nuova tecnologia, Telecom Italia offre la possibilità di partecipare gratuitamente e senza alcun impegno alla sperimentazione dei nuovi servizi a larghissima banda.
Tutto questo (in anteprima assoluto!) dieci anni dopo la nascita di e.Biscom e l'istallazione delle prime fibre in città da parte di FastWeb (era il settembre 1999).

Phibra. Spherimenta il phuturo. Che phigo.

Colors.

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Questa è bellissima (per i Milanesi).

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E' noto che il cervello umano nota prima il colore che le parole.
(via chiaraprotesta)

Kebab e decoro.

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Di rientro da Barcellona, leggo gli articoli, i post e i commenti sulla storia del decreto anti-kebab promosso dalla Regione Lombardia. Difficile da commentare, questa storia, in quanto incomprensibili sono le argomentazioni. Leggo.

Sono troppi, più di 350 nella sola Milano
E pure.

Smentiamo che d' ora in poi sarà vietato, ad esempio, il consumo di un gelato sul marciapiede - spiegano i presentatori della legge Carlo Saffioti (Pdl) e Daniele Belotti (Lega) - è vietato non il consumo all' esterno del locale, ma l' installazione di arredi atti a permetterne il consumo.
E' roba che si commenta da sola. Se sono tanti, i negozi di kebab, e perchè la gente compra. Le minoranze straniere arricchiscono la città, e non solo dal punto di vista materiale. E poi, da quando decoro è sinonimo di divieti?

Vabbeh, preparo la valigia per la Germania. Dove, lo sapete, ci sono più kebab turchi che ristoranti tedeschi. Lì non li vietano, però. E non si rischiano multe, a mangiare un gelato (italiano) di fronte ai locali. Facendo due chiacchiere sui marciapiedi. E pensando a come stia diventando triste, Milano. 
Dopo un'astinenza di un paio di mesi, ieri sono tornato in centro. Col metrò. Lo prendo a San Donato. L'ATM ha riempito la stazione di cartelli "Potenziamento linee Milano Nord". Ma San Donato è a Milano Sud. Sud-Est, per essere precisi. E allora non mi è ben chiaro il messaggio che l'ATM vuole veicolare. Vuole forse dirmi che vista da Lodi San Donato è Nord? Prendo il biglietto ed entro, ragionandoci su.

Il telefonino non prende. Normale direte voi. Un bel cazzo, direbbe un educato viaggiatore svedese abituato a farsi in treno il ponte che da Malmo lo porta a Copenhagen. Ponte sotterraneo per tre quarti ma totalmente coperto dal segnale GSM-GPRS-quelchelè. E pure dal wi-fi.

Il cartelletto digitale sulla banchina indica che la tratta Gobba-capolinea è chiusa per manutenzione. Bene, penso, e non potevate scriverlo all'ingresso così la gente evita di prendere il biglietto e scendere giù?

Passo dalla gialla alla rossa e vedo i nuovi (nuovi?) treni a righine rosse - una scelta ragionata, immagino. Forse ragionata dallo stesso designer che ha pensato di sostituire i pavimenti gommosi neri con quelli bianchi cesso-like. Progetto rinnovo stazioni, lo chiamano.
Perchè Milano è pur sempre la capitale del design. Non dimentichiamolo.
Scrivere una Guida del Geco Rosso (le uniche guide che riportano un solo ristorante per città!) su Milano non è certo compito semplice. Primo, perchè a Milano ci vivo, da circa vent'anni. Giorno più, giorno meno. Secondo perchè Milano è in Italia (si, è così, fatevene una ragione), patria del cibo più acclamato del pianeta. Terzo perchè, checchè ne dicano gli amici della Lega, è la città più straniera del paese (nel senso di città multirazziale eccetera), e offre un portafoglio insuperato di opportunità culinarie internazionali.

Ma le Guide del Geco Rosso parlano chiaro: un ristorante per città. Uno soltanto. E il ristorante scelto per Milano è l'Osteria Grand Hotel Pub di via Sforza 75. Che Hotel non è. Neppure Pub. E neppure grande, in realtà. Sebbene raddoppi in estate con una veranda all'aperto, tra campi di bocce e vecchie case di ringhiera.

Al GHP mi sento a casa. L'atmosfera è da cena a casa di amici. Qui ci ho fatto decine di degustazioni e ho mosso i primi passi verso una disastrosa e mai nata carriera di sommelier. Fabrizio è un pò burbero, lo ammetto, però i suoi consigli su vini e accostamenti sono geniali; il GHP offre una delle migliori cantine di Milano e una scelta di formaggi unica in città.

Il GHP è uno dei pochi ristoranti sul pianeta senza un sito web. Ma glielo si può perdonare. Andate a cercare qualche recensione in giro per il web, o sullo Slow Food o sul giornaletto locale del Corriere.

Dimenticavo: si paga in media sui 45-50 a testa vini inclusi. Pure: il GHP è da sempre luogo di punta dello Slow Food di Milano.

Sullo stesso argomento:
- Le Guide del Geco Rosso, link
- Le Guide del Geco Rosso: Londra, link

Prossime uscite?
- Le Guide del Geco Rosso: Barcellona
- Le Guide del Geco Rosso: da qualche parte in Asia

Segway 2, il ritorno.

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Tempo fa, un post di un paio di righe sui tour Segway a Milano. Con una velata nota polemica sul prezzo e sulla sicurezza del mezzo, in una città come l'agglomerato.

Claudio Coppi, titolare di Italy Segway Tours, commenta il post, aggiungendo qualche valido dettaglio. Io rispondo con dei chiarimenti e con le mie considerazioni.

Il tutto, qui.

Anche le porte non se la passano bene.
Originally uploaded by giusec

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Scattata naturalmente a Milano, in Rinascente, all'ultimo piano, quello trendy e fighissimo coi ristorantini glamour per chi la crisi non sa neppure cosa sia.

Milan Segway.

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I siti per prenotarsi un bel segway tour a Milano, qui, qui e qui. Costo novanta a testa, ma vuoi mettere farsi stirare dal traffico coi cosi a due ruote.

Cibo.

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Ah, per la cronaca. L'altro ieri la Confraternita si è incontratta alla Trattoria Mirta, in zona Casoretto. A Milano. E' una novità della bibbia SlowFood del 2009. Non è per niente male. Sui 40-45 €. Vini inclusi e dessert incluso e caffè incluso e amaro incluso. I padroni gentilissimi e cordiali. L'unica cosa che mi ha un pò infastidito era la luce. Troppa. E bianca. Io sono un fan delle luci calde e diffuse. Non buio, eh. Stile GHP, per capirci.

Trattoria Mirta.
Piazza San Materno 12, zona Casoretto-Teodosio, Milano.
02 911 80 416.

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