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ENEL mi scrive - una lettera, cartacea, via posta - in cui mi si spiega che, in base alla liberalizzazione del mercato dell'energia, dovrà comunicare, fino al dicembre 2010 (?), i miei dati agli altri fornitori di energia elettrica in Italia. Per poter fermare la comunicazione di tali dati posso sempre contattare ENEL. Bene. Come.

Via email. No. Web. No. Weblog. No, figuriamoci. Telefono. Neppure. Fax. No, dai.

Posso contattare ENEL scrivendo una lettera (a penna, credo, a questo punto) e inviandola alla Casella Postale 5555, 85100 Potenza. Lascio perdere, chiaramente.

Che poi è anche il segno visibile di come le rivoluzioni dei media e della comunicazione avvenute negli ultimi quindici anni non abbiano minimamente sfiorato la suddetta ENEL ed il proprio management.

Crukkomarketing.

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Sono davvero curioso di sapere se il Direttore Marketing di MediaWorld (fuori dall'Italia MediaMarkt) deciderà di riutilizzare i propri spot anti-italiani anche qui nel Belpaese (video1, video2, video3, video4).
E allora andiamo un pò a vedere che ha da raccontarci Kotler, marketing guru del secolo passato, ormai quasi ottantenne, il 17 giugno, al Poli-Bovisa. Sulla necessità di rivedere i processi di marketing e comunicazione a fronte di cambiamenti socioculturali che implicano un ripensamento delle tecniche e dei linguaggi (madonna, sembra un titolo alla D'Alema, che ieri ha speso una ventina di righe per dire: Walter, me ne vò). Qui l'agenda. E qui l'iscrizione.
Se ciò di cui avete davvero bisogno è un contatto umano - quando siete incazzati neri e avete bisogno di un customer service che funzioni, non una segreteria-robot telefonica - allora gethuman.com è il sito che fa per voi.

The basic reason is that it is costing the enterprises more when they do this. The only reason that enterprises make it difficult for a caller to reach a customer service representative (CSR) is that they believe that this is saving them money. It turns out they are wrong on this.
I numeri di telefono sono nordamericani. Ma se ve la cavate con la lingua e se avete qualche centesimo su SkypeOut, il tutto vi tornerà utile. (C'è pure Alitalia, by the way).

Ci amano.

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Guardate il nuovo logo di Flickr. Prima un log-in. Poi il logo. Flickr Loves You. Ci ama. Immaginiamo adesso alcune aziende Italiane.

  • Telecom Italia Loves You
  • Poste Italiane Loves You
  • Ferrovie dello Stato Loves You
  • Fininvest Loves You
Vabbè. Lasciamo perdere.

Persistent Marketing.

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Da circa sei anni, ossia da quando mi venne in mente l'idea di tornare a studiare per un MBA (cosa poi conclusasi in un modo più o meno dignitoso con un master in Bocconi) la Hult International Business School mi scrive, con cadenza mensile, per invitarmi ad esplorare i suoi programmi, ad iscrivermi ad uno dei suoi MBA, a visitare una delle sue (nuove!) sedi internazionali.

Ammiro la loro persistenza. Ma ormai ho quasi quarant'anni e forse sarei più adatto ad un corso post-master o una cosa per non più ragazzini, insomma ci siam capiti. Ho deciso però di non cancellare la mia registrazione e di continuare a ricevere gli inviti, perchè sono curioso di sapere, diciamo così, fin dove i signori di Hult vogliono arrivare.

Potrebbero invitarmi tra vent'anni ad un corso executive per la terza età o tra quaranta (anni) ad un post-post-post-tutto per rinfrescare tutti i concetti ormai perduti. Io, che sono per natura curioso, aspetto, con pazienza.
La campagna pubblicitaria di Tesa, azienda del Nord Carolina produttrice di nastro adesivo (e no: non è un giochetto del sottoscritto con Photoshop) [via Virtualblog].

TesaBerlusconi.jpg
history logo-apple.gif
Il post su Neatorama apre le porte ai ricordi e mette in funzione la parte destra del cervello (prima di mettere in moto anche la sinistra e dar vita a tipiche considerazioni da marketer). Si scoprono così storie come quella che riporto qui.

The first Apple logo was a complex picture of Isaac Newton sitting under an apple tree. The logo was inscribed: "Newton ... A Mind Forever Voyaging Through Strange Seas of Thought ... Alone." It was designed by Ronald Wayne, who along with Wozniak and Jobs, actually founded Apple Computer. (...) Jobs thought that the overly complex logo had something to do with the slow sales of the Apple I, so he commissioned Rob Janoff of the Regis McKenna Agency to design a new one. Janoff came up with the iconic rainbow-striped Apple logo used from 1976 to 1999.

Rumor has it that the bite on the Apple logo was a nod to Alan Turing, the father of modern computer science who committed suicide by eating a cyanide-laced apple. Janoff, however, said in an interview that though he was mindful of the "byte/bite" pun (Apple's slogan back then: "Byte into an Apple"), he designed the logo as such to "prevent the apple from looking like a cherry tomato."

In 1998, supposedly at the insistence of Jobs, who had just returned to the company, Apple replaced the rainbow logo ("the most expensive bloody logo ever designed" said Apple President Mike Scott) with a modern-looking, monochrome logo.
L'intero post, con la storia dei loghi di Adobe, Apple, Canon, Google, IBM, LG Electronics, Microsoft, Motorola, Mozilla Firefox, Nokia, Nortel, Palm, Xerox, è qui.

Quelli del Marcom, eccetera.

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Oh. Leggo le mail. Il tizio ha capito che la Spagna non è una provincia dell'Italia (casomai il contrario) e mi pubblica il comunicato. Festeggio con capuchino e cruasàn al sole del Paseo de Gracia.
Allora, le cose sono andate così. Io chiedo al capoccia della comunicazione mondiale di pubblicarmi sul sito corporate un comunicato stampa di un contrattone galattico firmato in terra spagnola (nota per i neofiti: l'azienda è Californiana, io vendo software e sono responsabile in EMEA). Hanno appena pubblicato un bel comunicato di un simile contratto firmato in Virginia e allora mi farebbe un gran piacere vedere la stessa storia per la Spagna.

Lui mi risponde che non si può fare. Gli chiedo perchè e mi scrive che il comunicato della Virginia è stato pubblicato sul sito corporate perchè la Virginia è in Nord America. La Spagna però no. La Spagna non è in Nord America (no, dai) e allora non si può pubblicare. Meglio, si può pubblicare, ma sul sito Italiano.

Io allora gli spiego che non c'entra un cazzo pubblicare un comunicato di un contratto spagnolo in Italia. Casomai me lo pubblico in Spagna. Anzi, in Spagna lo pubblico di sicuro, ma il fatto è che il sito di Corporate è il sito di tutti i paesi del mondo, e io voglio vedere il fottuto comunicato pubblicato lassù.

Lui mi risponde e mi dice che non è chiaro. Allora gli faccio l'esempio. E' come chiedere al Messico di pubblicare il comunicato di un contratto Brasiliano. Come chiedere all'Antartide di pubblicare il comunicato di un contratto del Polo Nord. Che cazzo c'entra? Non c'entra, no? Lui mi risponde che si, c'entra. Messico e Brasile sono in Sud America e quindi c'entra. Per la stessa ragione c'entra pure tra Italia e Spagna.

Vabbè. Io avrò anche fatto l'esempio sbagliato. A questo punto fanculo, il comunicato me lo pubblico pure sui siti di Malta e della Serbia, e anche del Lussemburgo e dell'Ucraina, visto che ci sono.

Ah. Quelli del Marcom. Non si smentiscono. Mai.

Wifi4All.

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Qui a LAX, nella lounge Lufthansa, il wifi è gratuito. Va peggio di un modem 56K, ma con un pò di pazienza le pagine arrivano. Chissà perchè in Europa, invece, questo servizio ce lo sognamo. Forse perchè siamo abituati - noi Europei - a pagarla, la banda.

Stessa cosa per gli Hotel. Qui sono rimasto due settimane in hotel e non ho pagato una lira (un dollaro) di wi-fi. Perfettamente funzionante, mai un problema. In Europa sono costretto a pagare (solitamente a Swisscom, che ha una sorta di monopolio del cablaggio di hotel centroeuropei) una cifra che va dai 12 ai 25 euro per ventiquattro ore di connessione. Perchè? Ancora, perchè da noi la banda non è una commodity, come invece lo è qui. Da anni, ormai.

E a questo punto, prima di terminare il mio lounge-pranzo e di passare a un drink al tamarindo verde (di che colore è il tamarindo?), la domanda da un milione di dollari: quando (la banda) sarà finalmente una commodity anche in Europa?

Sul customer service in US.

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Visto che ho prenotato una permanenza di (ben) tredici notti, qui in Hotel mi stanno trattando da ospite di lusso. Mi hanno dato la minisuite senza extra-charge. Insieme alle chiavi mi son beccato il pacchettino regalo colle caramelle e i biscotti (schifosi) all'extra-burro. Mi hanno iscritto al club strafigo. Mi hanno pure chiamato due volte al telefono per sapere se tutto è OK (certo che è OK, ma mi fate dormire?).

Io sono abituato all'Europa e ai suoi Hotel. Dove il customer service è sempre al limite tra il servizio e il favore - nel senso che ti fanno un favore a trattarti bene. Insomma, mi godo la situazione. Specialmente il club strafigo, chiaramente. Un must per tutti i viaggiatori degni di questo nome.

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