ENEL mi scrive - una lettera, cartacea, via posta - in cui mi si spiega che, in base alla liberalizzazione del mercato dell'energia, dovrà comunicare, fino al dicembre 2010 (?), i miei dati agli altri fornitori di energia elettrica in Italia. Per poter fermare la comunicazione di tali dati posso sempre contattare ENEL. Bene. Come.
Via email. No. Web. No. Weblog. No, figuriamoci. Telefono. Neppure. Fax. No, dai.
Posso contattare ENEL scrivendo una lettera (a penna, credo, a questo punto) e inviandola alla Casella Postale 5555, 85100 Potenza. Lascio perdere, chiaramente.
Che poi è anche il segno visibile di come le rivoluzioni dei media e della comunicazione avvenute negli ultimi quindici anni non abbiano minimamente sfiorato la suddetta ENEL ed il proprio management.
Allora, le cose sono andate così. Io chiedo al capoccia della comunicazione mondiale di pubblicarmi sul sito corporate un comunicato stampa di un contrattone galattico firmato in terra spagnola (nota per i neofiti: l'azienda è Californiana, io vendo software e sono responsabile in EMEA). Hanno appena pubblicato un bel comunicato di un simile contratto firmato in Virginia e allora mi farebbe un gran piacere vedere la stessa storia per la Spagna.
Lui mi risponde che non si può fare. Gli chiedo perchè e mi scrive che il comunicato della Virginia è stato pubblicato sul sito corporate perchè la Virginia è in Nord America. La Spagna però no. La Spagna non è in Nord America (no, dai) e allora non si può pubblicare. Meglio, si può pubblicare, ma sul sito Italiano.
Io allora gli spiego che non c'entra un cazzo pubblicare un comunicato di un contratto spagnolo in Italia. Casomai me lo pubblico in Spagna. Anzi, in Spagna lo pubblico di sicuro, ma il fatto è che il sito di Corporate è il sito di tutti i paesi del mondo, e io voglio vedere il fottuto comunicato pubblicato lassù.
Lui mi risponde e mi dice che non è chiaro. Allora gli faccio l'esempio. E' come chiedere al Messico di pubblicare il comunicato di un contratto Brasiliano. Come chiedere all'Antartide di pubblicare il comunicato di un contratto del Polo Nord. Che cazzo c'entra? Non c'entra, no? Lui mi risponde che si, c'entra. Messico e Brasile sono in Sud America e quindi c'entra. Per la stessa ragione c'entra pure tra Italia e Spagna.
Vabbè. Io avrò anche fatto l'esempio sbagliato. A questo punto fanculo, il comunicato me lo pubblico pure sui siti di Malta e della Serbia, e anche del Lussemburgo e dell'Ucraina, visto che ci sono.
Ah. Quelli del Marcom. Non si smentiscono. Mai.
Qui a LAX, nella lounge Lufthansa, il wifi è gratuito. Va peggio di un modem 56K, ma con un pò di pazienza le pagine arrivano. Chissà perchè in Europa, invece, questo servizio ce lo sognamo. Forse perchè siamo abituati - noi Europei - a pagarla, la banda.
Stessa cosa per gli Hotel. Qui sono rimasto due settimane in hotel e non ho pagato una lira (un dollaro) di wi-fi. Perfettamente funzionante, mai un problema. In Europa sono costretto a pagare (solitamente a Swisscom, che ha una sorta di monopolio del cablaggio di hotel centroeuropei) una cifra che va dai 12 ai 25 euro per ventiquattro ore di connessione. Perchè? Ancora, perchè da noi la banda non è una commodity, come invece lo è qui. Da anni, ormai.
E a questo punto, prima di terminare il mio lounge-pranzo e di passare a un drink al tamarindo verde (di che colore è il tamarindo?), la domanda da un milione di dollari: quando (la banda) sarà finalmente una commodity anche in Europa?