Le portate sono di qualità e non minimaliste (ergo: si mangia a sufficienza). Si può anche assaggiare del buon vino italico, e questo può essere visto come un plus, da chi apprezza la bevanda (1), o come un minus, da chi vorrebbe escludere l'uso di alcolici, come in ogni buon ristorante mediorientale che si rispetti. L'ambiente è piacevole e minimal-orientale (che cazzo significhi, non so, il termine l'ho appena coniato). Epperò.
Epperò ci sono due pecche. Primo, il prezzo esagerato. Si paga circa cinquanta, bevande escluse. Per la stessa quantità -qualità a Dubai o Beirut si spenderebbero una quarantina di dollari (2). Secondo, e assai più grave, il ristorante è piaciuto ai signori di Vivimilano.
(1) Il mio ex-insegnante dell'AIS potrebbe uccidermi per un'affermazione del genere. Il vino è un alimento, non una bevanda.
(2) Ma ahimè qui siamo a Milano, non dimentichiamolo.



Mi diverte. Andare alla continua ricerca di nuove osterie e ristoranti. A Milano. Guide, Vivimilano, le Gecocene, amici, web. Mille le fonti. Ci vorrebbe un ristorante a sera per conoscerli tutti. E allora compio un'opera di bene e ne recensisco quattro. Due mai citati. Gli altri due ben noti, per i frequentatori di g&f e delle