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Finalmente, il boom.

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Da Repubblica Economia, il capolavoro dei titoli.

Industria, 300 mila posti a rischio, è boom per la cassa integrazione. Il credit crunch comincia a farsi sentire anche nelle industrie italiane e mette a rischio quasi 290 mila posti di lavoro. L'allarme è della Cgil. Nei primi quattro mesi di quest'anno c'è stato un balzo del 22,40 per cento del ricorso alla cassa integrazione rispetto allo stesso periodo del 2007. In sei mesi le aziende che hanno temporaneamente sospeso tutta o parte l'attività produttiva sono passate dalle 669 del 2007 alle 782 del 2008 con un incremento di quasi il 17 per cento.
Nota. Notevole anche lo sforzo dell'autore, Roberto Mania, di farsi comprendere dal lettore medio: il credit crunch comincia a farsi sentire. Credit crunch.
ENEL mi scrive - una lettera, cartacea, via posta - in cui mi si spiega che, in base alla liberalizzazione del mercato dell'energia, dovrà comunicare, fino al dicembre 2010 (?), i miei dati agli altri fornitori di energia elettrica in Italia. Per poter fermare la comunicazione di tali dati posso sempre contattare ENEL. Bene. Come.

Via email. No. Web. No. Weblog. No, figuriamoci. Telefono. Neppure. Fax. No, dai.

Posso contattare ENEL scrivendo una lettera (a penna, credo, a questo punto) e inviandola alla Casella Postale 5555, 85100 Potenza. Lascio perdere, chiaramente.

Che poi è anche il segno visibile di come le rivoluzioni dei media e della comunicazione avvenute negli ultimi quindici anni non abbiano minimamente sfiorato la suddetta ENEL ed il proprio management.

Ora o mai più.

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Sembra proprio che il cambio euro-dollaro sia destinato a cambiare radicalmente, nei prox mesi. Il dollaro recupererà terreno e la corsa europea all'acquisto (501, gadget, iPod, laptop, appartamenti, aziende - vedi anche articolo su Espresso di questa settimana, La conquista dell'America, a pagamento) rallenterà. Approfittatene. Ora, o mai più. 

Déjà vu.

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Breve riepilogo. Il Governo (vecchio) pubblica tutti i contributi per l'editoria, su web. Scopro il link grazie a Stefano Quintarelli. Poi, 24 ore dopo, arriva il nuovo Governo ed il sito sparisce. Qualche dato però lo avevo recuperato. Così, per i miei cavoli personali. Dati parziali, certo. Ma sempre meglio che un The page cannot be found. Eccoli.

Quotidiani
  • AVANTI!   € 602.024,10
  • DEMOCRAZIA CRISTIANA   € 157.545,68
  • LIBERAZIONE GIORNALE COMUNISTA   € 3.718.490,08
  • PADANIA (LA)   € 4.028.363,80
  • RINASCITA DELLA SINISTRA (LA)   € 907.314,84
  • SECOLO D'ITALIA (IL)   € 3.098.741,40
  • UNITA' (L')   € 6.817.231,05
  • CAMPANILE NUOVO (IL)   € 1.153.084,00
  • FOGLIO (IL)  € 3.511.906,92
  • NUOVO RIFORMISTA   € 2.179.597,05
  • MANIFESTO (IL)   € 4 .441.529,33
Radio
  • RADIO 24   257.448,96
  • RTL 102.5   59.725,60

Comprar casa a San Diego.

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Comprar casa a San Diego.
Originally uploaded by giusec

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L'altro giorno passavo per il centro, ho fatto un salto in un'agenzia immobiliare e ho preso un paio di brochure, così, per curiosare un pò su quanto costa comprare casa a San Diego. I prezzi delle abitazioni non sono cresciuti, ultimamente. Ma non sono neppure crollati, a differenza di altri Stati, dove la crisi è più nera. L'offerta più allettante era quella in foto (notate il Price reduction!).

Un bell'appartamento di 147 metri quadri con vista spettacolare sull'Oceano, 2 camere da letto, 3 bagni, 29mo piano, concierge 24/7, Spa e sauna, il tutto al modico prezzo di $1,750,000, che poi sono oggi 1,125,000 Euro.

Poi però si può trovare qualcosa di più modesto, sempre in una torre fighissima, a soli $489,000 (ovverosia 315,000 Euro), un appartamento di 80 metri quadri, con una stanza da letto e un bagno e mezzo (sarebbe bello capire cos'è il mezzo bagno).

A Little Italy costa ancora meno. In una bella torre vista highway, nuova di pacca, c'è un bell'appartamentino di 78 metri quadri che non costa un cavolo, solo 175,000 Euro.

Insomma, ce n'è per tutte le tasche. A Little Italy ci si sentirà pure a proprio agio e chissà che non ci sia anche un bel ristorante Peppino's proprio sotto casa.

Arrivato a San Diego. Sfogliando le pagine di finanza di USA Today e di altri quotidiani americani si leggono notizie scoraggianti, sull'economia e sul mercato del lavoro. Bisogna cercarle però, queste informazioni, perchè sono confinate a trafilettini microscopici, come se non si volesse dar troppo spazio alle suddette notizie. Una sorta di censura informativa economica. Disney chiuderà 98 negozi nel giro di due mesi (non due o tre; 98). Home Depot, per la prima volta nella storia dell'azienda, chiuderà 15 negozi e lascerà a casa 1300 dipendenti. Il mondo del retail è in crisi - non tutto, chiaramente - sopravvivono i fornitori di beni di prima necessità. Dall'inizio dell'anno si sono persi circa duecentomila posti di lavoro, di cui ventimila ad Aprile. Ma queste notizie bisogna identificarle, con attenzione, altrimenti si rischia di atterrare sui paginoni dedicati agli uragani, alle temperature o agli sport nazionali.

Così, per non dimenticarci.

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Ehi. Che fine ha fatto Alitalia? Tutto risolto? Facciamo il punto.

  • Silvio Berlusconi vuole statalizzarla
  • Tremonti non è poi così d'accordo
  • la cordata non esiste, ancora. Ligresti e il Tronchetto si sono fatti vivi, ma poi nulla.
  • il prestito non è ancora stato assegnato. Sembra che l'EU non sia incline ad approvarlo.
  • Lufthansa si è tirata indietro; AirFrance pure
  • Aeroflot sta valutando, ma ricordiamo che non è conforme agli standard EU in termini di safety e security
E restano circa trenta giorni. Prima della bancarotta.

State of the Air.

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stateoftheair.jpg
Daniele mi fa scoprire State of the Air, da Consumerist.com. La tavola aggiornata di bancarotte, mergers & acquisitions, e altre vicessitudini finanziarie delle compagnie aeree d'oltreoceano. Utile per chi viaggia spesso per/in US.

Piesse. Dopodomani volo Delta. Al momento il mio vettore è garantito (poi potrebbe esserci uno sciopero paralizzante del MXP Express, ma questa è un'altra storia).

Piessedue. Alaska è quella compagnia che ha come simbolo l'imbarazzante faccione di Silvio Berlusconi.

Mailand Malphansa.

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Come scritto più volte su g&f, i funerali di Alitalia toccheranno solo marginalmente MXP. E' per questo che non comprendo tutto il casino pre-elettorale messo su dai salvatori della Patria, signor Formigoni e amici, quando per otto lunghi anni gli stessi personaggi se ne sono sbattuti le palle (meglio, lo comprendo, in una logica pre-elettorale). E' di oggi la notizia che Lufthansa investirà nello scalo longobardo.

Lufthansa will station six new Embraer 195 regional jets (AirDolomiti) at Milan Malpensa airport from the start of next year offering flights to new European destinations, the carrier said in a statement on Monday.
La news è qui, via Reuters.

Un settore non troppo florido.

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Alitalia sta attraversando un periodaccio, lo sappiamo bene, ma il resto del settore non sembra poi così florido. Questi sono i risultati (earnings) del primo quarto duemilaotto, in milioni di dollari, delle principali compagnie aeree statunitensi. E la variazione con lo stesso periodo del duemilasette. E sarebbe interessante comprendere con quale criterio Delta abbia deciso di acquisire Northwest (considerato anche che sto per diventarne CEO da un momento all'altro).

(in millions)     
Airline        2008     Change
AMR           -$328      -$409
AirTran        -$35        -$37
Alaska        -$36        -$26
Continental  -$80        -$102
Delta           -$6,390   -$6,260
JetBlue        -$8         $14
Northwest    -$4,139   -$3,847
Southwest    $34        -$59
UAL            -$537      -$385
US Airways -$236      -$302

Au revoir.

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eco_alitalia_080325_03.gif

AirFrance abbandona la trattativa. Alitalia si avvia al commissariamento. Resta cash per circa un mese, poi si chiude baracca. I sindacati ed il signor Berlusconi saranno soddisfatti. Con AirFrance si prospettavano duemila esuberi ed un piano industriale. Adesso siamo a circa settemila licenziamenti (causa commissariamento) e un grigio futuro per la compagnia di bandiera.

Io so già come andrà a finire. Prestito a fondo perduto da parte dello Stato (quindi: da parte nostra) per tranquillizzare media e opinione pubblica. Prestito che non farà altro che prolungare l'agonia dell'azienda. Poi la bancarotta. Lo smembramento. E il riacquisto a condizioni ipervantaggiose da parte delle (solite) banche e dei (soliti) investitori. E chissà che anche Fininvest non ci faccia un pensierino.

D'altra parte, perchè pagare oggi cento per ciò che si può avere domani a dieci? Un altro piccolo capolavoro del nostro neo-premier signor Silvio Berlusconi.

3 things about 6Apart.

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E uno. SixApart annuncia la beta 2 di MT 4.15. E girano rumors di possibili acquisizioni da parte dell'azienda californiana.

E due. I rumors non sono più rumors. SixApart ha acquisito Apperceptive creando la Six Apart Services. Resta da capire adesso come SixApart gestirà la rete di partner (perchè dovrei scegliere un partner se ho Six Apart Services?).

E tre. SixApart annuncia la creazione di SixApart Media. Ho qualche dubbio sul business value. Si vedrà.

Along with Services, Six Apart will also announce the creation of another new division, Media. Six Apart Media will be creating a suite of services for bloggers and publishes to help them succeed, everything from increasing traffic to making money and running ads.

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