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Recently in Books & Culture Category

La Bohème for Dummies.

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Scala, La Boheme
uploaded by giusec

Ci sono questi quattro expats italiani a Parigi. Due di loro rimorchiano. Fa un freddo cane, che il global warming non si è ancora fatto sentire. Una delle donne, dopo aver canticchiato un pò, schiatta.

Nota. La Boheme, quella vera, da Wikipedia e dal Metropolitan (grazie, Diat). E dalla Scala (pdf). E poi il mio mini-fotoset, scattato escludendo il controllo delle terribili letterine della Scala.

Roma, Spook City.

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Domani Gibson presenterà Spook Country (Guerreros) a Roma, al Festival delle Letterature. Domani invece sarò in fiera a Milano, a vedere tutt'altro. Roba che, ahimè, con la letteratura ha ben poco a che fare.

'Node'. It said.

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Guerreros (Spook Country)
uploaded by giusec

Oltre a fare apparizione in libreria, Guerreros arriva in Grotta2. Eccolo immortalato, qui su, via Flickr. Per la cronaca, quel guisec (c'è poco da fare coi dittonghi, in inglese) linkato sul blog SpookCountry.co.uk, di cui avevo parlato qualche post fa, è proprio il sottoscritto.

La cosa è passata un pò in secondo piano, ma è naturale, roba da geek amanti del cyberpunk, mica roba per le masse. Ieri ha fatto apparizione sugli scaffali delle librerie italiane Spook Country, l'ultimo romanzo di William Gibson, padre indiscusso della narrativa cyberpunk (insieme a quell'altro signore di Austin, Bruce Sterling).

Il libro lo avevo intravisto nell'autunno dell'anno scorso (o era nel febbraio di quest'anno?) in una libreria all'aeroporto di Atlanta - ci sono voluti ben sei mesi per la traduzione, pubblicazione, eccetera e adesso finalmente eccolo qui. Titolo diverso. Spook Country qui si chiamerà Guerreros e sarà Mondadori a pubblicarlo. Chissà poi, perchè. Il titolo, intendo, non la casa editrice - che pure non mi affascina. Spook Country significa in gergo Il paese delle spie, e chissà perchè non è piaciuto al marketing di Mondadori. Guerreros, in fondo non significa un accidente (significa, se leggi il romanzo). Stessa cosa accadde qualche anno fa, quando il titolo, splendido, Pattern Recognition fu tradotto con L'Accademia dei sogni. Per non parlare dell'immagine in copertina: orrenda. Vabbè.

Try that with an oyster.

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mc donalds
Originally uploaded by Kitbex


The Atlantic di oggi.

A little over a century ago, the New York street food of choice was the oyster, which grew so abundantly that rich and poor alike ate them in vast quantities. That period feels distant and fantastic, partly because oysters are now a luxury food, and partly because it's hard to imagine a national cuisine not dominated by the hamburger.
Il post nasce dalla pubblicazione di The Hamburger, Yale University Press, e racconta il processo della nascita dei fast food, con qualche perla inedita.

Dave Thomas, the genius behind Wendy's, invented the drive-through window, capitalizing on the sandwich's key virtue - its portability. You can eat a hamburger as you drive (try that with an oyster).

A volte è sufficiente una frase per farmi acquistare un libro.

La ricchezza di una persona è la sua esperienza, e questo dipende fondamentalmente da quanta parte di mondo gli si è offerta durante la sua vita.
Paolo Quattrini, dall'introduzione a Un pò per amore, un pò per rabbia, Pino Cacucci.

Piesse. purtroppo Google non è stato d'aiuto nella ricerca su Quattrini.


IMGP2559, uploaded by mikek

Una precisazione. Se non ne capisci un accidente, di design, allora continuerai a chiamarlo Salone del Mobile. Pensando magari ad un capannone di Lissone, oltre la profonda periferia di nordest, con offerte eccezionali su armadi e camerette per bimbi. Ma solo fino al weekend.

Se invece sei trendy, leggi giornali glamour (no, non sto parlando di Libero) e conosci Kartell, allora sai bene che i Saloni sono la fiera di design più importante del fottuto globo. I Saloni zero-otto son partiti ieri. La sede è la nuova Fiera di Milano-Rho, sulla cintura ovest dell'agglomerato urbano. Che tutti si chiedono perchè Rho con l'acca e perchè non invece senza, Rò. Altri, convinti che sia la targa di Roma prendono un volo per la Capitale. Dicevamo, la Fiera Di Rho. Che è la Fiera più grande d'Europa, in termini di metri calpestabili. Ed è pure la più piccola, in termini di vie di accesso. Tu arrivi, se arrivi, ma poi non esci. Mai più. Giuro.

La caratteristica più straordinaria dei Saloni, però, è ciò che non avviene ai Saloni. Un'infinita serie di eventi che animano ogni angolo della città. Si chiamano FuoriSalone 2008 (un creativo, chi ha dato il nome) e sono un'infinità. Ci prova ad elencarli pure Gludesign ed il buon Gabriele su 02Blog.

E adesso vi chiederete cosa c'entra la cugina (anzi, la cugggina) del titolo. C'entra. Altro che. Perchè anche lei espone al FuoriSalone. L'evento di chiama Sparkling!, e lei è la decima (in ordine, dall'alto) degli espositori. E questo è il suo sito.

Insomma, fate un salto a Milano, in questi giorni. Vi sembrerà New York a Natale. E scoprirete, con un pò di fortuna, che diavolo è il misterioso Kartell.

Roba in rete sui Saloni 2008.

Netmonitor, au revoir.

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Oggi, ultimo giorno di Netmonitor. La creatura di Vittorio Zambardino, su Repubblica.it, per monitorare la conversazione dei blog sulle Politiche zero-otto. Conversazione, parola magica. Come Vittorio stesso scrive.

NetMonitor è parte dello speciale Elezioni di Repubblica it ed ha lo scopo di seguire la conversazione dei blog in campagna elettorale.
Ora, due punti. Il primo. g&f è stato linkato, più volte, e questo mi ha sorpreso non poco, ogni volta di più, visto il livello di stronzate che in genere scrivo. Ecchè vorra dire? Che il livello delle mie stronzate spicca a livello nazionale? O che il livello nazionale è talmente basso da poter essere paragonato alle stronzate di g&f?

Secondo. Un esperimento interessante e unico, per il momento, nel pleistocenico panorama giornalistico on-line Italiano (vedi Corriere.it, fermo all'era di Netscape). Certo, ci sono i blogger giornalisti. E ci sono pure i giornalisti che fanno i blogger . Ci sono anche i giornalisti-blogger che tentano di fare i blogger-giornalisti, ma la natura di netmonitor è un'altra: qui ci sono due professionisti, Zambardino e Calabrò, che si mettono a spulciare ogni santo giorno, sabato e domenica inclusa, la parte abitata della rete. E scusate se è poco.
Anche l'Independent, oggi, sul signor Silvio Berlusconi (ma che c'hanno 'sti comunisti britannici contro il nostro Silvio?)

But by this time next week, Europe's funniest court jester should be back in place, cap, bells and tickling stick firmly attached, ready to keep us in stitches for another five years.
Dopo essersi divertito ricordando il Silvio gaffeur degli anni passati, l'Independent solleva una domanda, lecita.

Is it really plausible that a man can achieve all this simply on the back of being a charming, roguish buffoon? Even in a country as anomalous as Italy there must be a more nuanced explanation.
Insomma, è possibile che un buffone sia arrivato dov'è arrivato, anche in un paese anomalo come l'Italia? Risposta.

Mr Prodi has tried to implement what Freud called the Reality Principle. Mr Berlusconi goes with the Pleasure Principle and, as in 1994 and 2001, it looks like he's on to a winner. It's not that he is offering different solutions to his opponents: it's that he is on a different wavelength altogether. (...) Mr Berlusconi appeals at the ballot box because his voters would like to be as rich as him and have homes and yachts around the world like him, and they would like to be able to go up to gorgeous showgirls such as Mara Carfagna, now an MP in his party.
Eccola, la semplice verità. Colpa nostra, non sua. Lui ha soltato preso la palla al balzo. Siamo noi che non andiamo. Siamo noi che vogliamo case e yatch. Siamo noi che vogliamo farci la Carfagna. Mettiamocelo una volta per tutte nella zucca.

Playlist reloaded.

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E così Luca ha pensato di rivitalizzare Playlist. Eccola qui, la versione reloaded. Che è una cosa fantastica, epperò.

  • 2978 canzoni di cui non posso fare a meno;
  • circa 200 saranno già nella mia playlist; altre 200 mi staranno sulle scatole a prima vista; altre 100 saranno introvabili;
  • restano 2478 canzoni di cui non potrò fare a meno;
  • a 0.99 euro l'una (che da queste parti si acquistano, le canzoni) fa 2,453 Euro
Insomma, spero che la prossima edizione del libro esca tra qualche annetto (o che Luca ci inserisca un buono di iTunes).

Persistent Marketing.

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Da circa sei anni, ossia da quando mi venne in mente l'idea di tornare a studiare per un MBA (cosa poi conclusasi in un modo più o meno dignitoso con un master in Bocconi) la Hult International Business School mi scrive, con cadenza mensile, per invitarmi ad esplorare i suoi programmi, ad iscrivermi ad uno dei suoi MBA, a visitare una delle sue (nuove!) sedi internazionali.

Ammiro la loro persistenza. Ma ormai ho quasi quarant'anni e forse sarei più adatto ad un corso post-master o una cosa per non più ragazzini, insomma ci siam capiti. Ho deciso però di non cancellare la mia registrazione e di continuare a ricevere gli inviti, perchè sono curioso di sapere, diciamo così, fin dove i signori di Hult vogliono arrivare.

Potrebbero invitarmi tra vent'anni ad un corso executive per la terza età o tra quaranta (anni) ad un post-post-post-tutto per rinfrescare tutti i concetti ormai perduti. Io, che sono per natura curioso, aspetto, con pazienza.

Ridi'n'blu. Manchi solo tu.

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Ricevo da Fedebasso. Ridi'n'blu. Laboratorio di Cabaret al Teatro Blu, via Cagliero, zona Gioia, Milano. Prezzi popolari (max 5 euro, ma di solito anche 3). Insomma, manchi solo tu.

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