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Amici

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Mario Calabresi, @mariocalabresi, sulla Stampa.

Abbiamo invece bisogno di passi chiari, di scelte nette e coraggiose. Si provi a vedere in Parlamento se sono possibili convergenze per dare risposte urgenti ai cittadini, senza trattative incomprensibili. Dopo il voto di ieri e domenica una cosa è certa: ogni passo politico deve essere fatto alla luce del sole e deve essere leggibile e comprensibile da parte di tutti. In Parlamento si possono e si dovranno trovare convergenze, tra i partiti tradizionali ma anche tra i nuovissimi parlamentari Cinque Stelle che ora vantano come un merito la loro inesperienza politica e il loro candore. Vanno trattati come una risorsa, non come dei nemici. Sono rappresentanti degli italiani, come tutti gli altri. la politica quand’è nobile cerca soluzioni e quand’è efficace, le trova. Non c’è più tempo per giochi oscuri. Il voto degli italiani lo ha detto chiaramente.

Sinistra

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Dall’Amaca di Serra del 2 Ottobre.

“Sono più di sinistra le riforme che premiano il merito piuttosto che quelle che premiano le rendite di posizione”. Lo dice Matteo Renzi nell’intervista di ieri a questo giornale. Ha ragione, e doppiamente ragione in un paese come l’Italia: corporativismo e familismo congelano la dinamica sociale, tendono a lasciare il benessere là dove si trova, impediscono ai meritevoli di emergere. Se essere di sinistra significa dare al figlio dell’operaio l’opportunità di farsi valere, va da sé che le riforme devono, finalmente, “premiare il merito”. C’è però, dentro la storia e dentro il destino della sinistra, anche un altro principio, che è altrettanto importante: dare tutela agli ultimi, compresi gli sconfitti, gli sfortunati e – aggiungo – gli immeritevoli. Una sinistra che si occupi solo e solamente del merito avrà fatto solo la metà del proprio dovere. L’altra metà (la cui definizione più diffusa è welfare) è non abbandonare quelli che non ce la fanno. I dubbi che parecchi elettori di centrosinistra hanno su Renzi sono tutti qui: che riconoscere il merito non significhi dimenticare la solidarietà.

Monti dopo Monti

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Dell’articolo di Scalfari di ieri sul post-Monti, ci sono alcuni passi che mi sembrano particolarmente rilevanti. Uno.

Il caso Formigoni è altrettanto chiaro: un governatore già indagato di gravi reati non può guidare una Regione come la Lombardia. I consiglieri d’opposizione dovrebbero dimettersi subito e creare i presupposti di una crisi e di nuove elezioni. Non si capisce che cosa aspettino.

Due.

Renzi. Per quanto riguarda il suo programma politico, per il poco che risulta dalle sue carte e dalle sue prolusioni, si tratta di un’agenda generica che enuncia temi senza svolgerli. I temi sono quelli che campeggiano da mesi sui giornali, le soluzioni però Renzi non le indica. Quindi il suo programma è carta straccia.

Tre. Che mi sembra il più significativo.

Non a caso Berlusconi loda Renzi pubblicamente; non a caso i suoi sponsor sono orientati più a destra che a sinistra e non a caso lo stesso Renzi dice che queste due parole non hanno più senso. Hanno un senso, eccome. Nell’equilibrio tra i due fondamentali principi di libertà e di eguaglianza la sinistra sceglie l’eguaglianza nella libertà e la destra sceglie la libertà senza l’eguaglianza. Questa è la differenza e non è cosa da poco.

Aborto, libbre e galloni

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Un amico americano, al quale faccio notare che il Sen. Akin oltre che politicamente discutibile deve essere ignorante come una capra, mi risponde:

L’America è un paese bizzarro visto dal resto del mondo sviluppato: qui di aborto si discute ancora, c’è la pena di morte, abbiamo pistole in macchina, non abbiamo la pensione e nemmeno le vacanze per legge. Ah, dimenticavo, misuriamo distanze in piedi, il latte e la benzina in galloni ma la coca cola in litri, i pesi piccoli in libbre ma quelli grandi in tonnellate…

The most terrifying day of your life

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Dopo un paio di giorni di vacanza passati pericolosamente con la più anziana delle mie figlie, devo ammettere che Bill Murray ci aveva proprio azzeccato.

The most terrifying day of your life is the day the first one is born. Your life, as you know it… is gone. Never to return. But they learn how to walk, and they learn how to talk… and you want to be with them. And they turn out to be the most delightful people you will ever meet in your life. (*)

Il tenutario del blog, dopo aver latitato per un intero mese, vagando per ben poco esotici lidi, si prende qualche (altra) settimana di pausa. Ci si vede, eh.

(*) Lost in translation (2003).

Di diritti moriremo?

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Oggi ero in Bocconi a seguire parte della prima giornata di Unthinkables 2012 e, inutile dirlo, tutti i riflettori erano puntati su di lui. Il discorso era preparato (qui lo script in pdf) e ha lasciato ben poco spazio all’improvvisazione. Il meglio di se Marchionne lo ha dato però nella sessione di workshop, dove ha risposto a domande selezionate dall’audience.

Troppo presto per giudicare l’intervento. Per il momento riporto alcune frasi. Poi ognuno tragga le sue conclusioni.

Si dice che gli esseri umani possono vivere quaranta giorni senza cibo, quattro giorni senza acqua e quattro minuti senza aria. Ma nessuno di noi può vivere quattro secondi senza speranza. Oggi sono qui a parlarvi di speranza.

Queste iniziative (nota: si parla di globalizzazione), però, non vanno confuse con la tendenza, in atto da diverso tempo nell’industria dell’auto, a delocalizzare le attività industriali, che viene spesso usata come misura di difesa per affrontare la guerra sui prezzi. Per quanto mi riguarda, credo sia una strategia molto pericolosa

Sono le cose che facciamo e il modo in cui le facciamo che parlano di noi stessi, della nostra visione del mondo, del tipo di persone che vogliamo essere. E solamente le cose che facciamo, ciò che costruiamo, ci rendono ciò che siamo.

A volte, nel nostro Paese, ho l’impressione che ci sia un atteggiamento passivo nei confronti del presente. (…) E’ come se si pretendesse di avere diritto ad un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare.
Un movimento di lotta (Nota: il sessantotto) pienamente condivisibile, che ci ha permesso di compiere enormi passi avanti nelle conquiste sociali e civili, ha avuto purtroppo un effetto devastante nei confronti dell’atteggiamento verso il dovere.
Se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo.

Primi articoli qui, qui e qui.

Stay hungry, stay foolish

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Remembering that I’ll be dead soon is the most important tool I’ve ever encountered to help me make the big choices in life. Because almost everything — all external expectations, all pride, all fear of embarrassment or failure – these things just fall away in the face of death, leaving only what is truly important. Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose. You are already naked. There is no reason not to follow your heart.

About a year ago I was diagnosed with cancer. I had a scan at 7:30 in the morning, and it clearly showed a tumor on my pancreas. I didn’t even know what a pancreas was. The doctors told me this was almost certainly a type of cancer that is incurable, and that I should expect to live no longer than three to six months. My doctor advised me to go home and get my affairs in order, which is doctor’s code for prepare to die. It means to try to tell your kids everything you thought you’d have the next 10 years to tell them in just a few months. It means to make sure everything is buttoned up so that it will be as easy as possible for your family. It means to say your goodbyes.

I lived with that diagnosis all day. Later that evening I had a biopsy, where they stuck an endoscope down my throat, through my stomach and into my intestines, put a needle into my pancreas and got a few cells from the tumor. I was sedated, but my wife, who was there, told me that when they viewed the cells under a microscope the doctors started crying because it turned out to be a very rare form of pancreatic cancer that is curable with surgery. I had the surgery and I’m fine now.

This was the closest I’ve been to facing death, and I hope it’s the closest I get for a few more decades. Having lived through it, I can now say this to you with a bit more certainty than when death was a useful but purely intellectual concept:

No one wants to die. Even people who want to go to heaven don’t want to die to get there. And yet death is the destination we all share. No one has ever escaped it. And that is as it should be, because Death is very likely the single best invention of Life. It is Life’s change agent. It clears out the old to make way for the new. Right now the new is you, but someday not too long from now, you will gradually become the old and be cleared away. Sorry to be so dramatic, but it is quite true.

Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma — which is living with the results of other people’s thinking. Don’t let the noise of others’ opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.

Full speech.

Dipendenze

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Credo che quando tu hai una personalità dipendente, tutto ciò che puoi fare è passare da un veleno all’altro. L’erba è una cosa molto hip hop, e infatti mentre lavoravo al mio primo disco ascoltavo un sacco di jazz e rap. Chi fuma erba è sempre sulla difensiva, molto “Fottiti! Che cazzo ne sai di me?”. Quella di chi beve è più “Ehi, sono qui, sarò sempre qui, ti amo. Ti amerò per sempre, anche se tu non mi degnerai mai di uno sguardo”.

Amy Winehouse

Si raffredda

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Papà, bevi in fretta, che sennò si raffredda.

Maya, al sottoscritto, che se ne sta bello tranquillo, al tavolo, al caldo, sorseggiando lentamente un single malt delle highlands.

Teste e mondi

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Ogni testa è un piccolo mondo.

- Il mio barbiere P., Milano, 22 Dicembre, anno del signore 2010

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