A proposito di M&A, le cose sono andate pressappoco così. I primi rumors di un’acquisizione (meglio: di un’hostile bid) erano arrivati, da voci di corridoio, due giorni prima. Io ero a Londra. Casualmente, nell’HQ dell’azienda. Ho assistito a tutto in diretta. Le azioni in discesa, da circa tre mesi. Le voci confermavano che erano basse (le azioni, cercate di seguirmi) al punto tale da essere diventate possibile preda per un’acquisizione. Da parte di un concorrente, si diceva, con liquidità da spendere. Allo stesso tempo, l’azienda rischiava seriamente di uscire fuori dal FTSE 100 e piombare nel limbo dei 250, dopo il solito shuffle periodico, a causa delle sue povere performance degli ultimi mesi.
Le voci si sono fatte più insistenti il giorno prima del reshuffle. Sembrava che un’acquisizione fosse imminente. Ho pensato, per qualche ora, che la mia posizione fosse a rischio – ma non potevo condividere la cosa con nessuno, all’interno dell’azienda, men che meno con non addetti ai lavori, per evitare che il panico dilagasse. Spinte dalle voci dell’hostile bid le azioni hanno iniziato a risalire. Hanno continuato a salire. Per due giorni sono state le migliori performer dell’intero FTSE. Al momento del reshuffle, le azioni erano talmente alte che l’azienda è di fatto rimasta tra le migliori 100.
Il giorno dopo, le speculazioni sull’hostile bid sono improvvisamente cessate. Una strategia geniale – naturalmente questa è la mia versione, discutibile e personale, per non sprofondare tra i 250. A parte il panico durato circa 24 ore (un’hostile bid avrebbe potuto portare, se conclusa con successo, al totale incasinamento organizzativo), assistere a giochi finanziari sulla propria azienda dall’interno della city è stato a dir poco exciting. Quasi come la diretta live di Mirabello. Quasi.
Recent comments