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Recently in Asia, Maya & co. Category

Da un parco all’altro

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In partenza
Originally uploaded by giusec

Qui preparativi per la partenza in corso. Ci si sposta da un megaparco divertimenti (Italyland, ma anche Bland, e da poco FiveStarLand) all’altro (Disneyland). Au revoir.

Rigetto

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Funziono a fasi. Con la politica. Con la politica e l’Italia, intendo. C’è la fase dell’attivismo. Quella dell’entusiasmo. Dell’entusiasmo e della passione. Del ragionamento. Delle certezze. Poi, quella dell’attesa. Infine, puntualmente, la fase del rigetto. Inutile dirlo, ho collezionato così tante fasi di rigetto per il partito che voto (e che continuo imperterrito a votare) e per il mio Paese, in questi ultimi vent’anni che dovrei esserne immune. Ormai.

Invece questa è la peggiore.

Non avrei mai pensato di vedere una debacle del genere. Non da vivo, almeno. Bersani e co. non sono stati capaci di capire ciò che si doveva comprendere da tempo e hanno consegnato il Paese al disastro. Perchè non c’è più scenario possibile, adesso. Inutile poi star qui a riflettere sul mistero B e sull’inspiegabile feeling che questo imbarazzante signore provoca sui miei connazionali. Perchè ho smesso di chiedermelo. Non lo capisco. Non lo capirò mai. Amen.

E avevo portato Asia e Maya a votare, ieri. Volevo far capire loro che il voto è una festa. Che la democrazia è una festa. Quanto siamo fortunati, noi Italiani, a poter votare. Ho viaggiato abbastanza per poter dire che lo siamo.

Fortunati un cazzo. Queste elezioni metteranno in ginocchio il paese, provocheranno un effetto domino in Europa. Chissà quando ci riprenderemo. Chissà se ci riprenderemo.

Ora vado a dormire. Domani non voglio leggere un giornale – uno. Sono in fase di rigetto, ricordate?

Bersani: fate un pò quello che cazzo volete, adesso. Avete appena dichiarato di aver vinto, in fondo. Incucione coi bifolchi del centro-destra? Il Celeste e tutta questa marmaglia di mentecatti? Fate pure. Avremo occasione di riparlarne.

Quando la fase di rigetto sarà terminata. Ci vorrà un pò, stavolta.

Cronache dalle Primarie 2012

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Primarie 2012
Originally uploaded by giusec

Prima vado al seggio uno. La mia sezione non è li e mi dicono di andare al seggio due. Alla scuola rossa. Io vado alla scuola rossa. Pur essendo una scuola, l’età media dei votanti è di settant’anni circa. Io riporto la media a livelli nazionali. Ero già certificato e quindi niente fila. Il vantaggio di vivere alle porte dell’agglomerato. E di avere una sezione del Piddì sotto casa. Prendo il foglietto e la matita. Asia dice ai signori del seggio “mio papà vota Matteo“. Io la guardo e poi voto Matteo. Asia chiede ai signori se può avere una matita come quella che il papà ha usato per votare Matteo. La signora risponde di no. Ne hanno solo tre. Asia ci rimane male. Spero che i due euro servano a comprare qualche matita in più. Poi usciamo e andiamo ai giardinetti. Asia mi chiede chi vincerà. Io non lo so. E non lo sanno neppure ai seggi, dove la perfetta macchina organizzativa del centro-sinistra va a puttane più o meno all’una del mattino.

Prospettive

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- A: papà, io sono nata nel 2005?
- G: si.
- A: e Maya?
- G: 2008.
- A: papà e tu? quando? 2000 e…?
- G: A, io sono nato nel 1968.
- A: wow! davvero? millenovecentosessantotto???

Trenta e quaranta

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E sia. Ho esagerato. Sono anche stati gli anni dell’indipendenza. Che però avevo già iniziato ad apprezzare parecchio tempo prima, all’università. Dei viaggi. Delle lingue. Della scoperta del mondo e della vita di coppia. Della prima casa. Dell’MBA e della Confraternita. Dei sacrifici e delle rinuncie.

E della nascita di quelle due splendide individue che oggi mi impediscono persino di esprimermi come voglio. ZZ.

Papà, no parolacce

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Papà, no parolacce
Originally uploaded by giusec

Ecco. E adesso vi sfido a indovinare la quarta (parolaccia).

Asia, l’austerità e la recessione

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L’altro giorno passeggiavo bel bello con Asia per le vie del centro dell’agglomerato -  Milano downtown, capitale della Macroregione del Nord, volendo citare l’illustre sig. Formigoni – quando ho visto un giubbotto in ventrina e ho ben pensato di entrare e provarlo.

Ora dovete sapere che Asia, all’età di soli sette anni, si avvia verso una brillante carriera di economista. Anche se, a prima vista, sembra non apprezzare Keynes, come si vedrà in seguito. Così, entrati nel negozio, l’economista mi chiede il costo del giubbotto, io rispondo novantotto euro, lei mi spinge ad uscire, io le domando il perchè, lei mi dice che costa troppo e che per giunta con quei soldi avrei potuto comprarle tre bambole. Non una, ma tre. Ora a parte il fatto che tre bambole da trentatrè euro l’uno saranno delle cose extralusso coi vestitini in cashmere che trovi solo in quella galleria superfashion del centro dell’agglomerato, scusate della capitale della macroregione del Nord; e che dire del fatto che l’economista si sia comportata da anti-keynesiana coinvinta, contribuendo alla depressione del paese.

Se avessi comprato – il negozio era italiano – avrei contribuito all’aumento della domanda. La tua spesa è il mio reddito e la mia spesa è il tuo reddito. Dice Krugman. E pure Keynes. Il negozio avrebbe guadagnato. A lungo andare avrebbe investito in nuovi modelli, rinnovamento locali, nuovi commessi. I nuovi commessi avrebbero percepito uno stipendio e incrementato i consumi. Sostenendo la domanda. Le banche avrebbero prestato soldi al negozio, per sostenere gli investimenti. L’economia avrebbe ripreso a girare. Con grande meraviglia della Merkel.

E invece io il giubbotto non l’ho comprato. A causa delle motivazioni pro-austerità sollevate da Asia. E la recessione è ancora qui. Più spaventosa che mai.

The most terrifying day of your life

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Dopo un paio di giorni di vacanza passati pericolosamente con la più anziana delle mie figlie, devo ammettere che Bill Murray ci aveva proprio azzeccato.

The most terrifying day of your life is the day the first one is born. Your life, as you know it… is gone. Never to return. But they learn how to walk, and they learn how to talk… and you want to be with them. And they turn out to be the most delightful people you will ever meet in your life. (*)

Il tenutario del blog, dopo aver latitato per un intero mese, vagando per ben poco esotici lidi, si prende qualche (altra) settimana di pausa. Ci si vede, eh.

(*) Lost in translation (2003).

Babbo 2 colpisce ancora
Originally uploaded by giusec

E così, per il secondo anno di fila, ho nolegiato un Babbo. Nel senso che paghi, lui viene, distribuisce i regali, fa compagnia per un’oretta, racconta un pò di storie, e poi se ne va. Tutto è filato liscio, a parte il fatto che:

- A mi ha fatto notare che questo Babbo non è lo stesso dell’anno scorso; e li sono andato in crisi, poi è venuta fuori una risposta confusa sull’esistenza di molti Babbi che lavorano a turni, come dei moderni operai insomma, che altrimenti non riuscirebbero a coprire tutte le aree geografiche del mondo in una sola notte;

- M ha detto che scriverà una letterina postuma domani, perchè Babbo non le ha portato esattamente ciò che si aspettava;

Alla fine tutto è filato liscio, il Babbo ha fatto il suo dovere, A&M erano felici, il sottoscritto pure, e soprattutto abbiamo contribuito a preservare tra le nuove generazioni l’immagine ormai offuscata del Babbo in Italia. Dopo vent’anni con un Babbo Natale al potere, credetemi, non è una cosa da poco.

Non vedo la Madonnina…

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Non vedo la Madonnina…
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