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Recently in About myself Category

Farewell to arms

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Ormai era chiaro, da un pezzo. g&f chiude ufficialmente i battenti. Il blog resta, a mò di archivio (più per me, che per altri – fatta eccezione di un paio di post, come la serie sull’executive search), ma non sarà più aggiornato. L’autore lo trovate su twitter, e, di tanto in tanto, qui. A presto, allora.

A tu per tu con i Clannad

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The Clannad harp
Originally uploaded by giusec

E con la loro arpa.

Fine della storia

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Nota. Aggiornato, e riproposto come primo post visti gli ultimi commenti.

E così, con quel penoso spettacolo che è stata la direzione del PD di due giorni fa, il partito che avrebbe dovuto incarnare lo spirito di una sinistra italiana rinata sulle macerie di una crisi della quale il partito stesso è stato complice (si badi, il partito, non la sinistra; che quella è tutta un’altra cosa); si diceva, con questo penoso spettacolo il PD si è dato il colpo di grazia finale. E’ finita. Stop. Fine della storia.

Vedere quel susseguirsi di interventi, asettici, privi di discussione, completamente slegati l’uno con l’altro. Sopportare, per l’ennesima volta, la presenza dei vari D’Alema, Bindi, Veltroni. Vedere Civati improvvisamente invecchiato di trent’anni e così ben mimetizzato e a suo agio tra i vecchi leader del partito dire cose prive di importanza. Assistere al non più velato mea-culpa di Fassina sulla corresponsabilità nella scelta (tutt’altro che di sinistra) di supportare le politiche di austerity tanto volute dall’Europa, insomma tutto questo mi ha stretto il cuore.

E così questa è la fine dichiarata del mio supporto al PD (supporto, mai avuto tessere). A meno che qualcosa di irrealizzabile non avvenga nelle prossime settimane (primarie, via Bersani, via tutti gli altri, Renzi alla guida, un progetto chiaro di rinnovamento, ripensamento delle politiche economiche). Fine della storia. No, non la fine del mio essere profondamente di sinistra. Questa è una dannazione che mi accompagnerà fino alla tomba.

Qualcosa sta già cambiando

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Arrivato a Malpensa. SMS da Vodafone:

Benvenuto in Svizzera. Per conoscere le tariffe per chiamare e ricevere quando sei all’estero…

Da un parco all’altro

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In partenza
Originally uploaded by giusec

Qui preparativi per la partenza in corso. Ci si sposta da un megaparco divertimenti (Italyland, ma anche Bland, e da poco FiveStarLand) all’altro (Disneyland). Au revoir.

g&f V5

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Ci ho messo due anni, ho finalmente istallato l’ultima versione di WP, eppoi ho rifatto un pò il layout di sto’ blog, ho cancellato tutti quegli inutili blogroll che per la maggior parte linkavano blog defunti (*), ho aggiunto un plugin qui a fianco (se da fastidio il coso che rolla me lo dite e lo termino senza pietà), ho installato il plugin per iPhone e Android (non lo vedete qui, inutile che andiate a cercare in giro come dei beoti, collegatevi con uno smartphone e lo vedrete). Insomma, il blog è sempre più autoreferenziale, al passo col voto e coi tempi; presto aggiungerò gli streaming dei meeting tra me e me, un pò di fanculi e il gioco è fatto. Adesso vado, che devo fare jogging col piumino e cogli occhiali da sci.

(*) a proposito di blog defunti ma di blogger vivi e vegeti, scorso weekend ho rincontrato la creme degli ex-blogger romani; alcuni scrivono, altri giocano a golf, altri ancora fanno tivvù, insomma sono io ormai l’unico pirla che ancora scrive su questi cosi.

Solo a volte, ma ritornano

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L’Italia non ha più un boss. La chiesa non ha più un boss. Finmeccanica e MPS non hanno più un boss. Il boss (e unico lettore) di questo blog, invece, è appena tornato.

Guerra agli Umani

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Cascina Cuccagna, Milano
Originally uploaded by giusec

Quando mi sento accerchiato. Quando percepisco che le forze in campo assumono posizioni vantaggiose (per loro) e le cose si mettono palesemente a mio sfavore. Quando mi sento vicino all’estinzione cerebrale perché una moltitudine di ventenni sgrammaticati ne-di-destra-ne-di-sinistra si avvicina minacciosa ai miei spazi. Ebbene quando tutto ciò accade mi ritiro in luoghi familiari. Da solo. Posti amichevoli, in cui la mente si rilassa e lo stomaco si ritempra (o forse è il contrario, non so).

E’ un processo di eremitaggio (eremitismo? eremitazione?) naturale che mi piace definire Guerra agli Umani.

Così, dicevo, accerchiato da questa massa festosa di little crickets ventenni, che salveranno l’Italia e il mondo intero, mi sono rifugiato ieri nella ‘nuova’ libreria Utopia @LibreriaUtopia, che come tutti i milanesi sanno si è appena spostata da Garibaldi a Vallazze, e oggi in Un posto a Milano @unpostoamilano in Cascina Cuccagna @cascinacuccagna, che è un luogo meraviglioso con cibo sano e vino, prezzi sociali e wifi, esperimento urbano cascinoso e unico, nel bel mezzo dell’agglomerato.

Domani è un altro giorno. Si vedrà.

Rigetto

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Funziono a fasi. Con la politica. Con la politica e l’Italia, intendo. C’è la fase dell’attivismo. Quella dell’entusiasmo. Dell’entusiasmo e della passione. Del ragionamento. Delle certezze. Poi, quella dell’attesa. Infine, puntualmente, la fase del rigetto. Inutile dirlo, ho collezionato così tante fasi di rigetto per il partito che voto (e che continuo imperterrito a votare) e per il mio Paese, in questi ultimi vent’anni che dovrei esserne immune. Ormai.

Invece questa è la peggiore.

Non avrei mai pensato di vedere una debacle del genere. Non da vivo, almeno. Bersani e co. non sono stati capaci di capire ciò che si doveva comprendere da tempo e hanno consegnato il Paese al disastro. Perchè non c’è più scenario possibile, adesso. Inutile poi star qui a riflettere sul mistero B e sull’inspiegabile feeling che questo imbarazzante signore provoca sui miei connazionali. Perchè ho smesso di chiedermelo. Non lo capisco. Non lo capirò mai. Amen.

E avevo portato Asia e Maya a votare, ieri. Volevo far capire loro che il voto è una festa. Che la democrazia è una festa. Quanto siamo fortunati, noi Italiani, a poter votare. Ho viaggiato abbastanza per poter dire che lo siamo.

Fortunati un cazzo. Queste elezioni metteranno in ginocchio il paese, provocheranno un effetto domino in Europa. Chissà quando ci riprenderemo. Chissà se ci riprenderemo.

Ora vado a dormire. Domani non voglio leggere un giornale – uno. Sono in fase di rigetto, ricordate?

Bersani: fate un pò quello che cazzo volete, adesso. Avete appena dichiarato di aver vinto, in fondo. Incucione coi bifolchi del centro-destra? Il Celeste e tutta questa marmaglia di mentecatti? Fate pure. Avremo occasione di riparlarne.

Quando la fase di rigetto sarà terminata. Ci vorrà un pò, stavolta.

Una brutta abitudine

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Sarà che le scariche elettriche tra i miei neuroni iniziano a far scintille dopo le due del mattino. Sarà l’ultima birra. Sarà la pace di questo posto. Sarà il silenzio e quei due gradi sottozero, che mi mancheranno, lo so, tra poche ore. Sarà, più banalmente lo xanax, l’ibuprofene e la caviglia dolorante.

Domani me ne vado. Una settimana. Questa volta niente Ovest. No, neanche Sud. La Patagonia è rimandata. Ancora una volta. Ho fatto incetta di libri. MVM. Bagnai. Krugman. Argentina. Cercherò di leggeri in volo.

Però io volevo scrivere di tutt’altro. Della Shoa. Di come B abbia perso l’ennesima occasione per tacere. Di questi patetici mesi di battaglia elettorale. Del PD e dei 300spartani. Della mediocre vocazione digitale del partito che andrò a votare, a meno che le letture della prossima settimana non mi indichino una strada diversa. E invece rieccomi qui. A parlare dei mie cazzi.

E’ proprio una brutta abitudine. Eh.

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