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Insider love.

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Ricordate l'Insider? Il giornalista terribile. L'embargo. Io a Londra. La tormenta. L'intervista. Il whisky. I dubbi.

Ecco, l'intervista è uscita. Qui, in parte, il resto a pagamento. Diciamo che mi ha trattato abbastanza bene. L'embargo è così finito. In azienda, c'è chi dice che ho avuto coraggio, e chi mi chiede ancora quando verrò licenziato. Insomma, una nuova era di pace tra la multinazionale e i giornalisti Na'vi è stata inaugurata.

We definitely need more love.

Save Taro.

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Ho sempre odiato le richieste di aiuto e le pietose catene di salvezza via email. Semplicemente, ricevo e cancello. Non ho mai rigirato un'email, neppure ai migliori amici. Non so, forse è perchè ho un concetto molto personale del dolore e mi irritano le manifestazioni di dolore e richieste di aiuto pubblico.

Questa volta è diverso. E' capitato, sta accadendo vicino a me. E allora non posso fare altro che scriverne, qui.

Taro, il fratello della moglie di un caro amico, sta morendo. Ha solo tre mesi di vita, se non fa un trapianto urgente di fegato. Ha solo 38 anni. In Giappone, dove vive, la lista d'attesa è di 4-5 anni. Bisogna trasferirlo al più presto negli USA, dove ha qualche speranza. I costi di questa operazione, con annessi e connessi, arrivano a 660,000 dollari. Mancano solo tre settimane. La famiglia di Taro sta tentando con una colletta tra tutti gli amici e via reti sociali. Se non funziona, bisognerà vendere degli appartamenti di famiglia o trovare un'altra alternativa.

Ogni contributo, anche modesto, può aiutare Taro a vivere. Lo si può fare qui, sul blog Save Taro. Il problema principale è convincere che non è una bufala. Ecco, non è una bufala. Se potete dare una mano, fatelo. Se non potete contribuire, scrivete un post. Il mio amico mi scrive

Voi blogger siete le soli voci credibili della rete.
E' vero, ha perfettamente ragione. La vita è strana e ormai l'ho capito. Una cosa del genere potrebbe capitare a me, domani. Save Taro. Se potete.

Terminal.

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Milano in tilt, ancora neve. Titolo del Corriere. Milano ha reagito meglio di tante altre città Europee. Afferma Decorato. Parigi e Londra. Ora, fa sorridere che il signor vicesindaco paragoni Milano a Parigi e Londra. Sono città con dimensioni dieci volte superiori e, pertanto, con problemi dieci volte maggiori. Dovrebbe fare un paragone con Colonia, chessò, o Manchester. O Laguna Beach, o Valencia.

E poi gli aeroporti bloccati da due giorni (due giorni, eh) sono quelli di Milano, mica di Londra. Così, tanto per dire, io sono a Londra e da stamattina non riesco più a tornare a casa a Milano - prima con EasyJet, poi con BA, prima a MXP, poi a Linate - perchè i due scali lombardi aprono e chiudono a singhiozzo, mica perchè i voli non partono da qui. Mi sembra di essere il tizio di Terminal.

Ma il più grandioso è il signor Matteoli, con il suo i trasporti hanno retto. Capite. Hanno retto. I trasporti. Chissà a cosa pensava il ministro. A quali trasporti. A quelli di Livorno, forse. Chissà.

L'insider.

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Lunedì, neve permettendo - a Milano e in UK - sarò a Sud-Est di Londra, in un pub, a incontrare l'Insider. Uno dei giornalisti più terribili del mondo dell'enterprise software. Da due anni scrive le cose peggiori contro la mia azienda (e non solo). I signori nella mia posizione prima che io arrivassi, in accordo con Corporate - quell'entità delle multinazionali che, per definizione, non comprende un accidente di ciò che avviene nelle Regions - avevano deciso un embargo totale, che si trascina, appunto, da ventiquattro mesi. Embargo è in soldoni il divieto di parlare, invitare, rispondere alle comunicazioni del suddetto giornalista.

Un embargo è la cosa più idiota che possa venire in mente a un VP Marketing o di Comunicazione. E' l'esatto opposto della sua funzione - marketing è comunicazione, comunicazione è conversazione. E così, lunedì romperò l'embargo, a mio rischio e pericolo, e andrò a visitare il terribile giornalista, autore di un pezzo mensile che, molto creativamente, ha intitolato l'Insider.

Gioco fuori casa. Mi sto preparando rileggendo i suoi articoli degli ultimi tre mesi. E ripensando ai nomi dei whisky scozzesi assaggiati negli ultimi anni. Lo sento. Alla fine sarà un Oban single malt a rompere definitivamente  l'embargo.

Il solito.

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Oggi lavoro da casa. Rientrato ieri notte da Londra, prima che iniziasse la nevicata che paralizzerà il paese - se vi lamentate per come vengono gestite le urgenze metereologiche in Italia allora non conoscete UK, dove basta una nevicatina per mettere in ginocchio Londra e l'intero paese. Gatwick e Luton sono già chiusi. Altro che Malpensa.

Ormai ho definitivamente perso lo status dell' home-worker, visto che passo in viaggio cinque giorni su cinque. Nel mese di dicembre sono stato a casa 3 giorni. Prima una settimana a Parigi, a Disneyland per l'a precisione, che è tutto tranne che Parigi, poi Dusseldorf, chiuso in ufficio per cinque giorni senza quasi uscire dalla sala meeting, questa settimana Londra. Prossima settimana ancora Londra, neve permettendo. Poi pausa natalizia, per riprendere a Gennaio.

A Gennaio ho già in piano altri tre giorni a Londra e poi - finalmente - abbandonerò l'Europa per il Kazakhstan e l'Algeria, se riesco a finire in tempo le procedure per i visti. Kazakhstan è fatta, Algeria è un bel casino.

Tra poco farò un salto al bar sotto casa a chiedere il solito. E' uno dei piaceri di essere a Milano. A Dusseldorf il solito è la pizza a strati o il wustellone che spunta fuori dal piatto o il cavolo ripieno di cose germaniche. A Londra il solito è il burger con funghi, mostarda e speck servito al van fuori dall'ufficio. A Parigi il solito è da scegliere da una lista di otto pagine del servizio di catering locale - sarete passati anche voi da un ristorante francese, non c'è verso di spiegargli che dovrebbero semplificare drasticamente l'offerta. Dopo aver riletto cinque volte il menu mi rifugio nelle poche cose note, insalate, pollo, e salsa bernese.

Adesso però vado a prepararmi - c'è il solito che mi attende.

No-fretta day, once again.

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Oggi, complice il fatto che il resto della famiglia è migrata per il weekend, è un no-fretta day, e come tutti i no-fretta day che si rispettano, non ci sono piani che reggano. Certo, ci son cose da fare, devo preparare una presentazione per il capo (anche i vicepresidenti preparano presentazioni per i capi), poi spesona all'Esselunga, aggiornamento blog, qualche email, pranzo, cena, forse un salto in libreria, ma tutto senza piani, quando capita, bene, capita. Anche la doccia e le altre funzioni fisiologiche non possono essere pianificate in un no-fretta day. La pipì si va a fare solo quando si sente lo stretto bisogno, senza pianificazione alcuna. Ci si ciba in base al bisogno, in qualsiasi ora della giornata, senza scheduling orario. Il no-fretta day ti riporta allo stato naturale delle cose, Walden, the life in the woods, London, the call of the wild, e insomma tutto questo genere di cose. Adesso però vado, perchè sento l'urgente bisogno di una delle cose di cui sopra.

Sei mesi dopo.

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Quando non si scrive per un pò sul blog significa che si è avuto (parecchio) da fare; o che sono accaduti dei casini; o in genere che qualcosa è capitato. O che è capitato qualcosa che ha a che fare con dei casini e di conseguenza si è avuto (parecchio) da fare.

E' capitato che sono stato confermato nel ruolo (qui la storia), unofficiallly, due mesi prima della scadenza. Che ho viaggiato quasi quotidianamente - rientrato da LAX, poi Parigi, domani Dusseldorf, poi Londra. Che adesso che ho ricevuto la conferma nel ruolo lavoro tre volte tanto, ma in un clima mooolto più relaxed. Che il numero di email, dalla fusione, è quadruplicato. Che adesso mi riconoscono in giro per le sedi dell'azienda (e non è cosa da poco, in una divisione di +10,000 persone). E poi che sono tornate le proposte dei famigerati head hunters (due nel giro di due settimane), interessanti ma tutte nel Veneto, chissà perchè tutto in Veneto, poi.

Codes

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Dopo tanti voli a LHR e LGW, BCN, CDG, CPH e DUS finalmente prenoto qualcosa di diverso. Una settimana, metà Novembre: GUW.

Giuspeep?

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La saga continua. Sulla prenotazione del taxi, a Londra Gatwick, ho trovato:

Wed 07 Oct 2009, Giuspeep, South Terminal
Tue 29 Sep 2009, Juzeppi, South Terminal

Come B.

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Scrivo questo post con una chiavetta Vodafone dal taxi privato che, dopo la mia keynote ad una User Conference, mi porterà dal centro della Repubblica Ceca, un paesello dal nome che non sarò mai in grado di pronunciare, a Praga; dove poi prenderò il primo volo per Londra aeroporto piccoletto per arrivare in tempo alla cena di lavoro stasera a Cambridge.

Mi sembra di essere Papi, con tutta questa iperattività. Mancano solo le escort.

About giusec, many years later.

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Dopo più di due anni - madonna, due anni! - ho aggiornato il mio about. Nel frattempo m'è nata una figlia, non uso più MSN messenger, ho superato i quaranta (anni, non figli), ho cambiato casa e lavoro.

L'unica cosa fissa della nostra vita resta, me ne rendo tristemente conto, il signor B.

Incontri MBA SDA Bocconi

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Hey, per chi fosse interessato: domani (cioè sabato, cioè oggi, visto che è già l'una del mattino) sarò agli Incontri MBA di SDA Bocconi al Palazzo delle Stelline alla sede SDA in via Bocconi a Milano. In particolar modo farò un salto come testimonial alla presentazione dell'Executive MBA. Dalle 12.30 alle 13.45.

Se ci siete fate un fischio.

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