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Fine della storia

| | Comments (27)

Nota. Aggiornato, e riproposto come primo post visti gli ultimi commenti.

E così, con quel penoso spettacolo che è stata la direzione del PD di due giorni fa, il partito che avrebbe dovuto incarnare lo spirito di una sinistra italiana rinata sulle macerie di una crisi della quale il partito stesso è stato complice (si badi, il partito, non la sinistra; che quella è tutta un’altra cosa); si diceva, con questo penoso spettacolo il PD si è dato il colpo di grazia finale. E’ finita. Stop. Fine della storia.

Vedere quel susseguirsi di interventi, asettici, privi di discussione, completamente slegati l’uno con l’altro. Sopportare, per l’ennesima volta, la presenza dei vari D’Alema, Bindi, Veltroni. Vedere Civati improvvisamente invecchiato di trent’anni e così ben mimetizzato e a suo agio tra i vecchi leader del partito dire cose prive di importanza. Assistere al non più velato mea-culpa di Fassina sulla corresponsabilità nella scelta (tutt’altro che di sinistra) di supportare le politiche di austerity tanto volute dall’Europa, insomma tutto questo mi ha stretto il cuore.

E così questa è la fine dichiarata del mio supporto al PD (supporto, mai avuto tessere). A meno che qualcosa di irrealizzabile non avvenga nelle prossime settimane (primarie, via Bersani, via tutti gli altri, Renzi alla guida, un progetto chiaro di rinnovamento, ripensamento delle politiche economiche). Fine della storia. No, non la fine del mio essere profondamente di sinistra. Questa è una dannazione che mi accompagnerà fino alla tomba.

Comments

Quindi ora hai visto quanto è profonda la tana del bianconiglio…

    Il fatto è che non vedo capacità di comprendere le cose e che è arrivato il momento di mettersi da parte.

ecco vedi, cominciamo ad avere idee simili… Quasi mi spavento

Anche io.

Io vi ricordo sempre che la buona fede di ‘sti signori è una chimera: http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html . Schiere di economisti lo dicevano già alla fine degli anni ’90, quando l’euro era ancora in costruzione. POi basta rileggersi le dichiarazioni in parlamento di Napolitano contro lo SME (riportata in Bagnai): analisi lucidissima e sovrapponibile sostanzialmente all’euro. C eravamo già fatti male con lo SME, siamo ripartiti e ci hanno riconsegnato a un cambio fisso. Se non ammettono l’errore lo rifaremo dopo 5/10 anni, non so se è chiaro.

E quindi se si votasse tra una settimana chi sceglieresti?

Sono abbastanza confuso, adesso. No Cdx per ragioni genetiche. No Grillo per timore di risorti fascismi. Please riproponi la stessa domanda il giorno delle elezioni.

Alcune risposte (in vaga contraddizione fra loro, lo so..) a quel che dice il Giusec e a quel che dice G1.

A Giusec, che dice “Assistere al non più velato mea-culpa di Fassina sulla corresponsabilità nella scelta (tutt’altro che di sinistra) di supportare le politiche di austerity tanto volute dall’Europa” rispondo che
1) In Italia non abbiamo un partito di sinistra almeno da 20 anni. Forse te l’ho gia’ raccontato, ma lo ripeto: nel 2006 ero in Olanda e (come in Italia) c’erano le elezioni. Confrontando i programmi di rifondazione comunista e quello dei democristiani olandesi su 7 temi specifici (droghe; rapporti chiesa-stato; sussidi di disoccupazione; pensioni; guerra in Iraq.. e qualcosaltro che ora non ricordo) e mi accorsi che in 6 casi su 7 (l’eccezione era la guerra in Iraq) la DC olandese era a sinistra di RC. Quindi non mi stupisce che un partito di centro-destra (il PD) abbia votato un programma di centro-destra.
2) Fassina sembra almeno aver capito l’errore (ed era probabilmente fra i meno “allineati” all’agenda Monti – o ci siamo dimenticati le dichiarazioni di Monti che diceva che Bersani avrebbe dovuto silenziare Fassina e Vendola?)

G1 invece discute (per interposto Bagnai) delle disgrazie che ci ha tirato addosso l’euro. Che sono del tutto reali. Va detto pero’ che l’euro ha anche portato qualche beneficio: ad esempio, ha consentito di mantenere bassi (=allineati a quelli della Germania) i tassi di interesse per oltre un decennio. Cosa che di solito dovrebbe facilitare la crescita, e che oltretutto ha limitato la spesa per interessi sul debito pubblico: abbiamo un debito attorno a 2000 miliardi e l’euro ci ha procurato uno “sconto” dell’1-2% sugli interessi: fanno 20-40 miliardi l’anno (che ovviamente abbiamo gettato dalla finestra.. ma questa e’ un’altra storia) [e va aggiunto che Krugman vede questo fatto come una concausa della situazione attuale.. almeno nel caso di Spagna e Portogallo].
Inoltre va ricordato che l’euro (e l’annesso patto di stupidita’) venivano visti come degli utili vincoli alle porcate dei politici: io stesso sono stato decisamente felice delle bacchettate che B riceveva in sede europea e che in qualche caso hanno limitato i danni che ha fatto.

Diat, rispondo ai punti 1-2. 1) OK, concordo. 2) Fassina sembra aver capito l’errore o è semplicemente uno di coloro che sapeva e mai ha parlato? E se ha capito l’errore, perchè solo adesso ha esplicitamente ammesso le colpe del partito nell’aver appoggiato a spada tratta le politiche destrorse di austerity?

Sul punto G1/Bagnai lascio commentare G1. Faccio solo notare che i potenziali guadagni ottenuti dal risparmio degli interessi (secondo Bisin una stima cauta di questi risparmi ci porta a circa 500-600 miliardi di Euro dal 1996 al 2011) sono stati totalmente erosi dalla crisi causata (o amplificata) dalla mala costruzione dell’euro, e che se non si riforma non c’è speranza.

Diatarn, alcune considerazioni. Tieni conto che stiamo ripercorrendo un dibattito che teoria e blogs analizzano da tempo. La tua prima osservazione rimanda al cosiddetto “dividendo dell’euro”, ovvero ai risparmi che sarebbero generati dalla diminuzione dei tassi legata all’ingresso nell’euro. Tralascio i calcoli che si leggono in giro, fatti ad pendula canis (generalmente calcolano il risparmio medio sul debito odierno, dimenticandosi sia di considerare lo stock per anno sia l’anzianità media del debito italiano, superiore a 6 anni) Io però condivido le tesi di chi sostiene che vi sia “correlazione senza causalità” ovvero i tassi calano “in concomitanza con ” e non “grazie a” l’euro. I tassi, nel periodo rilevante, calano in tutto il mondo e non solo nell’area euro (vedi ad esempio http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/03/quelli-che-abbiamo-sprecato-dividendo-dell%E2%80%99euro/341311/). In estrema sintesi il calo dei tassi era legato agli enormi surplus commerciali della cina e alla conseguente “inondazione” di liquidità che ne deriva a livello mondiale: i nostri tassi sarebbero calati comunque. La questione di “castacriccacorruzionebrutto”, come la chiama bagnai è un’altra leggenda da sfatare. A parte che il continuo attacco alla spesa pubblica è in gran parte una cortina di fumo poiché i peggiori problemi alle economie e ai bilanci pubblici vengono da nazionalizzazioni di bolle speculative nate nel privato (subprime, le varie bolle, lehman, i salvataggi bancari a pioggia). E nota che la nazionalizzazione dei debiti arriva scientificamente dopo che i privati si sono fottuti gli utili delle speculazioni stesse: al pubblico rimane il cerino, sigaro e cognacchino se lo sono ciucciati i privati. A parte che Lehman a me non lascia niente mentre un’ospedale pubblico con annessa corruzione mi lascia un ospedale pubblico e la relativa parte di PIL (ok, con annessa corruzione) che comunque genera ricchezza nazionale. Qui di solito ti ribaltano il concetto: “ah quindi vuoi la corruzione???”. No voglio salvare la spesa pubblica, per una questione fondamentale: perché il pubblico alloca meglio risorse su alcuni tipi di beni pubblici (sanità, scuola etc) e sono d’accordissimo per depurarla dalla corruzione. Non sono d’accordo a consegnare il bene pubblico a dei privati che per definizione non hanno nello statuto l’interesse pubblico… e infine fatemi capire: per liberarci di scilipoti e berlusconi ci consegniamo a una casta europea ben più opaca che per giunta fa, con grande efficienza, interessi evidentemente non favorevoli al nostro paese? Opaca in senso stretto, intendiamoci: gli organismi operativi dell’unione non sono eletti e non rispondono democraticamente ai cittadini europei. Questa nuova casta sta perseguendo caparbiamente politiche economiche che uccidono i paesi periferici. E sai che cosa rispondono quando altre istituzioni (si noti: conservatrici, non comuniste) fanno loro notare che le politiche di austerità non stanno funzionando, deprimono le economie e peggiorano i deficit? Che è meglio non parlarne, perché parlarne mina la fiducia nelle politiche di austerità della UE… **. Berlusconi è sicuramente pessimo, ma mentre lui faceva bunga bunga con professioniste lautamente pagate, altri marpioni ben più dotati fanno il bunga bunga con le nostre chiappe, dicono che lo fanno perché la colpa è nostra e si fanno pure pagare da noi… insomma qui proprio non vale la regola “il nemico del mio nemico è mio amico”, anzi l’hanno sfruttata per appecoronarci meglio. enough is enough

* Fondo Monetario Internazionale, paper di Olivier Blanchard, capo economista e tra i massimi macroeconomisti viventi: http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/02/pdf/text.pdf http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2012/10/12/imf-austerity-is-much-worse-for-the-economy-than-we-thought/
** krugman su Ollie Rehn http://vocidallestero.blogspot.it/2013/02/incoraggianti-segni-di-disperazione-da.html

Ciao, ho poco tempo ergo lascio a dopo una risposta esauriente a G1 (che comunque non mi sembra su posizioni troppo diverse dalle mie).
- Fassina: probabilmente sapeva ed e’ stato zitto (per la verita’ non del tutto – vedi http://phastidio.net/2012/10/09/perche-fassina-ha-purtroppo-ragione/ che probabilmente e’ una delle cause dell’ostracismo di Monti verso di lui). Non sto dicendo che non abbia colpe, sto dicendo che di tutta la direzione del PD e’ 1) quello che ne ha meno (non che sia un gran merito..) e 2) l’unico che mi sembra aver veramente capito la cazzata che han fatto.
- dividendo dell’euro: si’, la crisi se l’e’ mangiato (vedi cenno al “patto di stupidita’”). Ma non e’ una ragione per rimuoverlo (se prima guadagno 100 e poi perdo 200, ci ho rimesso 100, non 200). A questo proposito, una mini-risposta a G1: i tassi di interesse son scesi ovunque, ma da noi piu’ che altrove. Il mio 1-2% era basato sulla riduzione dello spread ita-ger dal periodo pre-euro a quello post-euro (e il conto era all’ordine 0 xche non tiene conto di un pacco di cose).

Diat, Fassina dice bene; ma arriva a conclusioni/soluzioni contraddittorie e irragionevoli:

http://keynesblog.com/2013/03/13/la-contraddizione-di-fassina/

Ergo, stavolta non se ne esce.

E non basterebbero tutti i Grilli del mondo – che, tra parentesi, si preoccuperanno dei dettagliuzzi e dei duemila euro in meno in busta paga, mentre il paese va a scatafascio.

E, per concludere, resta anche il dilemma della colossale presa per il culo del PD alla classe sociale che da questo doveva essere protetta.

Insomma, non sono mai stato così pessimista sulle sorti di questo paese.

Diatarn, se anche ci fosse il dividendo (e io continuo a non vederlo) l’aggancio valutario lo rende una polpetta avvelenata via una cosa che si chiama ciclo di frenkel, vedi: http://goofynomics.blogspot.it/2012/11/il-romanzo-di-centro-e-di-periferia.html . Quello che sembrava un affarone si rivela un pacco di dimensioni enormi. All’inizio le cose vanno alla grande, ma in realtà sta crescendo il debito estero, non quello pubblico, per la mancanza del segnale cruciale del tasso di cambio: essendo diventato rigido non riequilibra fisiologicamente gli squilibri. Quando salta il giochino i prestatori recuperano i soldi via pubblicizzazione dei debiti (meccanismi diabolici di aiuto per cui i soldi della nostra IMU vanno ai fondi europei che li prestano alla grecia che li restituisce alle banche francesi e tedesche… azz, ma non stavamo salvando la grecia?!) ma il tessuto economico/sociale dei paesi indebitati rimane devastato, perché gli si impone una feroce austerità anche se è la ricetta sbagliata. Ma che sono, le cavallette, i Borg? Proprio così: sanno benissimo che la cura è sbagliata, ma la propinano perché l’effetto desiderato non è salvare il paziente, ma tenerlo in vita finché non paga debiti che non poteva contrarre. E pensare che il rischio di credito dovrebbe incombere sul prestatore. In realtà prestano a capa di cazzo (vedi subprime: è sempre la stessa storia), tanto il sistema è disegnato perché il cerino resti nelle mani dei deboli. E se queste sono le regole, se tu fossi banchiere che faresti? Esatto, anche io…

Per intenderci: il banchiere non è cattivo. E’ perfettamente razionale, dato il contesto. La cosa che fa sorridere è che ci meravigliamo dell’entropia dopo aver accettato un generatore di entropia che si chiama euro. E continuiamo a sentire soluzioni che mirano a tarare meglio la macchina dell’entropia. E scemi sarebbero quelli che alzano la mano e dicono: ma… e rottamarla?

Prima risposta a G1 (solo al commento March 14, 2013 9:59 AM). Voglio sottolineare che non voglio difendere l’euro, ma valutarne razionalmente costi e benefici.
[segue causa problemi coi commenti]

[segue da sopra]

Riguardo all’entita’ del “dividendo dell’euro” ripeto quanto ho accennato prima:
1) il calo dei tassi di interesse fra 1990 e 2000 e’ si’ “globale”, ma per noi c’e’ anche una componente legata all’euro: un grafico storico dello spread btp-bund (realizzabile ad es. su http://research.stlouisfed.org/ ) mostra forti oscillazioni fra 1985 e 1995 (minimo 3% massimo 8%). Invece fra 1998 e 2008 le oscillazioni sono state piccole (minimo 0.15%, massimo 0.45%). Questa stabilita’ era dovuta all’euro (notare che in quegli anni gli interessi sui bund non sono stati costanti: minimo 3.0%, massimo 5.5%); quindi almeno una parte del vistoso calo dello spread (da una media del 4.5% ad una del 0.3%) aveva a che fare con l’euro. Quanto? non lo so.. ma parlare del 2% (certo, non del 6%, come fanno alcuni) mi sembra prudente.
[segue... sembra unproblema di lunghezza del commento]

[segue da sopra - 3a parte]
2) il conto “(110% di PIL)*(2%/anno)~2% di PIL/anno~35 miliardi/anno” (utilizzando il PIL attuale) puo’ essere sbagliato per il singolo anno; ma non come media su un periodo (10-12 anni) piu’ lungo della duration dei titoli (6 anni).
In sintesi, continuo a sostenere che il debito pubblico ha avuto un beneficio di 30-40 miliardi l’anno, per 10-12 anni.
[segue...]

Diatarn, è proprio sulla struttura del ragionamento che non sono d’accordo. Primo: il tuo calcolo non è provato (andrebbe fatto un paragone tra economie simili alla nostra fuori dall’euro nel medesimo periodo per valutare se c’è uno spread). Su questo non è unanime la teoria, figurati se la risolviamo noi. In ogni caso se ci fosse un delta non spiegato dal calo mondiale dei tassi per me è spiegato dal ciclo di frenkel: si drogano le economie periferiche con prestiti non efficienti a tassi bassi. Sarebbe come valutare che ne fai del “dividendo della droga” nel caso in cui la droga te la vendono a prezzi più bassi: permettimi ma non è una discussione sensata, secondo me. E comunque quel risparmio ti si ripresenta con interessi da usura alla fine del ciclo di frenkel: il debito pubblico sale e l’economia rimane devastata e senza possibilità di riprendersi (ops… proprio proprio come ora!). La discussione sul “dividendo dell’euro”, poi, sottende sempre una discussione morale relativa alla spesa pubblica. Io non capisco perché nell’identità Y=C+I+G+X-M su G parliamo sempre di aspetti morali, dimenticandoci che significa scuole, strade, stipendi: servizi pubblici. Diminuire G significa diminuire servizi pubblici e, spesso dimenticato, DIMINUIRE IL PIL. Se G va depurato da corruzione e sprechi, perché la facciamo diventare sempre una discussione diversa? Il debito pubblico italiano era su un sentiero virtuoso quindi il concetto di “dividendo dell’euro” (che sarebbe meglio chiamare “il prestito dell’usuraio”) da usare per diminuire G per me è sbagliato in radice. L’idea “spesapubblicabrutta” in assoluto mi ripugna, perdonami: è la negazione dello stato moderno.

G1, stavo arrivando alla parte di cui discuti ma purtroppo ho dei problemi tecnici a postare il resto del mio commento (ho gia’ avvisato giusec che non ci capisce gran che.. magari posso mandarti un email e poi lo posti tu?)

Diat, sono su ipad ora. posso darti un riferimento? su goofynomics, ultimo post, trovi il ciclo di frenkel applicato a Cipro. same old fucking story. Se questa dinamica è vera e si ripete sempre, che senso ha discutere del dividendo dell’euro? se anche le prime volte te la regalano, ti porta sempre allo stesso orrido finale. No, non sono un ex tossico, ma non mi viene nessun paragone migliore.

Giusec, scusa :-).. e’ che io avevo scritto un po’ di cose in cui davo in buona parte ragione a G1 e mi spiaceva essere “attaccato” su cose che tutto sommato condivido. Stasera finalmente saro’ a casa e potro’ verificare se i problemi persistono con un pc che non sia il mio laptop.
G1, NON sto dicendo che l’euro sia stato un affare, sto cercando di valutare quanto valevano le “caramelle”.

Diat, ti segnalo Bisin su noise from amerika che apre finalmente un dialogo serio con Bagnai, dopo aver detto qualche minchiata su precedenti post. Bisin ha cv illustre e sostiene il dividendo dell’euro con argomenti simili ai tuoi. io continuo a ritenere errata l’impostazione: il dividendo dell’euro, semmai, va provato confrontando i tassi reali italiani con quelli di economie extra-euro paragonabili alla nostra. ma sarà interessante seguire il dibattito, se Bagnai coglie la “sfida”. Devo dire che Bisin, palesemente, non ha letto le analisi di Bagnai: molti argomenti bisiniani mi paiono già affrontati e confutati da mesi nelle analisi di Bagnai.

tra l’altro, il 1° grafico pubblicato da Bisin (tassi reali su titoli a lungo termine)mi pare un clamoroso autogol: i tassi italiani sono inferiori a quelli tedeschi dal 1998. Ma ricordo che l’euro parte 2 anni dopo, nel 2000… sarebbe un “dividendo” incassato prima di possedere il “titolo”… sicuri sicuri che vi sia causalità? Il trend era già su un sentiero di diminuzione, quindi forse i fattori rilevanti sono altri. O se ci fosse causalità mi dovreste dimostrare che lo spread italiano DIMINUISCE ULTERIORMENTE e SENSIBILMENTE dopo l’entrata nell’euro. Il grafico mostra chiaramente che, al netto di oscillazioni, non è così. Quindi quando calcolate “tot miliardi anno per tot anni” per dirla con un tecnicismo “ve la cantate e ve la suonate”. Nel link segnalato da Giuse sul post relativo a Frenkel (chissà dove li trova tutti questi dati, il buon Giusec…), semmai, trovo spiegazioni sulla dinamica di spread e debito pubblico che mi sembrano più robuste di quelle di Bisin. E inoltre, in trasparenza, noto una cosa che mi agghiaccia molto di più. Bisin esordisce dicendo che finalmente ha raccolto dati e ha fatto fatica per sostenere una posizione pro-euro. Bisin è un illustre economista che nel 2013 si fa la sua ricerchina a sostegno dell’euro. Domanda: ma come cazzo ci siamo entrati nell’euro? Se i sostenitori “esperti” (non i “sognatori” alla Boccia, per intenderci) si vanno a fare una ricerchina nel 2013, mi spiegate chi cazzo ci ha portato in questo delirio su che basi scientifiche lo ha fatto? Poi capisco perché siamo ancora ostaggio di una BCE che lega la quantità di moneta all’inflazione, mentre la FED c’ha la stampante dei dollari al calor bianco. E loro brindano alla fine della crisi mentre noi siamo nel delicato passaggio tra una lunga recessione e una bella e stabile depressione, così non ci pensiamo più

    L’euro fu introdotto come moneta virtuale nel 99 e poi reale nel 2002. Nel precedente post sull’argomento Bisin afferma ‘è importante iniziare dal 1996 perché i mercati finanziari anticipano tutto, nel bene e nel male…”

Ma questa è economia alla mago otelma, permettimi. Quando i dati non quadrano con la loro analisi ci picchiano “i mercati che anticipano”. Un filo aleatoria, come analisi, no? Però poi calcolano il dividendo euro in numeri “sodi”, mediando su 10 anni e utilizzando moltiplicatori discutibili. E poi perché si fermano al 2008? Gli spread fino al 2013 non sono più “dividendo”? O quando ce li mettiamo non conta? Mi pare che calcoliamo come gli scommettitori compulsivi che si dimenticano sempre di raccontarti le perdite

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