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Due parole sull’agglomerato

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Tornato ieri da Londra. Milano. Capitale della macroregione del Nord. Oh. A proposito di tornare a Milano.

Si respira un’aria diversa. Avete notato? Io si. Che l’ho notato. E no. Non è l’autunno. Io l’ho notato, si.

Beh, anzitutto l’Area C. Finalmente ristabilita. Trentamila passaggi in meno a settimana, rispetto ad un anno fa.

E poi le unioni civili. E il si di Pisapia alle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Gli stati generali della bicicletta e l’ampliamento notturno del servizio bikemi e l’ampliamento delle piste. E gli abbonamenti gratuiti per disoccupati e precari.

OpenWiFi. Va bene, con tutti i casini del caso – vedi sim italiana, stranieri e turisti.

E le altre piccole cose. Messa in sicurezza di istituti scolastici. I supermercati aperti 24 ore su 24. Primi (e unici) in Italia. E la raccolta differenziata.

Non è male tornare a Milano, in questi giorni. Che sia tornata quella che conoscevamo. Vent’anni fa.

Oh. E se Pisapia si candidasse alle primarie, io lo voterei.

Comments

Figa Milano sembra un pò la Bologna del mito per come la descrivi.
Anche io credo in Pisapia. Però la Milano di vent’anni fa se guardi bene nominava sindaco Formentini.
E i supermercati aperti 24 ore su 24 vuol dire produttività, però se quelli di notte non li pagano il giusto non mi piace.

W Pisapia, comunque.

No, non sembra la Bologna del mito. E’ la Milano di oggi. Assai meglio di quella che ho visto negli ultimi anni (e sia: vent’anni fa Milano faceva cagare e aveva iniziato a rotolare per quel precipizio da cui si è rialzata solo adesso, con enorme fatica).

E allora siamo tutti lì a tifare per il cambiamento, un anno fa si scriveva Milano libera tutti e ora potremo abbozzare Milano rialzaci tutti.
Ma Milano la cambiano soprattutto i milanesi (tutti quelli che ci vivono) che cambiano.

ciao

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