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March, 2012 Archives

Di diritti moriremo?

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Oggi ero in Bocconi a seguire parte della prima giornata di Unthinkables 2012 e, inutile dirlo, tutti i riflettori erano puntati su di lui. Il discorso era preparato (qui lo script in pdf) e ha lasciato ben poco spazio all’improvvisazione. Il meglio di se Marchionne lo ha dato però nella sessione di workshop, dove ha risposto a domande selezionate dall’audience.

Troppo presto per giudicare l’intervento. Per il momento riporto alcune frasi. Poi ognuno tragga le sue conclusioni.

Si dice che gli esseri umani possono vivere quaranta giorni senza cibo, quattro giorni senza acqua e quattro minuti senza aria. Ma nessuno di noi può vivere quattro secondi senza speranza. Oggi sono qui a parlarvi di speranza.

Queste iniziative (nota: si parla di globalizzazione), però, non vanno confuse con la tendenza, in atto da diverso tempo nell’industria dell’auto, a delocalizzare le attività industriali, che viene spesso usata come misura di difesa per affrontare la guerra sui prezzi. Per quanto mi riguarda, credo sia una strategia molto pericolosa

Sono le cose che facciamo e il modo in cui le facciamo che parlano di noi stessi, della nostra visione del mondo, del tipo di persone che vogliamo essere. E solamente le cose che facciamo, ciò che costruiamo, ci rendono ciò che siamo.

A volte, nel nostro Paese, ho l’impressione che ci sia un atteggiamento passivo nei confronti del presente. (…) E’ come se si pretendesse di avere diritto ad un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare.
Un movimento di lotta (Nota: il sessantotto) pienamente condivisibile, che ci ha permesso di compiere enormi passi avanti nelle conquiste sociali e civili, ha avuto purtroppo un effetto devastante nei confronti dell’atteggiamento verso il dovere.
Se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo.

Primi articoli qui, qui e qui.

Benchè avesse tutto

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A causa di (grazie a?) una serie di malanni renali che mi ha allettato per poco più di ventiquattr’ore ho avuto finalmente tempo di iniziare tre biografie acquistate da un pò: Giangiacomo Feltrinelli, Enrico Mattei, Scott (quello della spedizione in antartide). Ne ho finita una. La prima. Le bimbe vanno matte per una piccola parte di ciò che ci ha lasciato in eredità. Una delle sue librerie. Quella di Piazza Piemonte, a Milano. Tra tutte le testimonianze e le citazioni, una mi è piaciuta, scritta da lei, e la riporto qui, tale e quale. Per me e per chi passa, casualmente, da queste parti. Piesse. Il booklet su Giangiacomo Feltrinelli lo trovate, gratis, in libreria. In ricordo, a quarant’anni dalla sua morte.

Un combattente della cultura (…). Ma è stato anche, e du questo aspetto infine a prevalere, uno di quei rari esseri che assumono su di se la coscienza del mondo (…). Non è avventurismo. E’ un enorme fardello, è sacrificio di se stessi. Umiltà estrema. Benchè fosse nato nel privilegio – e non banalmente a causa di ciò: questa è la spiegazione semplicistica che da chi è soddisfatrto del proprio privilegio – benchè dunque “avesse tutto”, c’era una cosa, e una soltanto, che gli mancava: un mondo giusto nel quale vivere. Quando il comunismo non sembrò più una soluzione capace di realizzarlo, egli cercò altri mezzi. Che siano da considerare deplorevoli o meno, che siano stati o no un tragico errore, è da lì che scaturivano, dalla disperazione per la condizione umana.

Cronache di Gerusalemme

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Di Guy Delisle avevo parlato qui, la bellezza di quattro anni fa. Adesso ecco una sua nuova graphic novel. Il 4 Aprile, per la precisione. Il Corriere la pubblica in anteprima. Un episodio al dì. Per un mese.

Eat, pray, love

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Eat, pray, love
Originally uploaded by giusec

Scattata a sud-est dell’agglomerato.

E tre

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Come volevasi dimostrare.

Vedi anche qui.

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