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L’Oban è di sinistra

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E’ da un pò che non si scrive di politica, da queste parti. D’altra parte, è un blog di viaggi, voli, Airworld e altre cazzate viaggesche, questo.  Però la tag cloud non lascia dubbi: B è l’argomento più toccato, sin dagli albori di g&f. E pure Pdl. E pure PD. E persino Elezioni. Tant’è.

Ora, ho notato ultimamente – e non voletemene per il candore – che più bevo (alcol) più le mie idee prendono una deriva sinistrorsa. Mi spiego: con una birretta, la penso più o meno come Civati e mi piazzo decisamente più a sinistra del ragazzetto fiorentino, il Renzi. Con due birre e un mojito, inizio a disquisire di argomenti vendoliani. Con tre birre, un bicchiere di Chianti, due mojitos e un Oban sono pronto a pianificare il prossimo attacco dei black blocks. Adesso, ad esempio, dopo due Becks e un Oban doppio casareccio – non nel senso che l’ho prodotto io qui in casa; bensì che la quantità doppia del mio bicchiere ha assunto un senso molto, molto personale – dicevamo, dopo 2 B e un O, sto stampando volantini intrisi di ideali di una sinistra pura, eterea, naturalmente extraparlamentare, ormai invisibile da un pezzo tra i sedili dei luoghi di potere Romani.

E a questo punto, le domande si fanno (lentamente) strada tra le mie connessioni neuroniche: ma Civati e Renzi sono così perchè non bevono mai? E non potremmo cercare di far ubriacare Bersani, in una notte di mezza estate, per sentire, finalmente, qualche considerazione di sinistra? E che cazzo succederebbe se d’Alema si scolasse un’intera bottiglia di Macallan? Tutte domande delle quali, ahimè, non conosceremo mai risposta.

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