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L’esperto di whisky

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Alla fine del 2009, era Novembre, più o meno, ho iniziato a bere whisky. Nel senso che ho iniziato ad assaggiarli, senza peraltro finire ai meeting degli alcolisti anonimi. Perchè dovete sapere che ci vogliono due ben precisi requisiti, per diventare esperto di whisky: uno, esperienza; due, un’anima pia che ti fa da guida. La prima la si raggiunge sul campo. Dopo più di anno, posso dire di averne provati almeno una cinquantina. So riconoscere un Islay da un Highland (non che ci voglia una grande perspicacia, dai) e un single malt da un blended. Ho anche avuto una guida personale. E’ durata solo cinque-sei mesi, poi ci siamo persi di vista. Ma mi ha fatto assaggiare parecchie varietà, marche, geografie. Mi ha spiegato una serie di dritte. Insomma, a più di un anno di distanza, posso dire di saperne qualcosa.

Così l’altro giorno faccio un salto al Paradiso dei Whisky, o era l’Universo dei Whisky, non ricordo, a Gatwick, e chiedo una bottiglia di Oban, che è un Highlander che mi intriga, ultimamente. Il signore del Paradiso, un orientale (e già qui avrei dovuto insospettirmi) mi avverte che l’Oban è terminato; ma posso prendere un Glenkinchie, che è distillato a pochi chilometri dal primo. Non è un High. E’ un Low. Ma che vuoi che siano, pochi chilometri. Giusto. Così mi son fidato del cinese, e l’ho acquistato. Trentasette sterline.

Qualche giorno dopo ho comprato la bibbia. Sempre in aeroporto. Questa volta Heathrow. E alla prima occasione, ho iniziato a leggere. Poi mi è venuto in mente il cinese. E lo pseudo-Oban da trentasette sterline.

The nose is a disaster, with more off notes than I can begin to count. Never have I come across a more sorry Classic Malt since the range was launched. Luckily – or unluckily for the market – this is from a bottling from Canada with half the label in French. One for the guillotine.

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Io invece mi sto specializzando in bourboun, la mia principale controparte nel nuovo lavoro sta in quel di Louisville, Kentucky.
Lezione numero 1: se qualcuno dice che il Jack Daniels e’ un bourboun, togli il saluto, c’e’ anche scritto Tennessee, il dubbio non puo’ sussistere.
Lezione numero 2: qualunque cosa liquida non abbia scritto Kentucky straight sull’etichetta e’ comparabile a Coca Cola. Con buona pace del tuo whisky delle Highlands :D

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