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Noio volevam savuàr

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Oggi ho fatto il colloquio ad un paio di neolaureati, freschi freschi, economia, per due stage in marketing internazionale. Niente di trascendentale. La posizione, intendo. Uno stage, come tanti in giro. Sei mesi. Pagati. Marketing. Social Media. Branding. Altra robaccia.

Primi cinque minuti, tutto OK. Nel momento in cui ho annunciato che l’Italiano (la lingua) era un optional e che tutto lo stage, ma proprio tutto, era in lingua inglese, è scoppiato il panico. Il primo candidato si è defilato. Il secondo ha iniziato a sudare. Guardi non so. Non credevo. Cioè noi non è che abbiamo un livello di inglese così alto. Certo, lo leggiamo. Abbiamo anche il B-level del certificato vattelapesca riconosciuto in tutto il mondo. Ma non è che siamo fluenti. Insomma. L’ho salvato io, dicendo che non era obbligato ad accettare e che poteva andarsene. Se n’è andato.

Ora, io andrò controcorrente, ma preferisco assumere qualcuno che si sia laureato in ritardo e con un votaccio, ma che parli inglese fluente. Per me vale cento volte più un’esperienza di sei mesi in UK, che poi è una cosa anche divertente, immagino, piuttosto che una laurea presa senza pause e terminata con precisione svizzera. Abbiamo la fortuna di conoscere una lingua, dalla nascita, che non è l’inglese. Impariamo anche quello. E partiremo avvantaggiati.

Comments

Concordo su tutta la linea, personalmente ho dovuto sudare come un dannato per raggiungere i “normali” standard richiesti dal mio lavoro verso una lingua che nessuna Scuola-Universita’-Master e’ riuscita ad insegnarmi…forse se avessi avuto piu’ coraggio o coscienza durante il periodo universitario uno stage in un paese di lingua Inglese mi avrebbe risparmiato un sacco di lavoro in piu’.

Perfettamente d’accordo sulla tua filosofia. Anche perche’, (indipendentemente da inglese o esperienze all’estero) la correlazione fra capacita’ di una persona e voto di laurea/durata degli studi e’ piuttosto debole.. e ti sto parlando della capacita’ di far ricerca, che dovrebbe essere la piu’ “accademica” possibile.

Quello che mi chiedo e’: ma questi due non l’avevano visto da nessuna parte che la lingua di lavoro era l’inglese? e se anche tu avessi dimenticato di specificarlo nell’annuncio, perche’ erano cosi’ terrorizzati? potrei forse capirli se fossero stati digiuni al 100% di inglese, ma visto che qualche base l’avevano, era un’occasione per imparare..

Anzi ti diro’ di piu’ se da parte vostra c’era la volonta’ di prenderli per loro sarebbe stato non solo una buona occasione ma soprattutto uno STIMOLO determinante per perfezionare la lingua, e questo vale, come dici tu, molto piu’ di un voto alto di laurea. Che dire, contenti loro…:-)

Eh, non so bene cosa è stato specificato per lo stage. E non so neppure perchè abbiano rinunciato. Il secondo se la cavava, ma non abbastanza da tenere contatti con il resto dell’organizzazione e da generare contenuti in lingua.

Ma cosa gli ci voleva? sputavano sangue per la prima settimana, e po se la sarebbero cavata serenamente, e che ci vuole? poi con il B-level digiuni non erano. Boh questi polli d’allevamento!!!!!!!!!!!

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