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Back, from Airworld

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Ho vissuto ad Airworld, per più di un mese. A volte ho fatto visite brevi e fugaci, giù. L’Europa lo permette. Francoforte. Airworld. Zurigo. Airworld. Londra. Airworld. Il resto del mondo, un pò meno. Adesso sono in volo per rientrare a casa.

Un mese. Sono stato in Europa, ho toccato suolo a Parigi, Zurigo, Bratislava, Vienna, Duesseldorf. Naturalmente a Londra. Di passaggio a Vienna. Ad Amsterdam mi sono limitato ad un meeting in aeroporto, per poi ripartire per Airworld. Ho passato quarantott’ore a Mosca e ho finalmente trovato ciò che cercavo, da mesi. Mi sono fermato dieci giorni a Orlando, in Florida, e ho respirato una brezza calda, a fine ottobre, ed un sole che da noi si vede solo in piena estate. Ho intravisto Vienna, diretto a Bratislava. Sono stato a Parigi quattro volte, senza mai vederla.

Adesso sono tornato, ma non sono realmente a terra. Dopo tanto viaggiare, Airworld ti confonde e ti fa sentire in trappola. Una trappola dolce, dalla quale non vorresti più tornare. Per qualche giorno sarò a Milano, poi nuovamente in viaggio, a Norimberga e poi a Londra, e ancora ad Amsterdam e poi infine a Barcellona. A gennaio sarò a Dallas e poi chissà che non riesca finalmente a dirigermi dove cerco di giungere, da anni. Profondo Sud.

Comments

era ora! ma i tuoi vecchi amici gechi??? ci vogliamo vedere!!!

    Geco% (ma suppongo che tu sia Geco5), non dovremmo vederci prima di Natale per discutere la zingarata prossima ventura?

Anche io viaggio, capisco quella dolce sensazione di restare sospesi, mentre si è su un rientro costruito su tre voli con sottobraccio il laptop, il FT, un buon libro o quel settimanale comunista con le gambe in primo piano e il nome del nostro PM. C’era dappertutto, nelle edicole di tutti gli areoporti in cui sei stato, vero?

MI domando: chissà cosa stvi cercando da mesi, a Mosca!

Emanuele

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