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Gli umanitari veri?

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A proposito del massacro dei medici in Afghanistan e delle forze “di pace” italiane in quel disgraziato paese, su un trafiletto apparso oggi su Repubblica il dottor Alberto Cairo scrive parole condivisibili sulla differenza tra umanitari ed esercito. Il medico scrive:

Facciamo il vostro stesso lavoro, dicono. Non è vero. Nessuno può negare che i progetti umanitari dei soldati portano benefici, ma è altrettanto chiaro che hanno spirito e finalità diversi. Noi della Croce Rossa internazionale e organizzazioni come Medici senza Frontiere e Emergency siamo esclusivamente umanitari. Neutrali, imparziali. I soldati sono invece necessariamente di parte. L’aiuto che portano è legato a obiettivi militari, subordinato ad essi, per vincere, assieme alle battaglie, cuori e menti. Succede così che le loro distribuzioni di cibo o costruzioni di cliniche e scuole avvengano in zone di importanza strategica, ma con bisogni non prioritari.

Condivisibile, si. Ma chi è questo medico, questo umanitario vero? Un’intervista di Strada al Corriere del 2006 risponde alla domanda e fuga ogni dubbio.

Chissà perché i giornali si ostinano a definire Alberto Cairo un medico, e chissà perché Alberto Cairo regolarmente non smentisce? Sa anche lui di non esserlo, è dottore in legge, di professione fisioterapista.

e anche:

E già che ci siete, chiedete ad Alberto Cairo di farvi visitare, essendone direttore, i «6 ospedali ortopedici della Croce Rossa Internazionale sparsi in tutto l’Afganistan». Ospedali ortopedici? Neanche l’ombra!

Il resto dell’intervista è qui. Eccola la differenza, quella reale, tra soldati, umanitari e umanitari veri.

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