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August, 2010 Archives

Flying books

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Se capitate dalle parti di Schipol ricordatevi che hanno appena aperto una libreria per viaggiatori. Ci sono iPads e poltrone, ed è aperta 24/24h. Esattamente come a Malpensa. Dai. Su. Scherzavo.

The strange case of Blogger Jekyll & Social Hyde

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Qualche giorno fa siamo ufficialmente andati live in azienda con Socialcast. Oh, niente di trascendentale, per carità; se non che si tratta di un “aggregatore di activity streams che semplifica l’integrazione di dati, persone, processi”. In soldoni: un Facebook aziendale. Stesso layout, stesse feature social, stessi concetti: ma è un Facebook interno, non visibile fuori dal dominio, è integrato con Outlook, BB, iPhone e servirà per facilitare la condivisione e collaborazione tra i circa diecimila impiegati della business unit.

Ora, la cosa interessante, e che riguarda puramente il sottoscritto, è la seguente. Sapete quanto FB mi ripugni; sapete anche che ci ho provato, dio se ci ho provato, a far parte dell’immensa famiglia di FB. Per poi auto-deattivarmi, con promessa di non ritorno, allo scoccare delle 48 ore.

Ebbene, con ‘sta roba del Socialcast è tutta un’altra cosa. Per la posizione che ho in azienda ho bisogno di raggiungere più persone possibili. E conversare con loro. Per rispondere alle domande. Per condividere in tempo reale ciò che io ed il mio team creiamo. Certo, ho già il mio blog. Certo, ho accesso alle mail broadcast, che pigi un bottoncino e mandi un messaggio a diecimila inbox di altrettante anime. Certo. Ma non è conversazione. Non del tutto, perlomeno. E il FB aziendale mi una possibilità in più per conversare (potenzialmente) con ciascuno dei diecimila membri della comunità.

In soldoni, pur essendo un fottuto blogger antisociale nella sfera privata, mi riscopro facebokkaro della prima ora nella sfera professionale. E questa è una grossa sorpresa, per me, prima di tutto. Da bravo snob autistico, non so se vergognarmi o meno. Per adesso, semplicemente, ne prendo atto.

Save my Inbox

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Dalle nove di stamane il mio Inbox è vittima di una tempesta di email. Buona % in arrivo dai nostri uffici italici. Francia e Spagna seguono. Germania, UK, RoE (Rest of Europe) no, perchè 1) sono andati in ferie a Luglio; 2) andranno in ferie a settembre; 3) sono rientrati, ma non si sono fatti prendere dal turbine, ancora. Nord Africa e Middle East si sono scatenati ieri, domenica. Quindi oggi si rilassano. Dalla Russia non arrivano email, ne oggi ne mai. Ragazzi, calma. Non è il caso di farsi prendere dal panico. Siamo ancora al trenta di Agosto. Calma. Non è ancora Settembre. Fermi lì. Un caffè alla macchinetta? Le foto delle vacanze? Le ultime su B, Gheddafi e i social media? Take your time.

E Save my Inbox.

On the edge of a double-dip recession

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Sembra che il mio CEO, ahimè, l’abbia azzeccata, annunciandoci, sei mesi fa, che avremmo dovuto essere preparati a nuovi casini economici (e no, qui l’UDC non c’entra, decisamente):

(…) investor sentiment remains highly negative, despite some reassurance from Fed chief Ben Bernanke in Jackson Hole Friday. There is a strong feeling afoot in the land that the U.S. is teetering on the edge of a double-dip recession, and there is an equally strong sense that there will be no second stimulus, especially with Republicans seemingly poised to take the House in November.

Perchè il Gheddafi-show non è una buffonata

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Lo show romano di Gheddafi, che in tanti hanno bollato come una ridicola buffonata, è invece, a mio parere, degno di (profonda) riflessione.

Primo, perchè solo nella Roma del 2010 può capitare uno spettacolo di tali proporzioni. Mi riferisco naturalmente alla Roma sede dell’impero berlusconiano e non alla città in se; anche se, francamente, non ce lo vedo l’illuminato a montare tenda e cavalli in piazza Duomo – e si che Milano sarebbe stata un’ottima piazza per il reclutamento di veline e co.

Secondo, perchè mostra cosa non è l’islam. Non sono un grande conoscitore di questa religione, devo ammetterlo. Non sono un grande conoscitore di alcuna religione. Ma non mi risulta che alcuna pagina del Corano faccia riferimento all’importanza di avere un pubblico femminile tra i 20 e i 35 anni con altezza rigorosamente maggiore di un metro e sessantacinque.

Terzo, perchè lo show da un’immagine ben chiara di chi noi siamo. Cinquecento ragazze, carine (almeno, così pare dalle foto), meno che trentenni, che passano un’intera giornata ad ascoltare una lezione di Corano tenuta da un dittatore sanguinario, venuto a trovare l’altro pazzo, quello che da ormai vent’anni ci tiene in scacco, per guadagnare settanta miseri euro ed una copia rilegata del Corano. Una di queste ragazze che chiede candidamente se è la nostra religione ad essere sbagliata. Hey, TII (si pronuncia ti-ai-ai) – This Is Italy. Questa è l’Italia. Questi siamo noi. C’è poco da sfottere. Inutile fare sarcasmo. Siamo noi Italiani. Solo qui potrebbe capitare una cosa del genere. Per quanto mi sforzi non riesco a immaginare nessun altro fottuto paese d’Europa dove una scena simile possa accadere senza che scoppi un casino della miseria.

Ecco perchè lo show romano di oggi non è una buffonata. E Gheddafi, che è pazzo sanguinario, ma non uno stupido, lo sa bene.

Social mapping

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A proposito di Social, la mappa pubblicata da HBR (e relativo post) è molto interessante. L’Italia è uno dei quindici paesi analizzati.

The map that emerges shows an East-West divide in users’ broadcast behavior. Asian users are more engaged with the social web than users in the West, where social networks are popular but other behaviors lag. Chinese and Indian users, for example, are three times as likely to microblog, or tweet, as American users. They’re also twice as likely to share videos.

Social recruitment

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Non mi sono mai fermato, quest’anno, ad Agosto. Sfido chiunque a dire che è il mese in cui i progetti si fermano e i clienti smettono di acquistare – questo accadeva in Italia, forse, fino a qualche anno fa. Adesso, non più. Dovendo seguire una regione di cui l’Italia costituisce solo una piccola, sebbene non irrilevante, fetta, la mia agenda di agosto è risultata pari, se non più incasinata, di Febbraio, Aprile o Giugno. Viaggi pressocchè ogni giorno di ogni settimana. Meeting. Training. Con un vantaggio: parecchi manager hanno concentrato le ferie in questo mese, e il numero di email interne si è ridotto drasticamente. C’è più tempo per riflettere. E per concentrarsi sulle cose importanti.

Io ho dedicato il mese di agosto al recruitment. Alle assunzioni. Avevo quattro posizioni aperte, due in UK, una a Mosca, una in Francia. Ne ho chiuse due, di posizioni. Se n’è aggiunta una terza in UK ed una a Bratislava. Tutte nel marketing e comunicazione. Naturalmente.

Avevo ragionato parecchie volte sulla necessità, presunta, di assumere uno o più esperti di social media. Poi ho pensato che non avrei potuto giustificare neppure una posizione full time dedicata al tema e che sarebbe stato più sensato cercare dei bravi creativi, gente abituata a lavorare con i contenuti, esperti di comunicazione, web, PR – ed ho bollato i miei ragionamenti sui social guru come una stronzata. Lo credo fermamente. Tutt’ora.

Il post di Massimo riflette i miei ragionamenti. Aggiungo che il cambiamento in un’azienda non abituata ad usare il Web come Dio comanda può essere destabilizzante e deve arrivare dall’alto – insomma, ci vuole qualcuno tra i leader che abbia il coraggio di seguire la strada giusta e fottersene delle fobie aziendali sul controllo della comunicazione. Fobie tanto in voga ancor oggi, spesso anche tra le aziende che hanno a che fare con tecnologia e innovazione. Qualcuno che sia in grado di comprendere che Twitter non può essere utilizzato per pubblicare comunicati stampa. Che non aprire un blog perchè è time-consuming, in quanto bisognerà poi moderarne i commenti, non è certamente l’approccio corretto. Per mia esperienza, leader di questo tipo sono rari, oggi. E non parlo solo dell’Italia. Credetemi.

Ho trovato i seguenti post, sull’argomento, interessanti. E li ripropongo. Post che non fanno altro che confermare la mia convinzione: non assumerò esperti di social media. Ergo: sostituite pure il paragrafetto social del vostro CV. Down with Social / Don’t hire social media people. La sola pratica non fa diventare esperti.

You are landing on water

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Ecco cosa è accaduto ieri quando quei simpaticoni dei piloti di BA hanno pigiato il pulsante sbagliato, annunciando ai terrorizzati viaggiatori del volo 747 Londra-Hong Kong che da lì a poco si sarebbero ritrovati cadaveri nelle acque del mare del nord.

I hope this is the last time

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Ieri pomeriggio. Volo Londra-Malpensa. Il tizio a fianco a me continua a parlarmi in inglese, anche se io gli rispondo sistematicamente in Italiano. Lui è italiano, palesemente italiano, con un accento inglese talmente italiano che potrei persino dire da quale città arriva, anzi, da quale quartiere di quale città arriva. Mi dice sorry, I ‘must’ go to the toilette, io gli dico che non ci sono problemi e mi alzo, lui mi dice thank you. Va a fare quello che deve fare, poi torna e mi rialzo e mi dice sorry, I hope this is the last time, e io gli dico, in italiano, lo spero anch’io e lui si siede e mi dice thank you very much. Mah. Forse non vuole farsi riconoscere. O forse ha deciso di praticare con me il suo inglese. Chissà. Ad ogni modo, speriamo tutti che sia l’ultima volta.

Her English was seamless. Everyone’s was. I had sixty words of Spanish and Hand had maybe twice in French, and that was it. How had this happened? Everyone in the world knew more than us, about everything, and this I hated then found hugely comforting.

Dave Eggers. You shall know our velocity!

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