Ho trovato una Spagna molto cambiata, questa settimana. Non venivo qui da mesi. Era maggio, o giugno, non ricordo. Si respirava ancora un'aria positiva a Barcellona, come se non ci si rendesse ancora conto di cosa stava accadendo.
Adesso si, che tutti se ne sono resi conto. In un anno la Spagna ha perso più di un milione di posti di lavoro, circa ottocentomila dal comparto real-estate. Migliaia di agenzie immobiliari hanno chiuso, rimpiazzate, dove possibile, da negozi, supermercati, edicole. Il governo garantisce due anni di assistenza agli unemployed, e pertanto non tutti cercano lavoro immediatamente. Restano in attesa - un'attesa che si potrebbe prolungare più del dovuto.
L'indice di produzione industriale è crollato del 16% a Ottobre. Non ci sono segnali di ripresa. La gente è preoccupata come non lo era mai stata dal boom degli anni ottanta-novanta. Il Governo non si è reso conto - o ha fatto finta di non rendersene conto - della gravità della situazione ed ha più volte affermato che la crisi non avrebbe toccato il paese.
Barcellona resta, a mio parere, la città più bella d'Europa. E' un pò più triste e fa finta che nulla sia accaduto, in attesa di qualche segnale di ripresa. E questo, in fondo, la rende ancora più desiderabile.
Dopo tanti voli a LHR e LGW, BCN, CDG, CPH e DUS finalmente prenoto qualcosa di diverso. Una settimana, metà Novembre: GUW.
Scrivo questo post con una chiavetta Vodafone dal taxi privato che, dopo la mia keynote ad una User Conference, mi porterà dal centro della Repubblica Ceca, un paesello dal nome che non sarò mai in grado di pronunciare, a Praga; dove poi prenderò il primo volo per Londra aeroporto piccoletto per arrivare in tempo alla cena di lavoro stasera a Cambridge.
Mi sembra di essere Papi, con tutta questa iperattività. Mancano solo le escort.
Volare EasyJet è una delle esperienze più mortificanti che possano capitare ad un viaggiatore professionista (dicesi: vagabonder). Ma pure ad un viaggiatore per diletto. Insomma, ad un viaggiatore.
E questo non tanto per la mancanza di comodità a bordo: ci sta, si spende poco, si riceve poco (e ci sarebbe parecchio da ridire sul si spende poco; se si aggiunge lo speedy boarding, il web check-in e il bagaglio a bordo il prezzo lievita su e su, fino a raggiungere il costo di una compagnia di linea (con 99 Euro si vola Lufthansa in tutta Europa). A quel punto sarà difficile comprendere il vantaggio di un volo low cost dal biglietto high cost.
Dicevo, esperienza mortificante. Una valigia sola a bordo. Spesso si deve passare dalle forche caudine del controllo individuale delle dimensioni del bagaglio - con clienti rispediti malamente al check-in (anziani e famiglie incluse); il personale è scelto appositamente privo di sorrisi e maniere gentili - più sei rozzo e/o cafone, più possibilità hai di farti assumere in EasyJet (Calderoli? Senti, Calderoli, nel caso in cui cada il Governo...). Non sempre lo speedy boarding (che ricordiamo: si paga) è rispettato. A volte serve per entrare per primi sul bus. A quel punto, bye bye primi posti in aereo. I posti non sono assegnati - ergo, ressa. Salire con bimbi e passeggini non è pertanto un'esperienza che consiglierei. Stessa cosa per persone anziane. Insomma, ci siamo capiti.
Unico vantaggio: EasyJet raggiunge aeroporti improbabili (i.e. Londra Luton) dove non arriveresti neppure con una slitta trainata da dieci husky; in quel caso, si, che ha senso volare EJ. Altrimenti: cui prodest?
Piesse. Il titolo non ve lo spiego. Chi ha volato EasyJet sa. Chi non: lasciate perdere. Davvero. Non vale la pena.
E' interessante notare come le prospettive possano cambiare, se si è a conoscenza di cose, particolari, dettagli, che gli altri ignorano. Prendete la mia metà. Quando rimprovera Asia per ragioni legate al'educazione - o alla mancanza di educazione, per quanto possa essere discutibile il concetto di assenza di educazione in una bimba di quattro anni - aggiunge spesso una frase che suona come e per di più ti mandiamo in una scuola inglese.
La realtà è che gli inglesi e gli anglosassoni in genere sono tra gli esseri umani meno educati del pianeta; e le istituzioni inglesi preposte all'educazione pubblica sono tra le peggiori nel mondo occidentale. Questo lei, forse, non lo sa, influenzata dall'opinione comune tutto ciò che è anglosassone è di qualità migliore - solo un luogo comune, appunto, e nient'altro.
Una questione di prospettiva. Probabilmente se la frase fosse stata e per di più ti mandiamo in una scuola dove la lingua di insegnamento è una lingua non latina, per la quale spendiamo una percentuale rilevante delle nostre entrate e da cui ci si aspetta, pertanto, un risultato ben differente, beh allora non avrei avuto obiezioni e questo post non avrebbe avuto ragione di essere.