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Sei mesi.

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Non è facile raccontare gli avvenimenti degli ultimi tre mesi. Non è neppure salutare raccontarli, soprattutto per chi passa di qui e legge, considerato che in fondo si tratta di avvenimenti di nessun rilievo per la politica o l’economia mondiale; avvenimenti che rappresentano oggetto di interesse per lo più per il sottoscritto, che li ha vissuti. Cercherò quindi di semplificare, all’estremo, tralasciando particolari inutili, almeno per i passanti.

Non è facile raccontare in due righe una fusione aziendale. Non un’acquisizione, ma una fusione tra divisioni della stessa multinazionale. Soprattutto se si è fatto parte, organigrammaticamente parlando, della divisione meno significativa, in termini di fatturato e di head count.

E’ maggio. La realtà vissuta negli ultimi quattro anni – da quando cioè sono entrato nella multinazionale – si sfalda in poche settimane. Parte del management è azzerato di colpo. Nuove linee di reporting. Nuove sedi. Nuove dinamiche. Nuovi team. Promozioni. Sponsorship. Licenziamenti. Meglio, razionalizzazione.

Com’è, come non è (e qui tralascio i microdettagli, soffermandomi sui macro) mi ritrovo, nel giro di due settimane, catapultato “su”, in alto di due livelli. E qui, sulla storia dei livelli, bisognerebbe aprire un capitolo lungo più delle intercettazioni di Papi colle escort pugliesi. Mi limito a dire che il livello uno non è altro che il CEO. Il due è il suo Team di Senior Vippì. Il tre l’insieme dei Team del Team. E così via. Un’azienda di migliaia di dipendenti può facilmente raggiungere i dieci livelli. Un’azienda flat alla Google non andrà in profondità oltre il sesto. Insomma, si diceva, mi ritrovo catapultato al terzo livello dell’intera nuova divisione, senza passare dal fatidico via. Per i più curiosi, il mio profilo su LinkedIn (aggiornato al volo, perchè LinkedIn è ormai specchio dello status sociale – una cosa è essere responsabile di vendita su un anonimo biglietto da visita; un’altra è essere sales manager con public profile su LinkedIn) mostra tutti i dettagli.

La nomina è valida sei mesi. Dopodichè si vedrà. Mi mettono alla prova. Insomma, mi aspettano sei mesi da incubo. Nel frattempo però, mi godo queste settimane di celebrità (aziendale). Gli headhunter riprendono a chiamare. Le agenzie di PR richiedono improvvisamente meeting agostani, congratulandosi per la nuova posizione.

Io invece me ne vò in vacanza. Poi, si vedrà.

Comments

:) Congratulazioni per la nuova posizione allora, anzi, andiamo con ordine: buone vacanze

Che dire? Buone vacanze e un grande in bocca lupo :)

Complimenti davvero… Ne riparliamo tra 6 mesi quando sarai salito di un ulteriore livello :-)

tra sei mesi, se il “livello” sarà confermato, mi recherò in pellegrinaggio a Columbus, TX.

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