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Sei milioni.

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Nei prossimi dodici mesi circa sei milioni di Europei perderanno il lavoro. L’ho sentito oggi in radio. Una radio seria. Radio24. Non le solite radio ggiovani. E se Radio24 dice che sei milioni di Europei perderanno il lavoro nei prossimi dodici mesi, ebbene, allora potete starne certi: come minimo sei milioni di Europei verranno licenziati nel giro di un anno.

Qualcuno ha provato a suggerire di scegliere uno stato a caso, chessò io, UK, e licenziare lì i sei milioni. Così al Sole saran contenti, e noi pure, gli Inglesi un pò meno, certo, ma per lo meno la finiamo lì e si torna a farci i cazzi nostri, come facevamo prima della crisi. Sembra però che la proposta non sia stata ben accetta. Peccato.

In soldoni non c’è speranza. Sei milioni devono essere e sei milioni saranno. L’ha annunciato Radio24. Già. Ma chi? Chi saranno i sei milioni? E’ così che la maggioranza degli Europei si chiederà, all’unisono: non è che sarò anch’io tra quei sei milioni? Bella domanda. Chiaro, non possiamo essene certi. Però si può lavorare sulle probabilità. Ecco. Inizia a rispondere alle seguenti domande.

  1. Lavori per un’azienda che ha un nome formato da due parole, con le due parole che iniziano per LB e una delle due ha a che fare con la famiglia?
  2. Sei precario con contratto a termine e in azienda hanno appena annunciato che inizieranno una riduzione del personale del 30% ma che non toccheranno i dipendenti?
  3. Non sei nato in Italia, magari non sei neppure nato in Unione Europea, hai la pelle di una tonalità più scura di quella di un elfo e casualmente vivi e lavori in Veneto?
  4. Sei un venditore d’assalto e il 70% del tuo salario è basato sul raggiungimento di un goal di vendite con crescita organica del 35% per anno?
  5. Sei appena stato assunto in Svizzera da un’azienda che tu pensavi fosse un noto spedizioniere ed invece è un intermediario finanziario?
  6. Vivi in un triste paese del mediterraneo a forma di anfibio con un folle psicopatico come premier ed un grigio fiscalista che si da arie da illustre economista?

Se hai risposto ad almeno un sì, rassegnati. Ma non disperare. Secondo il Signor B sarà una brutta crisi, ma passerà. Ha ragione. E il tempo lenirà le nostre ferite. Almeno, così si dice.

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