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March 2009 Archives

Un anno fa, più o meno a quest'ora, le doglie. Non mie, naturalmente. La corsa in Mangiagalli. Lei che aveva deciso di non venir fuori - aveva altro da fare quel giorno, suppongo. Poi, il parto. Ad un anno di distanza, non ci siamo ancora ripresi. Lei allora era così. Adesso invece è così. Dice mamma, bau, papa (a volte, raramente), silviostrons, che non so bene che significhi, giuro. Ha quasi iniziato a camminare - si spiaccica al suolo almeno una volta al dì.

E più tardi spegnerà la prima candelina della sua vita.
Sorseggio un caffelatte al retrogusto di pollo Esselunga Bio - entrambi devono essere passati dallo stesso forno a microonde - e leggo le Repubblica di ieri, sezione Vetrina Immobiliare. Sono impressionato dal numero di nuove costruzioni e soluzioni immobiliari di prestigio.

Dovete sapere, voi che non vivete nell'agglomerato, che tutto si era irrimediabilmente fermato, con la famigerata Mani Pulite. Non si è costruito più, per quindici anni. Adesso le aree a ridosso delle tangenziali di Milano sono una piccola Dubai - non c'è la laguna, ma il deserto si, quello si che c'è. La frenesia immobiliare sembra non temere crisi economiche o del credito e procede all'impressionante velocità di otto piani a notte (è il caso del nuovo Pirellone). Ecco, per chi deve cercar casa o per chi ha intenzione di spostarsi in città, una mappa ragionata dei trend abitativi più in voga a Milano, oggi.

Milano SoCA (South California)
Dopo Milano Santa Giulia (progetto il cui svolgimento, come dire, non è andato esattamente come ci si aspettava) e Milano Santa Monica, grandi ed esclusive aree residenziali nate a ridosso dell'agglomerato, si sta alacremente lavorando a Milano Santa Barbara, Milano Venice e Milano Laguna Beach. L'area radioattiva a Nord, quella dal color arancio-uranio, sarà bonificata, edificata e ribattezzata Milano Orange County (Milano OC, che fa più radical).

Milano Sky.
La sua vocazione internazionale è innata. E così Milano si sta sviluppando in altezza, come NY, Francoforte o Chicago. Non è difficile trovare proposte come questa, la Torre da vivere, o questa, con viste spettacolari sulle Alpi e sulla città. I nuovi progetti portano nomi che evocano altezza: Milano Petronas, Milano Burj Dubai, Milano Sears. Era partito anche un Milano Torri Gemelle. Poi qualcosa nel frattempo sarà successo, e il progetto è stato ribattezzato Milano SPIA (Sempre Più In Alto). Si, qualcosa sarà indubbiamente successo.

Milano Zen.
Zen come il quartiere Zen di Palermo, e non certo come pratica cognitiva orientale. L'idea, geniale mi pare, è quella di far rivivere anche ai milanesi l'insuperata esperienza del quartiere  Palermitano. Ed ecco sorgere meraviglie come questa. Dove tutto sarà a portata di mano. Compresa la metropolitana all'interno del complesso (!). Oltre alla metro si prevede anche un porto per yatch e uno svincolo della A1. Tutto all'interno del complesso, naturalmente.  

Milano "FarAway, So Close
"
E' uno dei trend più in voga. Lontani, ma così vicini. Questo è solo uno dei tanti esempi. A 20 minuti da Milano. Dice il sito. In realtà il complesso è a Pavia. In venti minuti sei forse all'imbocco dell'autostrada per Milano. Poi ti ci vorrà un'altra oretta per arrivare dovunque tu debba arrivare. Giungono voci di nuovi complessi residenziali a Roma (a sole tre ore da Milano!), Catania (a sole due ore di volo da Milano!) e Dusseldorf (perfettamente collegata con Milano!).

Dopplr badge.

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Sto aggiornando i miei viaggi, e di conseguenza Dopplr. Ecco che viene fuori.  

Scrivere una Guida del Geco Rosso (le uniche guide che riportano un solo ristorante per città!) su Milano non è certo compito semplice. Primo, perchè a Milano ci vivo, da circa vent'anni. Giorno più, giorno meno. Secondo perchè Milano è in Italia (si, è così, fatevene una ragione), patria del cibo più acclamato del pianeta. Terzo perchè, checchè ne dicano gli amici della Lega, è la città più straniera del paese (nel senso di città multirazziale eccetera), e offre un portafoglio insuperato di opportunità culinarie internazionali.

Ma le Guide del Geco Rosso parlano chiaro: un ristorante per città. Uno soltanto. E il ristorante scelto per Milano è l'Osteria Grand Hotel Pub di via Sforza 75. Che Hotel non è. Neppure Pub. E neppure grande, in realtà. Sebbene raddoppi in estate con una veranda all'aperto, tra campi di bocce e vecchie case di ringhiera.

Al GHP mi sento a casa. L'atmosfera è da cena a casa di amici. Qui ci ho fatto decine di degustazioni e ho mosso i primi passi verso una disastrosa e mai nata carriera di sommelier. Fabrizio è un pò burbero, lo ammetto, però i suoi consigli su vini e accostamenti sono geniali; il GHP offre una delle migliori cantine di Milano e una scelta di formaggi unica in città.

Il GHP è uno dei pochi ristoranti sul pianeta senza un sito web. Ma glielo si può perdonare. Andate a cercare qualche recensione in giro per il web, o sullo Slow Food o sul giornaletto locale del Corriere.

Dimenticavo: si paga in media sui 45-50 a testa vini inclusi. Pure: il GHP è da sempre luogo di punta dello Slow Food di Milano.

Sullo stesso argomento:
- Le Guide del Geco Rosso, link
- Le Guide del Geco Rosso: Londra, link

Prossime uscite?
- Le Guide del Geco Rosso: Barcellona
- Le Guide del Geco Rosso: da qualche parte in Asia

Comediary 2.0, on the road.

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Comediary is back! Il videoblog di Fedebasso è tornato con una seconda serie on-the-road. Subito live tre puntate ricche di ospiti (Zelig, eccetera) e con pezzi dai backstage. Qui sotto la puntata uno. La due e la tre qui, direttamente sul videoblog di Fede.

Brutto giorno, per la democrazia, in Italia. I nostri corpi, da oggi, appartengono allo Stato. Solo in Cina accade una cosa simile, che io sappia. In Birmania, forse. E giorno ancor peggiore, se prendo atto che, per la prima volta in vita mia, mi ritrovo d'accordo con Facci.

Segway 2, il ritorno.

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Tempo fa, un post di un paio di righe sui tour Segway a Milano. Con una velata nota polemica sul prezzo e sulla sicurezza del mezzo, in una città come l'agglomerato.

Claudio Coppi, titolare di Italy Segway Tours, commenta il post, aggiungendo qualche valido dettaglio. Io rispondo con dei chiarimenti e con le mie considerazioni.

Il tutto, qui.

Colbert in orbit.

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Che penseranno gli Alieni. L'impossibile è realtà. Stephen Colbert ha vinto la sfida. Con 230,539 voti il suo nome apparirà sul prossimo modulo orbitante NASA. Qui la storia, via g&f, e poi qui e pure qui.

Caccia ai manager.

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Per i corridoi e poi, davanti alla macchinetta del caffè.

- Hai sentito della caccia ai manager?
- Si, madonna, hai visto? In America e pure in Scozia e adesso pure in Francia
- e a Torino? Hai visto a Torino?
- si, meno male.
- meno male che?
- che non mi hanno mai voluto dare la dirigenza.
- davvero?
- si, da tre anni la chiedo a 'sti stronzi, ma adesso è meglio così
- giusto. E poi vuoi mettere essere quadri? molto meglio.
- già, e non possono licenziarti
- certo, siamo in una botte di ferro
- veramente un amico quadro è stato licenziato l'altro ieri
- chi?
- il Grimaldi.
- il Grimaldi? Davvero? Vabbè, quello è un caso speciale, se l'è cercata
- si, han fatto bene, ha pure messo in nota spese l'abbonamento a Wired
- Wired? Han fatto bene allora
- Noi invece siamo in una botte di ferro.
- si, certo. Un ape, stasera?

Nota. Gli avvenimenti ai quali si riferiscono i due quadri possono essere rintracciati qui e poi qui e ancora qui.

E adesso tocca a te.

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E così, dopo il Giornale, Il Foglio, Libero, Panorama, e la Mondadori tutta e poi Einaudi e Sperling & Kupfer e poi Frassinelli. E dopo il Messaggero, il Mattino, La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino. Dopo tutto ciò, anche il Corriere ed RCS stanno ahimè per cadere nella sfera d'influenza del signor B.

Anche le porte non se la passano bene.
Originally uploaded by giusec

Sent via BlackBerry

Scattata naturalmente a Milano, in Rinascente, all'ultimo piano, quello trendy e fighissimo coi ristorantini glamour per chi la crisi non sa neppure cosa sia.

Grandi Navi Veloci.

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Ho prenotato il traghetto per la Sardegna con GNV. Ora, alla fine dell'ambaradàn (termine tecnico per dire: alla fine del processo di prenotazione e acquisto dei biglietti) il sito web mi dice che la prenotazione è scaduta (!?). Però ricevo un'email, con la conferma dell'avvenuto pagamento. Così chiamo il customer service per accertarmi che tutto sia OK.

- Salve, io ho appena prenotato, ma non sono sicuro che sia andato tutto per il verso giusto.
- Mi faccia controllare, cos'è successo?
- beh, prima il sistema m'ha detto che la prenotazione era scaduta e poi m'ha dato la conferma. Insomma, si è contraddetto.
- chi si è contraddetto?
- il sistema.
- ah. Ecco, guardi io devo farle i complimenti.
- oh, e perchè?
- la sua è una tariffa eccellente, ha pagato la metà del prezzo regolare.
- grazie. Ma la tariffa è disponibile su web. Non sono io che
- complimenti, davvero. Ha scelto un'ottima tariffa. Non cambi, eh.
- grazie, ma ripeto, non è merito mio, è che l'offerta era
- le confermo che è tutto a posto e ancora complimenti per la tariffa.
- vabbe, grazie, cosa vuole che le dica
- arrivederci e complimenti. E non cambi, eh.

Gran Torino.

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Macchinetta del caffè.

- Mercoledì vado a vedere Gran Torino.
- Bravo. Dicono che sia bello, l'ultimo di Clin...
- Strano però che un regista americano parli dell'Italia.
- Ma infatti non parla di...
- Io però avrei scelto Milano, certamente non Torino.
- Ma guarda che
- Al massimo Roma. Vuoi mettere Roma con Torino?
- Guarda che non parla di
- Secondo me è per le Olimpiadi. Ma è sempre grigia Torino, meglio Milano.
- Vabbè, occhei.
- E comunque Spike Lee è un gran figo.
- (...)

Spesa veloce.

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Da quando ho scoperto la spesa veloce all'Esselunga, quella col lettore di codici a barre, non me ne perdo una. Sono quasi un esperto - certo non ancora all'altezza di Asia - e mi ritrovo spesso a dare consulenze a confuse signore alle prime armi.

- Mi scusi, perchè non mi fa prendere il lettore?
- Perchè deve prendere quello che s'illumina, signora.
- Quale?
- Quello lì. Verde.
- Ma io non voglio quello che si illumina di verde, voglio questo qui spento a destra.
- Deve prendere quello che si illumina. E' la regola dell'Esselunga.
- Senta, io non lo voglio quello che si illumina.
-
Signora, rischia grosso. Ha mai sentito parlare delle ronde Esselunga?
- No, che fanno?
-
Faccia in fretta. Prenda il lettore illuminato e scappi via.

Una volta su cinque capita il controllo e non c'è dubbio che capiti quando hai fatto una spesa pre-bellica. Non capiterà mai se esci con un solo sacchetto.

- Mi dispiace, il controllo.
- Sta scherzando, vero?
- Non scherzo mai su queste cose.
- Mi dica che non è vero.
- Controllo.
- Non possiamo fare un'eccezione e poi mi controlla la prossima volta? Ho tredici buste.
- Impossibile, controllo.
- Non può scrivere che sono in debito di un controllo?
- Mi dispiace.
- Non può scriverlo sulla mia tessera che vi devo un controllo?
- Vuole che chiami il direttore?

Nel tempo libero.

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Il tizio che ha fondato l'azienda per cui lavoro, venduta ormai anni orsono, ha deciso di sviluppare software per l'iPhone. Tra una regata e l'altra. E' l'iFlow reader. Il testo (di un libro) va avanti per i fatti suoi, grazie ad un'automatic scrolling. E tu puoi regolare velocità e dimensione.

Bau.

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- Maya, come fa il cane, come fa?
- Bau.
- Brava, e il gatto, come fa il gatto, come fa?
- Bau.
- Il gatto bau. E il cavallo, come fa il cavallo?
- Bau.
- Ah. E il nibbio?
- Bau.
- Il diavolo della tasmania?
- Bau.
- E Berlusconi come fa, Maya, come fa Berlusconi?
- Bau.
- Berlusconi bau? Sicura?
- Tatatà tatatà.
- Ah, ecco. Mi pareva.

Un viaggio perfetto.

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L'ultima parte del viaggio, quella da Dusseldorf a Eindhoven, è organizzata da un'agenzia inglese. Che si sa, gli inglesi sono un passo avanti a tutti gli altri Europei, da sempre, se non altro per la lingua. Devo ammettere però che qualche difficoltà si nota, a volte. Soprattutto con la geografia del continente.

- Ci pensiamo noi, allora.
- OK, bene. Sono a Dusseldorf, a un'ora dal confine con l'Olanda. Basterebbe un treno, credo.
- Ci pensiamo noi.
- Bene.
- Bye for now.
- Bye.

La prima proposta arriva via email un paio di ore dopo. Da Dusseldorf dovrei tornare a Milano, col primo volo, in serata. L'indomani poi prendere un volo per Brussels, da Malpensa. Arrivato a Brussels, prendere un'auto a noleggio, col GPS, così non ci si perde. Per il rientro si vedrà.

- Hi, got the email.
- Va bene la proposta?
- Per andare bene va bene. Ma io sono a Dusseldorf, a due ore dalla meta. Perchè mi fate tornare a Milano?
- Do you prefer to spend the night in Dusseldorf?
- No. Un treno. Due ore. No flight. Ciuf ciuf.
- Ah, OK. Bye for now.
- Bye.

La seconda proposta è quasi immediata. Torno a Milano in serata - che ci volete fare. L'indomani con un bel volo da Milano Orio arrivo ad Amsterdam. Poi, l'auto col GPS.

Li ho richiamati. Ho detto di lasciar perdere. E' finita che ho preso un treno. In due ore sono arrivato a Eindhoven. Cambio a Velno, una ridente - che c'avrà poi da ridere? - cittadina tedesca al confine con l'Olanda. O Olandese al confine con la Germania, non mi è ancora chiaro. Poi ho preso un volo da Amsterdam, per tornare a casa.

Job & zodiac.

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- Perchè dovrei assumerla, dunque?
- Uhm.
- Mi dia un'altra ragione.
- Pechè sono una scorpione. E gli scorpioni non falliscono mai.

Piesse. Ho scelto un'ariete.

Hotel crunch.

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HotelsBlog.jpg

Secondo Gulliver, il blog sui viaggi dell'Economist, Milano è al nono posto nella classifica delle città dagli hotel più cari del mondo, nonostante la crisi e una riduzione del 18% sui prezzi rispetto all'anno scorso. Più cara di Tokyo ma meno di Doha - che prima bisogna sapere dov'è, e poi eventualmente si prenota pure l'Hotel.

Dittonghi.

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Quella del dittongo iu è stata una battaglia persa, sin dall'inizio. Io ci ho provato in tutti i modi. Giuro. Da circa quindici anni. Giuseppe. Giusec. Niente da fare. Nothing. Nada. Guiseppe. Guisepi. Guisec. Oggi, l'apoteosi. Un tizio dell'HR. Guissephi. Si va verso la metafisica, qui. Asia per lo meno non avrà questi problemi.

Spero.

BXVI e l'AIDS.

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Dusseldorf. Tutti i giornali qui riportano la notizia in prima pagina. Der Spiegel commenta "The Vatican's Anti-Condom Policy Endangers Lives" (in tedesco, naturalmente. Io leggo la versione internazionale online). E pure "Some German newspapers wonder if Benedict has any understanding of the African reality". Questa la posizione del governo Tedesco.

Che è pure comprensibile. Se pensiamo che l'Africa è un continente che ha visto morire venticinque milioni di persone di AIDS negli ultimi trent'anni e che ha tutt'ora una popolazione di ventidue milioni di positivi all'HIV. Come se la metà degli italiani fosse morta d'AIDS; e l'altra metà alle prese con l'infezione. E che fa questo signore del mesozoico (con tutto il rispetto per le forme di vita di quell'era) arrivando in Africa? Afferma che "i preservativi aumentano il problema dell'AIDS" (e non, come hanno riportato i media Italici, che i preservativi non servono a niente).

La reazione tedesca è stata immediata. Forse si sentono anche un pò responsabili, considerata la nazionalità di questo attempato signore fuori dal tempo. Anche il governo francese si è fatto vivo - e non mi pare si tratti di un governo con posizioni di centro sinistra.

Frattini e il Governo italico non si sono fatti sentire, mi pare. D'altra parte è noto a tutti il servilismo del governo B3 verso il Vaticano. Mi sarei meravigliato del contrario. Ve lo immaginate un Frattini abbronzato criticare con immediato tempismo le posizioni di BXVI da una spiaggia delle Maldive?

Precarien.

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Mai visti così tanti precari e unemployed qui in Germania. Sono a Dusseldorf per due giorni di colloqui per l'azienda per cui lavoro. Stiamo cercando un candidato/a marketing da assumere, in fretta e furia, da queste parti.

Che dire. Non siamo affatto l'unico paese che si è andato precarizzando negli ultimi due anni. In compenso siamo l'unico che offre come soluzione al precariato il matrimonio con un milionario.

Scomparse illegali.

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Oggi ho iniziato a leggere, in volo dall'agglomerato a Dusseldorf, questo. Poi arrivato qui ho scoperto che il blog aveva appena chiuso. Spero che non ci sia un legame tra le due cose. Non vorrei che Gibson, Murakami, Eco e altri scompaiano dalla rete. Così, di punto un bianco.

Italia cyberpunk.

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Da sempre ho una passione per i film di fantascenza, anche se il genere preferito è il cyberpunk. Gibson e Sterling. Per capirci. E Dick e Bladerunner. E Strange Days e Nirvana. E Neuromancer e Pattern Recognition.

E adesso tutto questo è realtà. La cosa fighissima è che è realtà, qui. Proprio, qui! Qui in Italia. Mai mi sarei aspettato di vivere in paese d'avanguardia. Mai e poi mai. Ecco perchè Sterling si è trasferito a Torino, nel duemilasette. Avrei dovuto capirlo.

Le ronde vendicatrici e gli scontri razziali alle periferie degli agglomerati e gli attacchi agli emarginati e le orde di cani che si aggirano per le città deserte sbranando i sopravvissuti e poi ancora il web pirata e i bloggers fuorilegge (Neo, segui il coniglio bianco) e l'Impero invincibile e la stampa imbavagliata e i droidi al Parlamento e il lato oscuro.

Tutto questo è fantastico. E accade a casa mia, perdinci! E adesso basta, organizziamo la resistenza. I Jedi son tornati e sono tra noi. Prima che questi momenti vadano perduti, come lacrime nella pioggia.

Look up in the sky.

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Adesso qui tutti lo prendono per il culo, ma personalmente mi sentirei più tranquillo con Entomo sotto casa che con le ronde longobarde. Se poi con lui ci fossero anche Metro Woman e Zetaman, allora altro che ronde.

Audio business etiquette.

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Ricordate le celeberrime City Guides dell'Economist? Quelle del The coffee culture e di altri memorabili pezzi sulla business etiquette. Scomparse. Qualche anno fa, a dire il vero. Adesso però sono state sostituite. Da guide audio. Doing Business in, si chiamano. La lista intera è qui. Cliccate Doing Business in sul menu a sinistra e poi ascoltate la guida della città che vi interessa. Milano non c'è ancora. Però ci sono Tokio, Londra, Los Angeles, Corsico. Insomma, ascoltate, e poi partite (soprattutto per Corsico).

No more Flags.

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Anche la mitica Six Flags - chi ha viaggiato un pò per gli Stati Uniti sa di che parlo - è ormai sull'orlo di una crisi di nervi della bancarotta.

The Atlantic endorsment.

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James Fallows e Andrew Sullivan, che poi sono due delle colonne di The Atlantic, commentano la spietata demolizione (mereiless demolition) di Cramer da parte di Jon Stewart e la considerano una grande lezione di giornalismo.

Just before leaving China -- ie, two days ago -- I saw with my wife the pirate-video version of Frost/Nixon, showing how difficult it is in real time to ask the kind of questions Stewart did. I know, Frost was dealing with a former president. Still, it couldn't have been easy to do what Stewart just did. Seeing this interview justified the three-day trip in itself.

Milan Segway.

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I siti per prenotarsi un bel segway tour a Milano, qui, qui e qui. Costo novanta a testa, ma vuoi mettere farsi stirare dal traffico coi cosi a due ruote.

The Magic Roundabout.

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Ieri un collega mi dice che viene da Swindon e io gli rispondo uh? e poi lui mi dice UK e io gli rispondo nuovamente uh? e poi lui mi dice the magic roundabout.

Sure
. Gli dico io e poi mi fiondo a vedere su google che cavolo è sta magic roundabout e scopro la meraviglia delle meraviglie. Una rotonda aggregatrice costituita da cinque rotonde embedded con un rotondone centrale. Una roba spaventosa che avrebbero benissimo potuto costruire sul lungomare di Bari, visti i trascorsi edilizi, e che invece hanno fatto, chissà perchè, nel sud dell'Inghilterra.

PS. l'ho rincontrato, poi, il collega, e quando mi ha detto che è tutto OK a Swindon io ho fatto il saccente e gli ho detto sure, the magic roundabout! facendo si, si col capo.

Jon Stewart invita Jim Cramer ieri notte al Daily Show, e lo bastona in una indimenticabile puntata.

Memorabili alcune parti dello show. Stewart, diventato improvvisamente serio, incalza Craimer, dicendogli

I want Jim Cramer on CNBC to protect me against that Jim Cramer.

L'intero episodio del Daily Show è qui.

Nel frattempo David Swensen, chief investment officer di Yale University, di cui Cramer è Alumno, dice la sua sui suggerimenti finanziari di Cramer.

Educated at Harvard College and Harvard Law School, Cramer squanders his extraordinary credentials and shamelessly promotes stunningly inappropriate investment advice to an all-too-gullible audience. Jim Cramer exemplifies everything that's wrong with the advice that is given to individual investors. Investing is a serious business. We're talking about retirement security of American citizens, and he turns it into a game. It's a game where his listeners lose. It's ridiculous. These high-turnover, rapid trading strategies enrich the brokers. If you look at Jim Cramer's approach on an after-fee, after-tax basis, the individual doesn't have a chance.

Altri post sull'argomento:

- Stewart vs. NBC, link
- CNBC, Stewart strikes again, link
- CNBC, the best of the best, link

Cory e Arianna.

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Due blogpersonalità hanno visitato l'Italia in questi due giorni. Il primo è Cory Doctorow, penna di Boing Boing, scrittore, giornalista, eccetera. Eccolo qui che supporta la campagna di Grillo contro le cazzate di Dalia e Carlucci.

Poi Arianna Huffington, creatrice dell'ipernoto The Huffington Post, che scrive sull'Italia, oggi, in modo alquanto naif, come ci si aspetta d'altra parte da un'americana doc. Imperdibile l'aneddoto raccontato da Sassoli De Bianchi (Valsoia) su Berlusconi.

De Bianchi asked Berlusconi if he'd be interested in a deal: put my ads on the air, at no cost, for three years, and I'll give you a cut of my profits. Berlusconi agreed -- and the Soy King was launched. (...) "If you have a business proposal for him," he added, "Berlusconi always has time to see you."
Vabbeh. Io non so se c'è un legame tra le due cose. Non so se si tratta dei famosi 15 secondi di celebrità (mondiale) per la blogosfera Italica o cosa. D'altra parte, se le proposte di leggi D'Alia-Carlucci dovessero mai passare, ci catapulterebbero in fondo al tunnel, allo stesso livello di Cina e Birmania. E questo, scusatemi se è poco.

L'ora di Guam.

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Da circa una settimana tutte le conf call e WebEx con i colleghi pacifici (ovverosia: con i colleghi Californiani, Pacific Time) sono state spostate dalle sei alle cinque (piemme) e dalle sette alle sei (sempre piemme).

Beato Iddio, ho pensato, finalmente han capito. Che c'era pure chi mi chiamava alle undici di notte, forse ignorando che al mondo l'ora cambia spostandosi di longitudine.

Invece non è Iddio, l'autore del miracolo, ma l'uomo. E' l'effetto del DST, il Daily Savings Time, l'ora legale insomma, che in US parte dalla seconda settimana di Marzo. Così, per due settimane, Boston si troverà a cinque ore, non più sei, dall'Europa Centrale; San Diego a otto, non più nove, e il Texas a sei, non più sette (tutti noi abbiamo a che fare col Texas, prima o poi nella vita). Fino a fine marzo, si diceva, quando anche noi Europei Centrali passeremo al DST.

In realtà ci sono delle eccezioni. In US. Non tutti passano all'ora legale. Alcuni Stati restano con la stessa ora, tutto l'anno, ogni anno, forever. Le eccezioni: Arizona, Indiana, Hawaii, Puerto Rico, Virgin Island, Guam, e American Samoa.

Guam? Si, Guam

Stewart vs. NBC.

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Dopo l'indimenticabile attacco di John Stewart a CNBC e all'abitudine dei suoi giornalisti finanziari di non prendersi, alfine, la responsabilità delle loro analisi e delle proprie parole (*), il controattacco arriva attraverso Jim Cramer, figura di punta del network sotto accusa. La replica di Stewart è immediata e altrettanto indimenticabile.

(*) abitudine tipica della politica Italiana, e fondamento del Berlusconismo.

Sullo stesso argomento:
- CNBC, Stewart strikes again, link
- CNBC, the best of the best, link

A Change. For the worst.

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Avevamo già scritto di Peter Schiff, qui. Recentemente ha attaccato lo Stimulus Plan di Obama, assicurando che porterà alla peggiore crisi della storia degli US. L'inflazione aumenterà in modo spropositato, il black market esploderà, il dollaro perderà valore, l'America perderà il suo ruolo di potenza economica, e collasserà per impossibilità di ripagare ulteriori finanziamenti.

President Obama unfortunately doesn't understand the problem and he was poorly advised. (...) We don't need a stimulus, we don't need Americans spending more money (...) Solution is less government spending, less spending, we need higher interest rates, not lower interest rates....
I video e le interviste sono qui (Yahoo! Finance) e qui (Russia Today) e qui (incalzato dalla giornalista della CNN) e pure qui (tagliato brutalmente dalla CNN).

Da paura.

C'è design e design.

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Peccato che Apple non metta nel design del proprio software lo stesso impegno che riversa nel superbo design dei propri oggetti. Ieri ho istallato iTunes 8 per Vista e il nuovo firmware. Da allora il Touch ha smesso di sincronizzarsi. Anzi, quando collego l'iPod ad una delle porte USB, iTunes si congela e resta così, al freddo, fino alla terminazione forzata.

Vabbè. Mi toccherà aspettare una nuova release o reistallare il tutto su una nuova macchina. Peccato, volevo ascoltare Povia - non l'ho ancora fatto - mi dovrò accontentare degli U2.

Sei milioni.

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Nei prossimi dodici mesi circa sei milioni di Europei perderanno il lavoro. L'ho sentito oggi in radio. Una radio seria. Radio24. Non le solite radio ggiovani. E se Radio24 dice che sei milioni di Europei perderanno il lavoro nei prossimi dodici mesi, ebbene, allora potete starne certi: come minimo sei milioni di Europei verranno licenziati nel giro di un anno.

Qualcuno ha provato a suggerire di scegliere uno stato a caso, chessò io, UK, e licenziare lì i sei milioni. Così al Sole saran contenti, e noi pure, gli Inglesi un pò meno, certo, ma per lo meno la finiamo lì e si torna a farci i cazzi nostri, come facevamo prima della crisi. Sembra però che la proposta non sia stata ben accetta. Peccato.

In soldoni non c'è speranza. Sei milioni devono essere e sei milioni saranno. L'ha annunciato Radio24. Già. Ma chi? Chi saranno i sei milioni? E' così che la maggioranza degli Europei si chiederà, all'unisono: non è che sarò anch'io tra quei sei milioni? Bella domanda. Chiaro, non possiamo essene certi. Però si può lavorare sulle probabilità. Ecco. Inizia a rispondere alle seguenti domande.

  1. Lavori per un'azienda che ha un nome formato da due parole, con le due parole che iniziano per LB e una delle due ha a che fare con la famiglia?
  2. Sei precario con contratto a termine e in azienda hanno appena annunciato che inizieranno una riduzione del personale del 30% ma che non toccheranno i dipendenti?
  3. Non sei nato in Italia, magari non sei neppure nato in Unione Europea, hai la pelle di una tonalità più scura di quella di un elfo e casualmente vivi e lavori in Veneto?
  4. Sei un venditore d'assalto e il 70% del tuo salario è basato sul raggiungimento di un goal di vendite con crescita organica del 35% per anno?
  5. Sei appena stato assunto in Svizzera da un'azienda che tu pensavi fosse un noto spedizioniere ed invece è un intermediario finanziario?
  6. Vivi in un triste paese del mediterraneo a forma di anfibio con un folle psicopatico come premier ed un grigio fiscalista che si da arie da illustre economista?
Se hai risposto ad almeno un sì, rassegnati. Ma non disperare. Secondo il Signor B sarà una brutta crisi, ma passerà. Ha ragione. E il tempo lenirà le nostre ferite. Almeno, così si dice.

I buoni Talebani.

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Per anni abbiamo pensato che i Talebani fossero degli stronzi bifolchi barbuti. Adesso invece si scopre che ci sono anche i Talebani buoni. E, naturalmente, Obama sta cercando di contattarli.

CNBC, Stewart strikes again.

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Dopo la memorabile puntata del Daily Show contro CNBC, Jon Stewart torna all'attacco, questa volta al Letterman Show. Qui, il video.

"The thing that upsets me the most, honesty, there are three 24-hour financial networks," Stewart complained. "All their slogans are like, 'We know what's going on on Wall Street.' But then you turn it on during the crisis, and they're like, 'We don't know what's going on!' It'd be like turning on The Weather Channel in a hurricane, and they're just doing this: 'Why am I wet? What's happening to me? And it's so windy! What's going on, I'm scared!' How do you not know?

Name the NASA module.

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Col mio solito ritardo cronico, oggi ho scoperto Stephen Colbert ed il suo The Colbert Report, spin-off del Daily Show. Tra le sue iniziative, questa, fantastica, è legata alla scelta del nome del prossimo modulo orbitante NASA. Inutile dire, Colbert è adesso il primo in classifica.

Mind the crunch.

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Mentre lascio Londra la Banca Centrale d'Inghilterra riduce il tasso di cinquanta punti, portandolo a 0.5, minimo storico da sempre, immettendo sul mercato 250 miliardi di sterline in bond e obbligazioni. Così, tanto per capire quanto seria sia la situazione.

Non in Italia, però. Il Financial Times commenta che l'Italia ha finalmente abbandonato la retorica ottimistica, adottando una linea più sobria.

Giulio Tremonti, the finance minister, told a conference on Thursday that 2009 would be "even more difficult" than last year, a spokeswoman said. The websites of two leading newspapers quoted him as saying Italy faced a "horrible year", but officials did not confirm that.
Anno orribile? Figuriamoci. FT è smentito a sole ventiquattr'ore dall'ennesimo spettacolo dei due buffoni.

La crisi c'è, ma è meno tragica di quella descritta dai media. Il premier Silvio Berlusconi cerca di rassicurare e dice ai lavoratori: stiano «sereni», in tutto ci sono 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali.
e ancora

Il premier ha poi ripetuto che «nessuno ha fatto più noi in Europa». Se nella Ue vi sono stati stanziamenti più imponenti sono stati per salvare le banche e non come supporto all'economia
Purtoppo però le cose non stanno proprio così, e noi lo sappiamo bene. Anzi, gli economisti sono di tutt'altro avviso.

Economists warn that the crisis is going to hit Italy in reverse order, with the slump in the real economy threatening to drive banks into trouble.
Speriamo solo di non rendercene conto quando sarà troppo tardi. Nel frattempo i due clown continuano a dare spettacolo. Ma ormai non divertono altri che se stessi.

CNBC, the best of the best.

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L'ultima incredibile puntata del Daily Show di Jon Stewart. Sui suggerimenti finanziari forniti dagli esperti di CNBC e con una intervista finale a Sir Allen Stanford, accusato di una frode multimiliardaria.

La porte des Indes, London
Originally uploaded by giusec

Londra. La città migliore per iniziare con le Guide del Geco Rosso. Migliaia, milioni di ristoranti. Ad ogni angolo della città. Ogni possibile cibo esistente sulla faccia della terra. Impossibile orientarsi. Ecco così che viene in aiuto la Guida del Geco Rosso di Londra. L'unica guida al mondo che riporta un solo ristorante per città.

La Porte des Indes. Ristorante indiano. Nome francese. Cucina franco-creola-indiana. A due passi dal Marble Arch e da Oxford Street. Il ristorante è enorme. Appesi ai muri decine di premi assegnati come di migliore ristorante indiano in UK, dal 2002 ad oggi. Anno dopo anno. Sempre appese ai muri, foto, decine, con incognite personalità anglo-indiane (c'è pure Kabir Bedi!). La cucina è un mix light indo-europeo. L'atmosfera è spiccatamente indocinocoloniale. Un giardino di palme riempie la parte centrale del locale. I prezzi (cena) si aggirano sui £30 più vini. Io ho pagato in tutto £40. Il brunch domenicale costa £25. C'è pure il jazz. I pranzi settimanali molto meno. C'è il negozietto colle spezie e i libri. Un signore è incaricato di spiegare menù e salsine (quella gialla va sul cibo A, quella scura sul B). Così eviterete la figura di cibarvi di foglie di palma. E, soprattutto, l'affronto di mettere la salsina gialla sul cibo B (vergogna!).

Sullo stesso argomento:
- Le guide del Geco Rosso, link

Le guide del Geco Rosso.

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Uno ti dice. Dove vado a mangiare a Milano. Cibo. Dimmi un posto. Uno. Non mille. Uno. Ci pensi e qualcosa ti salta in mente. Che ciascuno di noi un luogo preferito ce l'ha. Un'osteria. Un buco. Dove si va cogli amici. Un posto dove tornare, di tanto in tanto, e sentirsi salutare per nome. Un ristorante. Non per forza il migliore. Il tuo ristorante. Uno. Il tuo. Poi il discorso si estende. E Barcellona? E Parigi? Londra? Ma andiamo per ordine.

Odio le guide turistiche che ti presentano mille possibilità. Decine, centinaia di ristoranti. Uno. Io faccio fatica a scegliere. Datemene uno. Per favore.

Nascono con questa logica le Guide del Gambero Geco Rosso. Le uniche al mondo che riportano un solo ristorante per città. Così non si sceglie, e il gioco è fatto. Certo, il ristorante bisogna conoscerlo bene. Bisogna averlo provato recentemente e almeno un paio di volte. Bisogna frequentare spesso la città. Per capirci, io non potrei mai scrivere una guida su Bari. Visto che non ci metto piede da almeno dieci anni.

Si parte stanotte con Londra. Dato che son qui. Poi toccherà a Milano, Barcellona, Parigi, Madrid, eccetera. Si accettano contributi. Per le future Guide del Geco Rosso. Hasta la vista. E buona non scelta. 

M&A links.

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Breve raccolta di articoli e report sulle attività di M&A, in particolar modo nel campo IT/Software. Eccovi accontentati. Lo so che non aspettavate altro.

- 2009 M&A IT Outlook, link (pdf)
- 2008 M&A Software Industry, link (pdf)
- 2009 M&A Insights, PWC, link (pdf)
- Reuters, Mergers portal, link
- Worst M&A deals of all time, WSJ, link

Six quarters.

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Londra. Secondo un esimio professore della Columbia Business School di NY e della London Business School, e in risposta a Marco che aveva sollecitato la questione, la crisi finanziaria durerà almeno altri sei trimestri = diciotto mesi = fino alla metà del diemiladieci. Una questione di inventories, ha aggiunto. Poi, la lenta ripresa.

(E poi non ditemi che non mi prendo cura dei commenti di chi passa da queste parti).
Dimenticavo. Il mio prof di oggi è stato un allievo di Michael Porter. Beh, son cose.

MBA ranking 2009.

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Per la cronaca, sono a Londra da domenica, per un corso full immersion di M&A alla London Business School.

LBS. Da Gennaio 2009 il suo MBA è il primo al mondo, nei ranking di FT e BW. E' sufficiente entrare, per capirlo. Il direttore del programma M&A mi spiega le ragioni del salto in classifica: il prodotto, la lingua, la cooperazione con Columbia e Cina, la facilità di trovar lavoro, i salari. Come avviene in questi casi, la crisi porta bene agli MBA, con il numero di iscritti alle stelle. Gli dico che sono un ex-alumno SDA. Me ne parla bene. Mi dice che è una delle business school storiche in Europa. Fatto è che è l'unica Italiana in classifica. E questo la dice lunga sulla tradizione manageriale della nostra Italietta. Ecco il nuovo ranking, appena pubblicato da FT. Le scuole Europee degne di nota, per la cronaca, sono le seguenti.

1. London Business School (2008: 3), UK
5. Insead (6), France
6. IE (8), Spain
12. IESE (13), Spain
14. IMD (14), Switzerland
17. Cambridge (14), UK
18. Esade (21), Spain
20. Oxford (19), UK
26. Rotterdam School of Mgmt (30), Netherlands
27. Lancaster Management School (26), UK
29. HEC (22), France
32. Manchester Business School (25), UK
35. Cranfield School of Management (34), UK
37. Warwick Business School (34), UK
38. SDA Bocconi (43), Italy

Eccetera. La classifica al completo è qui e qui (in pdf).

Silvio to go.

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The Economist, March 2009
Originally uploaded by giusec

Se mai lo aveste perso, ecco, secondo l'Economist, il conto dei problemi che l'Europa dovrà affrontare. Il dettaglio del conto ("Silvio to go (if only)") è qui. Via Flickr.

Bad times.

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La crisi colpisce anche l'Economist, che chiude il mitico negozietto di Regent Street e sposta il tutto sullo shop online.

The Economist shop in Regent Street has closed. Items can now be ordered from our online shop, over the telephone or by post.

Wrong launch.

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Mentre gli U2 lanciano il nuovo album con un blitz a sorpresa sul tetto della BBC a Londra (non lanciano l'album dal tetto, ma sul tetto) i Depeche Mode annunciano il loro nuovo album a Milano, durante la settimana della moda, in una situazione leggermente meno esaltante rispetto ai colleghi Irlandesi (un'incontro colla stampa milanese, che noia). Il video del primo singolo, Wrong, è qui su YouTube (il video è bello tosto, però).

Magnificent.

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Due giorni fa, in occasione del lancio del nuovo album, gli U2 son saliti sul tetto della BBC, in Oxford street, a Londra, a circa mezz'ora da dove mi trovo adesso, e hanno fatto 'sta roba. Che dire. Magnificent.

(Peccato poi che sia l'unico pezzo interessante del nuovo album).

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