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March, 2009 Archives

Un anno fa, più o meno a quest’ora, le doglie. Non mie, naturalmente. La corsa in Mangiagalli. Lei che aveva deciso di non venir fuori – aveva altro da fare quel giorno, suppongo. Poi, il parto. Ad un anno di distanza, non ci siamo ancora ripresi. Lei allora era così. Adesso invece è così. Dice mamma, bau, papa (a volte, raramente), silviostrons, che non so bene che significhi, giuro. Ha quasi iniziato a camminare – si spiaccica al suolo almeno una volta al dì.

E più tardi spegnerà la prima candelina della sua vita.

Sul mercato immobiliare a Milano.

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Sorseggio un caffelatte al retrogusto di pollo Esselunga Bio – entrambi devono essere passati dallo stesso forno a microonde – e leggo le Repubblica di ieri, sezione Vetrina Immobiliare. Sono impressionato dal numero di nuove costruzioni e soluzioni immobiliari di prestigio.

Dovete sapere, voi che non vivete nell’agglomerato, che tutto si era irrimediabilmente fermato, con la famigerata Mani Pulite. Non si è costruito più, per quindici anni. Adesso le aree a ridosso delle tangenziali di Milano sono una piccola Dubai – non c’è la laguna, ma il deserto si, quello si che c’è. La frenesia immobiliare sembra non temere crisi economiche o del credito e procede all’impressionante velocità di otto piani a notte (è il caso del nuovo Pirellone). Ecco, per chi deve cercar casa o per chi ha intenzione di spostarsi in città, una mappa ragionata dei trend abitativi più in voga a Milano, oggi.

Milano SoCA (South California)
Dopo Milano Santa Giulia (progetto il cui svolgimento, come dire, non è andato esattamente come ci si aspettava) e Milano Santa Monica, grandi ed esclusive aree residenziali nate a ridosso dell’agglomerato, si sta alacremente lavorando a Milano Santa Barbara, Milano Venice e Milano Laguna Beach. L’area radioattiva a Nord, quella dal color arancio-uranio, sarà bonificata, edificata e ribattezzata Milano Orange County (Milano OC, che fa più radical).

Milano Sky.
La sua vocazione internazionale è innata. E così Milano si sta sviluppando in altezza, come NY, Francoforte o Chicago. Non è difficile trovare proposte come questa, la Torre da vivere, o questa, con viste spettacolari sulle Alpi e sulla città. I nuovi progetti portano nomi che evocano altezza: Milano Petronas, Milano Burj Dubai, Milano Sears. Era partito anche un Milano Torri Gemelle. Poi qualcosa nel frattempo sarà successo, e il progetto è stato ribattezzato Milano SPIA (Sempre Più In Alto). Si, qualcosa sarà indubbiamente successo.

Milano Zen.
Zen come il quartiere Zen di Palermo, e non certo come pratica cognitiva orientale. L’idea, geniale mi pare, è quella di far rivivere anche ai milanesi l’insuperata esperienza del quartiere  Palermitano. Ed ecco sorgere meraviglie come questa. Dove tutto sarà a portata di mano. Compresa la metropolitana all’interno del complesso (!). Oltre alla metro si prevede anche un porto per yatch e uno svincolo della A1. Tutto all’interno del complesso, naturalmente.  

Milano “FarAway, So Close

E’ uno dei trend più in voga. Lontani, ma così vicini. Questo è solo uno dei tanti esempi. A 20 minuti da Milano. Dice il sito. In realtà il complesso è a Pavia. In venti minuti sei forse all’imbocco dell’autostrada per Milano. Poi ti ci vorrà un’altra oretta per arrivare dovunque tu debba arrivare. Giungono voci di nuovi complessi residenziali a Roma (a sole tre ore da Milano!), Catania (a sole due ore di volo da Milano!) e Dusseldorf (perfettamente collegata con Milano!).

Dopplr badge.

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Sto aggiornando i miei viaggi, e di conseguenza Dopplr. Ecco che viene fuori.  

Le guide del Geco Rosso: Milano.

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Scrivere una Guida del Geco Rosso (le uniche guide che riportano un solo ristorante per città!) su Milano non è certo compito semplice. Primo, perchè a Milano ci vivo, da circa vent’anni. Giorno più, giorno meno. Secondo perchè Milano è in Italia (si, è così, fatevene una ragione), patria del cibo più acclamato del pianeta. Terzo perchè, checchè ne dicano gli amici della Lega, è la città più straniera del paese (nel senso di città multirazziale eccetera), e offre un portafoglio insuperato di opportunità culinarie internazionali.

Ma le Guide del Geco Rosso parlano chiaro: un ristorante per città. Uno soltanto. E il ristorante scelto per Milano è l’Osteria Grand Hotel Pub di via Sforza 75. Che Hotel non è. Neppure Pub. E neppure grande, in realtà. Sebbene raddoppi in estate con una veranda all’aperto, tra campi di bocce e vecchie case di ringhiera.

Al GHP mi sento a casa. L’atmosfera è da cena a casa di amici. Qui ci ho fatto decine di degustazioni e ho mosso i primi passi verso una disastrosa e mai nata carriera di sommelier. Fabrizio è un pò burbero, lo ammetto, però i suoi consigli su vini e accostamenti sono geniali; il GHP offre una delle migliori cantine di Milano e una scelta di formaggi unica in città.

Il GHP è uno dei pochi ristoranti sul pianeta senza un sito web. Ma glielo si può perdonare. Andate a cercare qualche recensione in giro per il web, o sullo Slow Food o sul giornaletto locale del Corriere.

Dimenticavo: si paga in media sui 45-50 a testa vini inclusi. Pure: il GHP è da sempre luogo di punta dello Slow Food di Milano.

Sullo stesso argomento:
- Le Guide del Geco Rosso, link
- Le Guide del Geco Rosso: Londra, link

Prossime uscite?
- Le Guide del Geco Rosso: Barcellona
- Le Guide del Geco Rosso: da qualche parte in Asia

Comediary 2.0, on the road.

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Comediary is back! Il videoblog di Fedebasso è tornato con una seconda serie on-the-road. Subito live tre puntate ricche di ospiti (Zelig, eccetera) e con pezzi dai backstage. Qui sotto la puntata uno. La due e la tre qui, direttamente sul videoblog di Fede.

Oggi non è certo una bella Dat(a).

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Brutto giorno, per la democrazia, in Italia. I nostri corpi, da oggi, appartengono allo Stato. Solo in Cina accade una cosa simile, che io sappia. In Birmania, forse. E giorno ancor peggiore, se prendo atto che, per la prima volta in vita mia, mi ritrovo d’accordo con Facci.

Segway 2, il ritorno.

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Tempo fa, un post di un paio di righe sui tour Segway a Milano. Con una velata nota polemica sul prezzo e sulla sicurezza del mezzo, in una città come l’agglomerato.

Claudio Coppi, titolare di Italy Segway Tours, commenta il post, aggiungendo qualche valido dettaglio. Io rispondo con dei chiarimenti e con le mie considerazioni.

Il tutto, qui.

Colbert in orbit.

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Che penseranno gli Alieni. L’impossibile è realtà. Stephen Colbert ha vinto la sfida. Con 230,539 voti il suo nome apparirà sul prossimo modulo orbitante NASA. Qui la storia, via g&f, e poi qui e pure qui.

Caccia ai manager.

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Per i corridoi e poi, davanti alla macchinetta del caffè.

- Hai sentito della caccia ai manager?
- Si, madonna, hai visto? In America e pure in Scozia e adesso pure in Francia
- e a Torino? Hai visto a Torino?
- si, meno male.
- meno male che?
- che non mi hanno mai voluto dare la dirigenza.
- davvero?
- si, da tre anni la chiedo a ‘sti stronzi, ma adesso è meglio così
- giusto. E poi vuoi mettere essere quadri? molto meglio.
- già, e non possono licenziarti
- certo, siamo in una botte di ferro
- veramente un amico quadro è stato licenziato l’altro ieri
- chi?
- il Grimaldi.
- il Grimaldi? Davvero? Vabbè, quello è un caso speciale, se l’è cercata
- si, han fatto bene, ha pure messo in nota spese l’abbonamento a Wired
- Wired? Han fatto bene allora
- Noi invece siamo in una botte di ferro.
- si, certo. Un ape, stasera?

Nota. Gli avvenimenti ai quali si riferiscono i due quadri possono essere rintracciati qui e poi qui e ancora qui.

E adesso tocca a te.

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E così, dopo il Giornale, Il Foglio, Libero, Panorama, e la Mondadori tutta e poi Einaudi e Sperling & Kupfer e poi Frassinelli. E dopo il Messaggero, il Mattino, La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino. Dopo tutto ciò, anche il Corriere ed RCS stanno ahimè per cadere nella sfera d’influenza del signor B.

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