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The worst hasn’t quite hit yet.

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Non lasciatevi troppo influenzare dalle reazioni positive ai dati del GDP, ossia del PIL, americano pubblicate ieri (-3.8% anzichè -5.5%). Insomma, non datevi ai festeggiamenti (e io li vedo già i party in Corso Como per il dato del PIL statunitense). Il dato che conta è ahimè un altro: inventories (scorte) cresciute a dismisura. Infatti, il WSJ, riporta.

The inventory piece of today’s gross domestic product numbers is getting lots of attention from Wall Street analysts, who foresee at least a quarter of inventory cuts worsening the recession into 2009.

Seguono delle analisi, qui e soprattutto qui. Anche Repubblica Finanza lancia un warning, con un minitrafiletto, invisibile ai più, qui.

In definitiva, le maxiscorte accumulate faranno si che le aziende non produrranno un bel tubazzo nel Q1 del 2009, cercando di (s)vendere appunto tali scorte. E la situazione peggiorerà. Segno, dunque, che il peggio deve ancora venire.

While today’s GDP figures were in fact the worst since 1982, there’s nonetheless a tone of optimism in the news. From our perspective, however, the relatively benign report doesn’t suggest any fundamental change to the economic outlook, just an indication that the worst hasn’t quite hit yet.

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