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Migranti.

| | Comments (5)

Chi ha visto il nuovo Presa Diretta di Riccardo Iacona, ieri sera, non avrà potuto fare a meno di notare lo stile delle discussioni tra gli abitanti di un certo quartiere di Napoli (che vogliono mandare altrove gli immigrati) e gli immigrati, per lo più Africani (che spiegano le loro ragioni e la vita che devono subire).

Tutti gli Italiani erano sottotitolati – in quanto effettivamente incomprensibili. Gli Africani, laureati ed educati, parlavano un Italiano perfetto, colto, rispondevano con cognizione di causa alle domande del reporter, e non avevano bisogno di sottotitoli.

La cosa è tristemente divertente, ma dovrebbe invece far riflettere sul significato del termine Italianità e sul grado di codesta Italianità tra certe minoranze e strati sociali del Paese.

Comments

aò, iammabbella, sti bastardi iggnoranti ce rubano el lavoro…

Traduzione. Su, mannaggia, questi signori analfabeti ci rubano l’occupazione.

Non ho visto il programma, ma penso di poter immaginare la situazione, non nuova in TV.
Per quanto mi riguarda, spesso avrei voglia di fuggire, deluso da ciò che mi circonda; vorrei evadere verso qualche posto che mi viene solo raccontato “migliore” e lasciare la responsabilità di sostenere l’Italianità di cui parli ai nuovi Italiani. Poi mi chiedo quanto ciò che sta fuori sia davvero migliore; mi chiedo se sia davvero meglio allontanarmi dalla mia famiglia e rinunciare agli affetti per cercare qualcosa che qui non trovo e se non sia un po’ anche colpa mia se le cose in Italia stanno come stanno.
Proprio ieri sera guardavo Milk al cinema e mi tornavano in mente pensieri che avevo ricacciato nell’inconscio: avrei voglia di partecipare attivamente, di inserirmi nel tessuto sociale per contribuire alla sua crescita anche a scapito del quieto vivere. Due cose mi frenano: la prima è che mi piace pensare che la stupidità che ho attorno mi disarmi; la seconda, forse molto più vera, è che è molto più comodo starmene sul divano la sera e vivere la mia vita senza che nessuno mi dia fastidio. Del resto, faccio un lavoro che non mi stimola e vivo in un posto che non mi piace, ma sto con la persona che amo ed ho trovato un buon equilibrio interiore. Chi me lo fa fare?

Alessandro, nessun altro può rispondere a questa domanda, tranne te.

Certo che è comodo. Ma attento ai rimpianti. Che arriveranno, prima o poi. Non è un mistero che migliaia di Italiani della tua/mia generazione stiano lasciando il paese. Forse avranno un pò di nostalgia. Ma rimpianti no, loro non ne avranno.

e la persona che ami la puoi portare via con te.

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