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Built to non si sa bene cosa.

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Le cose sono andate pressappoco così. Erano gli anni ottanta e questo signore scrisse uno di quei libri che ebbero un successo immediato, inaspettato, travolgente, strepitoso, restando scolpiti nell’immaginario di ogni manager o aspirante manager che si rispetti.

Quel libro era (è) Built to last (Costruite per durare, letteralmente). Il libro fu adottato dalle aziende, specialmente nordamericane, che volevano durare. Divenne la bibbia delle aziende high-tech. Fu sostituito ai testi di strategia. Gli articoli di Colling iniziarono ad apparire sempre più di frequente su Harvard Business Review, su giornali specializzati sul management, Espansione, Il giornale del giovane dirigente, Dirigenza e Libertà. Fu regalato a manager, nuovi impiegati (io ne ho due copie). Mostrato alle riunioni, copiato sui business plan, discusso durante i leadership meeting.

Qualche annetto dopo, ecco il nuovo bestseller. Good to Great. Un altro successo tra le corporation del globo, altri meeting, altri business plan, altri regali, altri leadership meeting.

Poi arrivò la crisi del duemilaotto. I subprime, il crollo finanziario, i licenziamenti. La crisi trasla dal finanziario al reale, chiudono le fabbriche, milioni di persone senza lavoro, insomma sappiamo com’è andata. E fu così che le aziende Built to Last andarono lentamente e inesorabilmente a puttane.

Still, the fact remains that at least 7 of Built To Last original 18 companies have stumbled (8 if you’re cynical about HP) (*) – scarcely better than the results you’d get by flipping a coin.

(*) adesso 10, considerando Citigroup e Amex.

E che fece allora il mitico Collins, per niente scosso dai risultati che mettevano a nudo la fragilità (e la stagionalità) delle sue teorie? Si inventa questo. How great companies turn crisis into opportunities.

E c’è da scommettere che qualunque cosa accada il buon Collins abbia la propria da dire: How great companies turn snowfalls and bad weather conditions into opportunities, How great companies make advantage of having a president as prime minister, How great companies become bad or good based on my bank account status, e cose di questo genere.

Comments

Bhè, se si considera imprenditore di sè stesso, e qualcuno compra il suo libro, lui ci sarà riuscito… (a svoltare la crisi in un’opportunità dico)

Salve,
da imprenditore trovo questo libro assolutamente valido e capace di ispirare cambiamenti in azienda.
Poco mi tange che una buona parte delle aziende presentate nelle studio come outperformes siano in difficoltà a causa di queste crisi, sia perché un analisi del genere va affrontato su una scala temporale ben più lunga di 12 mesi, sia perché condizioni eccezionali ed esterne alle aziende possono mettere in crisi anche la migliore delle aziende.
Senza cadere nell’errore speculare di esaurire in un libro la complessità dei motivi di successo o fallimento di un business, Built to last è un testo che ha un forte potere di ispirare cambiamento e mettere in moto l’unica risorsa salva-crisi: il cervello di chi legge.
Buona impresa a tutti.

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